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Luis Suarez Philippe Coutinho Raheem Sterling LiverpoolGetty Images

Liverpool campione 30 anni dopo: le star che non hanno vinto la Premier coi Reds

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Allisson, Salah, Mané, Firimino, Henderson, van Dijk, Alexander-Arnold, Fabinho, Klopp. Sono questi i nomi che finiranno nei libri di storia della Premier League per aver vinto il campionato con il Liverpool 30 anni dopo l'ultima volta. Quando addirittura ancora si chiamava First Division. Quando negli Scousers giocavano Dalglish, Grobbelaar, Rush. Quando gran parte dei giocatori attualmente in rosa non erano ancora nati. Trent'anni di attesa, infiniti, guardando i successi di City, United, Arsenal, Chelsea, per non dimenticare le sorprese Blackburn e Leicester. I Reds al grande ballo non erano mai stati invitati, nonostante i successi, almeno in Europa, non siano mai mancati, con le due Champions League conquistate nel 2005 e nel 2019. Trent'anni in cui da Anfield sono transitate superstar, giocatori di altissimo livello, Palloni d'Oro, campioni del mondo. Nessuno, però, riuscendo a vincere la Premier League.

Primi su tutti, il secondo e il terzo nella classifica dei giocatori con più presenze nella storia del club. Ovviamente, Jamie Carragher e Steven Gerrard. Il difensore ha giocato con la prima squadra dei Reds dal 1996 al 2013, mentre il leggendario numero 8 si è ritirato nel 2015, dopo 17 anni di carriera. Hanno sollevato insieme la Champions ad Istanbul, ma in nessuna delle loro oltre 700 presenze in maglia Red hanno mai gioito per la conquista della Premier League. Tutt'altro: Gerrard ha anche il rimpianto del 2014, quando la sua scivolata a centrocampo permise a Demba Ba di involarsi verso la porta e segnare un goal già entrato nella storia del football . Ancora oggi il fuoriclasse inglese non nasconde che non aver vinto la Premier è il più grande rimpianto della sua comunque straordinaria carriera.

Steven Gerrard Liverpool Chelsea 2014Getty Images

Sia Gerrard che Carragher, comunque, sono in buona compagnia. Quella di un altro ragazzo nato e cresciuto nel Merseyside, sesto miglior marcatore nella storia del Liverpool: Robbie Fowler. Neanche lui, uno dei più forti e controversi attaccanti inglesi degli ultimi 30 anni, è riuscito a festeggiare un campionato ad Anfield. Al pari di Michael Owen, ovvero l'unico Pallone d'Oro nella storia degli Scousers . Quasi 350 goal complessivi che non hanno fruttato alcun campionato. Per loro, beffa nella beffa, neanche la Champions League.

Non ce l'hanno fatta neanche due dei migliori attaccanti degli ultimi 15 anni come Fernando Torres e Luis Suarez, che ad Anfield si sono consacrati, ma i loro goal non sono stati sufficienti per vincere. Nel 2009 il Niño chiuse la stagione con 9 goal nelle ultime 12 partite, dopo diversi problemi di infortuni, non abbastanza per strappare il titolo al Manchester United di Ferguson e Cristiano Ronaldo. Suárez farà ancora meglio nel 2014, l'anno della scivolata di Gerrard: 31 reti, solo Salah meglio di lui nello scorso decennio. Non abbastanza. Nonostante un attacco stellare, con Daniel Sturridge nel suo anno di grazia al secondo posto della classifica marcatori con 22. Con Gerrard a centrocampo a orchestrare il gioco e con Philippe Coutinho in rampa di lancio, pronto ad esplodere. Così come un altro che oggi è una star, ma che per vincere ha dovuto lasciare Liverpool: Raheem Sterling. Quell'attacco, probabilmente il migliore negli ultimi trent'anni, fruttò 101 reti, ma dovette cedere il passo al Manchester City.

Luis Suarez Philippe Coutinho Raheem Sterling LiverpoolGetty Images

I goal, in realtà, non sono mai stati un grosso problema nel trentennio di digiuno. Sono passati da Anfield attaccanti di ogni tipo, dai più mobili ai più fisici e di stazza, trequartisti o fantasisti compresi. Alcuni hanno rispettato le attese, altri meno, altri ancora sono andati oltre le stesse facendosi un nome partendo da scommesse, come Milan Baros o Peter Crouch. Altri come Jari Litmanen, Karl-Heinz Riedle o Fernando Morientes sono arrivati nel Merseyside in fase calante e la loro esperienza non è bastata. Senza dimenticare la breve parentesi senza successo di Robbie Keane , oppure i due anni da idolo di Djibril Cissé con annessi infortuni gravissimi. O Emile Heskey, che in bacheca ha messo soltanto un secondo posto nei suoi cinque anni con la maglia rossa. Senza dimenticare chi della Kop è stato un idolo come Dirk Kuyt. Campionati vinti? Zero.

Per anni si è pensato che uno dei problemi del Liverpool fosse quello dell'equilibrio, magari di una difesa non sempre affidabile al 100%. Certo è difficile pensare che il problema fosse il centrocampo, dove insieme a Gerrard sono passati tre maestri dell'equilibrio in tre momenti diversi dell'ultimo decennio: Dietmar Hamann tra il 1999 e il 2006, Xabi Alonso tra il 2004 e il 2009, Javier Mascherano tra il 2007 e il 2010. I primi due si sono tolti la soddisfazione della Champions League. Vicino a loro, fantasisti di eleganza come Patrik Berger, Joe Cole, Harry Kewell. Senza mai trovare quella chimica giusta con gli altri reparti che potesse portare al successo.

Xabi Alonso Liverpool 01102008Getty Images

Forse, in effetti, il punto debole degli anni potrebbe essere stata proprio la difesa mai blindata, almeno fino all'arrivo di Jürgen Klopp. Pepe Reina per sette anni ha garantito enorme affidabilità tra i pali - meglio di Jerzy Dudek, a cui comunque i Reds devono una Champions, o del sempre criticato David 'Calamity' James. La spinta dei terzini non è mancata - specialmente a sinistra, dove sono passati maestri del ruolo come Christian Ziege o Jon Arne Riise - ma in mezzo, forse, le coppie non sono mai state all'altezza. Quella che ha funzionato meglio, con Carragher e Sami Hyypiä, ha portato al trionfo di Istanbul. Neanche nomi di esperienza come Markus Babbel e Kolo Touré hanno sortito gli effetti sperati. Anzi, l'effetto sperato: la vittoria della Premier. Certo, alcuni difensori dopo gli anni con gli Scousers si sono tolti diverse soddisfazioni, vedi Alvaro Arbeloa tra Spagna e Real Madrid.

In questi trent'anni il Liverpool ha anche guardato all'Italia per cercare il cocktail giusto per vincere la Premier. Sono arrivati in giovane età Daniele Padelli e Gabriel Paletta (dall'Argentina), senza lasciar grandi ricordi. Poi Andrea Dossena e Alberto Aquilani: in quest'ultimo erano riposte diverse speranze, rese vane dagli infortuni. Ancor meno bene è andata l'esperienza di Mario Balotelli, mentre Fabio Borini ha lasciato quantomeno un buon ricordo. Anche se non quella Premier League che tanti giocatori hanno provato a conquistare senza riuscirci. Henderson e compagni hanno rotto la maledizione anche per loro.

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