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Lukaku Inter ShakhtarGetty

L'Inter fa visita allo Shakhtar: il 5-0 di agosto è già lontano

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Il pareggio strappato al 90' a San Siro contro il Borussia Moenchengladbach obbliga l'Inter a non commettere altri passi falsi: una sconfitta con lo Shakhtar Donetsk pregiudicherebbe il cammino nerazzurro in Champions League e la qualificazione agli ottavi di finale diverrebbe una vera e propria impresa.

Il match in programma allo Stadio Olimpico di Kiev (nuova casa degli arancioneri dopo il danneggiamento della Donbass Arena dovuto ai bombardamenti della guerra russo-ucraina) non è completamente decisivo ai fini del passaggio al turno successivo, ma poco ci manca: i ragazzi di Conte non potranno fallire e la fiducia derivante dal successo di Genova può essere un'ottima medicina per il corpo e lo spirito.

Stando all'ultimo precedente tra le due squadre, il pronostico sarebbe scontato: il 17 agosto Inter e Shakhtar si sono affrontate nella semifinale di Europa League, dominata dai meneghini dal primo all'ultimo minuto. Il 5-0 finale, che ha messo in evidenza la potenza della 'LuLa', non deve però trarre in inganno.

Romelu Lukaku Lautaro Martinez Inter Shakhtar Donetsk UEFA Europa LeagueGetty

A conferma di tale ragionamento arriva il clamoroso blitz sul campo del Real Madrid, annichilito con la velocità degli attaccanti che hanno imperversato durante tutto il primo tempo: certo, l'Estadio Alfredo Di Stefano non è paragonabile per fascino al 'Santiago Bernabeu', ma l'impresa della squadra allenata da Luis Castro resta e sarà un motivo di vanto per gli anni a venire.

Inoltre, lo Shakhtar controllato e dominato dall'Inter appena due mesi fa, ha parzialmente cambiato faccia con l'ingresso nell'undici titolare di giocatori che sembravano destinati alla panchina: come Tete e Salomon, a segno in Spagna sfruttando l'enorme difficoltà della difesa madrilena contro avversari tecnici e veloci, aspetto che De Vrij e soci dovranno tenere in considerazione.

Loro due, uniti a capitan Marlos e Dentinho, non stanno assolutamente facendo rimpiangere il bomber Junior Moraes, alle prese con il coronavirus fin dall'ultima pausa dedicata alle nazionali; stesso discorso per il portiere Pyatov che però, agli occhi di Castro, ha perso comunque posizioni nella gerarchia rispetto al 19enne Trubin.

Militao Real Madrid ShakhtarGetty Images

L'Inter, dal canto suo, potrà contare sicuramente sul rientro dal primo minuto di Hakimi, arma in più che ad agosto non poteva ancora essere sfruttata da Conte: la sua 'falsa positività' ha fatto tirare un sospiro di sollievo al tecnico salentino che lo ha inserito nel secondo tempo del 'Ferraris' al culmine di una corsa contro il tempo per averlo a disposizione.

Se sulla destra toccherà al marocchino correre e seminare il panico nella difesa dello Shakhtar, sulla trequarti potrebbe toccare nuovamente ad Eriksen: sufficienti, seppur non eccezionali, le ultime due prestazioni che potrebbero bastare per vederlo in campo per la terza volta consecutiva dal 1', in nome di quella continuità che spesso gli è mancata nel corso della sua esperienza italiana.

Proprio il danese è rimasto per 81 minuti in panchina lo scorso 17 agosto, salvo poi entrare nel finale quando la gara era già ampiamente decisa: chissà quale potrebbe essere il suo impatto con un impiego diverso e, certamente, meno limitato dal punto di vista del minutaggio, che gli consentirebbe di giocare con maggiore tranquillità e senza l'assillo di dover dimostrare la sua qualità con così poco tempo per incidere.

A prescindere dagli uomini che scenderanno in campo, l'Inter non dovrà guardare in faccia nessuno e, in particolare, all'altro risultato tra Borussia Moenchengladbach e Real Madrid: la priorità sarà quella di fare la propria partita per portare a casa il massimo e mettersi in una posizione migliore che possa evitare la sofferenza delle ultime due stagioni, concluse con l'amarezza della 'retrocessione' in Europa League.

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