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Stefano SensiGetty Images

L'Inter affronta il dilemma Sensi: da insostituibile a punto di domanda

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A inizio stagione il principale volto dell'Inter di Antonio Conte non era Romelu Lukaku, nonostante un ottimo impatto col calcio italiano: il belga è uscito soprattutto alla distanza. Nelle prime partite c'era qualcun altro che trascinava la squadra, qualche metro più indieto ma con la licenza di svariare per il campo: Stefano Sensi, che arrivato dal Sassuolo si è calato al meglio nella sua nuova realtà. Tanto da proporsi, fino a ottobre, come uno dei migliori centrocampisti della Serie A.

Dopo tre goal e tre assist nelle prime 6 giornate di campionato, il classe 1995 ha subito una brutta frenata alla sua escalation: il problema agli adduttori contro la Juventus, che lo ha tenuto fuori per quasi tre mesi, anche a causa di una ricaduta dopo la sfida esterna con il Borussia Dortmund. Il numero 12 nerazzurro è tornato titolare soltanto a gennaio, ma senza mai dare l'impressione di avere quello smalto e quella brillantezza che lo contraddistinguevano all'inizio stagione.

Per l'Inter la sua fantasia e la sua imprevedibilità erano un'arma in più, quella che non riescono ad avere con la sua costanza gli altri pari ruolo, meno abili a giocare da trequartisti per questione di caratteristiche. Tranne uno, l'ultimo arrivato: Christian Eriksen, il grande colpo del mercato di gennaio che sta cercando un posto da titolare nel centrocampo di Antonio Conte. E dal suo arrivo è stato proprio Sensi l'indiziato numero uno per fargli posto in campo.

Già ieri sera contro il Napoli si è avuto un piccolo 'assaggio' di un avvicendamento che può essere destinato a diventare abitudine. Al 66' Sensi è uscito ed è entrato l'ex Tottenham, che è riuscito anche a dare un po' di brillantezza a una squadra spenta, che l'ex Sassuolo non era riuscito ad accendere. Il nazionale italiano ha fornito un'altra prestazione sotto tono e non è la prima volta in questo 2020. Questione di condizione, sì, ma da qualche giorno anche di concorrenza.

Sensi Inter Lecce Serie AGetty

I due sembrano auto-escludersi in campo in un ipotetico undici titolare: Barella e Brozovic per caratteristiche non sembrano sostituibili nel 3-5-2, così come non lo sono Lautaro e Lukaku davanti. I due preferiscono avere campo per svariare e cercare la miglior posizione tra le linee. Potrebbero convivere a supporto di una punta nel 3-4-2-1, ma Conte non ha ancora preso in considerazione l'esperimento: a Udine e nel derby, senza Lautaro, hanno giocato Esposito e Sanchez. Sensi è rimasto fuori per un problema al polpaccio, mentre Eriksen è partito titolare solo in Friuli.

Se tutta l'Inter ha beneficiato dell'arrivo del danese, il 24enne cresciuto nel Cesena potrebbe averci perso. E quell'infortunio subito contro la Juventus rischia di poter diventare un rimpianto ancora più grande di quanto già sia. A distanza di quattro mesi, Sensi ha bisogno di ritrovare sé stesso, tanto quanto ne ha bisogno l'Inter: per tenere il passo della Juventus a Conte servirà l'intera rosa al top. A prescindere dalle scelte dei titolari.

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