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GFX Orsolini

Orsolini alla Juventus, un matrimonio mai celebrato: l'acquisto, i prestiti e l'addio

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Ci sono dei ricordi bianconeri nella carriera di Riccardo Orsolini. Ricordi dolci, e al contempo amari, di un capitolo fantasma della propria carriera.

Il 30 gennaio del 2017, la Juve ufficializza l'ingaggio dell'esterno d'attacco classe 1997, tra le note più liete del campionato di Serie B con la maglia dell'Ascoli. Quello che sulla carta ha tutti i connotati del colpo di prospettiva, catalogabile alla voce programmazione in salsa bianconera, nella concretezza dei fatti lascia in eredità un rapporto incompiuto, mai del tutto sbocciato.

Proprio così, perché dopo il proverbiale nero su bianco, il ragazzo viene comunque parcheggiato nelle Marche sino al completamento della stagione 2016-2017 - dove chiude con 42 presenze e 8 goal - prima di presentarsi agli ordini di Massimiliano Allegri per il primo ritiro estivo da calciatore di Madama.

"Juventus Football Club S.p.A. comunica di aver perfezionato l’accordo con la società Ascoli per l’acquisizione a titolo definitivo del diritto alle prestazioni sportive del calciatore Riccardo Orsolinia fronte di un corrispettivo di 6 milioni di euro pagabili in due esercizi. Il valore di acquisto potrà incrementarsi di 4 milioni di euro al maturare di determinate condizioni nel corso della durata contrattuale. Juventus ha sottoscritto con lo stesso calciatore un contratto di prestazione sportiva quinquennale fino al 30 giugno 2021. Contestualmente, Juventus ha sottoscritto con l’Ascoli un accordo per la cessione a titolo gratuito e temporaneo fino al 30 giugno 2017 del diritto alle prestazioni sportive dello stesso calciatore", il comunicato ufficiale della società piemontese.

Un affare complessivo da 10 milioni di euro da versare nelle casse ascolane per mettere le mani su quella che, all'epoca dei fatti, era a tutti gli effetti la nuova intrigante proposta proveniente dal torneo cadetto.

L'impatto con il mondo Juve, però, presenta subito il conto e si palesa con tutte le difficoltà e gli ostacoli del caso, come raccontato dallo stesso Orsolini durante una diretta Instagram risalente al 2020:

"In allenamento non la vedevo mai, andavano al doppio. Io venivo dalla Serie B e l'intensità era diversa, mi sono trovato a disagio e non ne beccavo mezza. E' lì che ho capito di non esser pronto per quel tipo di palcoscenico, almeno in quel momento. Ho capito che dovevo mettermi sotto per provare a colmare quel gap".

Strada lunga e tutta in salita, dunque. Se ne accorge subito anche la Juventus, alle prese con il processo di maturazione di un giocatore considerato, evidentemente, non ancora pronto per ritagliarsi spazio all'interno di una rosa che soltanto pochi mesi prima, a Cardiff, disputava la seconda finale di Champions League nel giro di tre anni.

La logica soluzione va ricercata alla voce 'esperienza' e così la presa di contatto di Orsolini con la massima serie deve passare da una tappa intermedia, ossia Bergamo. La Juve, infatti, lo cede all'Atalanta con la formula del prestito biennale.

L'apprendistato nella Città dei Mille? Decisamente avaro di soddisfazioni. Agli ordini di Gian Piero Gasperini, Orsolini trova pochissimo spazio. Gioca la miseria 9 partite - di cui solo una da titolare contro il Sassuolo in Coppa Italia - tra le quali figura anche il debutto ufficiale nelle coppe europee, in Europa League, sul campo dei ciprioti dell'Apollon Limassol. Morale della favola, i titoli di coda scorrono dopo appena sei mesi e il 31 gennaio 2018 si concretizza il passaggio al Bologna, sempre sotto la sapiente regia della Juventus, che lo cede ai felsinei a titolo temporaneo per 18 mesi.

"Non voglio chiamare questa avventura un riscatto, ma un nuovo punto di partenza. Ad inizio mercato ho saputo dell'interessamento del Bologna ed ho subito gradito la destinazione. Da allora ho cominciato a seguire le partite ed ho visto una bella squadra e sono contento di essere arrivato qui. Il campo sarà il mio giudice”, le prime parole da rossoblù riportate da 'Il Resto del Carlino'.

I primi spiragli in casacca felsinea maturano nella seconda parte dell'annata 17-18 sotto la gestione di Roberto Donadoni che in estate però lascia, dopo tre salvezze raggiunte in altrettante stagioni, passando il testimone a Filippo Inzaghi. Con l'allenatore piacentino la scintilla non scocca e nel 3-5-2 inzaghiano, Orsolini è il proverbiale pesce fuor d'acqua, inquadrato nell'insolito ruolo di mezzala.

"Con il mister avevo un buon rapporto anche a livello personale. Poi il fattore tecnico è un altro discorso - la spiegazione al 'Corriere dello Sport' - Ero stato messo in un ruolo non consono alle mie caratteristiche, facevo la mezzala, e giuro che ci ho provato con umiltà, con la buona volontà. Ognuno ha una propria idea di gioco. Lui aveva idee che non si sposavano con le mie caratteristiche in quel momento".

Per la svolta con la 'S' maiuscola, bisogna attendere il 28 gennaio 2019 quando dopo il crollo in casa del Frosinone, lo stato maggiore bolognese esonera Inzaghi e affida la panchina a Sinisa Mihajlovic. E' la sliding door che cambia la percezione dell'Orsolini calciatore, fino a quel momento più rincalzo che protagonista su quel palcoscenico che il destino sembrava impedirgli di fare suo.

Quello impartito dal serbo è un cambio radicale sia in termini di approccio tattico che di mentalità: con Mihajlovic si passa ad un 4-2-3-1 dalle spiccate sfumature offensive e il talento di Ascoli Piceno va a nozze ritrovando la sua naturale collocazione. Bingo.

Il Bologna si tira fuori dalle sabbie mobili della zona retrocessione, trascinato da un Orsolini che cambia letteralmente passo nella parte finale di stagione: segna 6 goal nelle ultime 11 giornate spingendo il Bologna verso la permanenza in A e chiude la stagione in doppia cifra con 10 centri realizzati in 37 presenze complessive, Coppa Italia compresa.

Questa volta il palcoscenico è tutto suo e vi sale con i gradi dell'attore protagonista.Ad anni 22, il grande salto sembra ormai la più naturale delle conseguenze. Ed invece non sarà così. La prima vera grande stagione della sua carriera coincide con la definitiva uscita dall'orbita Juve. I bianconeri, infatti, lo sacrificano sull'altare del bilancio intascandosi i 15 milioni di euro pattuiti per il riscatto del giocatore.

Orsolini diventa così a tutti gli effetti un calciatore rossoblù, chiudendo a tripla mandata un capitolo apertosi in quell'ormai sbiadito 30 gennaio 2017, con buona pace della tanto famigerata opzione per il controriscatto che Madama non eserciterà mai. Una pagina rimasta immacolata senza una storia con cui riempirla, se non da avversario, con tanto di rigore segnato al Dall'Ara con la maglia del Bologna. Di quel giorno ormai lontano, invece, rimangono soltanto pochi frame: la firma, l'annuncio e la casacca zebrata tra le mani, per la prima volta. Destinata, in realtà, ad essere anche l'ultima.

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