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La scommessa vincente di Southgate: Phillips è essenziale per l'Inghilterra

08:52 CEST 18/06/21
Kalvin Phillips England vs Croatia Euro 2020
Convocato per la prima volta a fine 2020, Phillips non ha più lasciato la maglia da titolare: 'Yorkshire Pirlo' a Leeds è stato plasmato da Bielsa.

In mezzo a grandi nomi, altisonanti e pubblicizzati in ogni dove, quello di Kalvin Phillips è stato il più chiaccherato prima della gara contro la Croazia. All'annuncio delle formazioni ufficiali, migliaia di spettatori distratti si sono chiesti perchè mai Southgate avesse scelto lui, poco conosciuto fuori dall'Inghilterra, per una gara del genere. Il campo ha parlato.

Phillips è stato infatti tra i migliori in campo durante Inghilterra-Croazia, forse il numero uno in assoluto. Dai suoi piedi, dopo un'ottima azione centrale, è partito il pallone che Sterling ha tramutato in goal, dando all'Inghilterra i tre punti e la momentanea testa solitaria del girone D.

Classe 1995, Phillips gioca come centrocampista centrale nel Leeds di Bielsa e proprio l'incontro con il mastro argentino è stato fondamentale nella sua crescita: da giocatore box-to-box addetto a mediano, senza però dimenticare la qualità nelle ripartenze mostrata proprio nella sfida vinta contro la Croazia. Il suo soprannome? Yorkshire Pirlo.

Nativo di Leeds, Phillips ha sempre giocato nella squadra della sua città, vivendo così da principio le stagioni in Championship, per poi ottenere la promozione in Premier League e divenire sempre più importante all'interno della squadra. Attirando anche l'attenzione di Southgate.

In realtà Phillips è stato convocato da Southgate per la prima volta a settembre 2020, a due mesi dall'originale data prevista per l'inizio degli Europei. Tradotto, non sarebbe stato nella rosa dell'Inghilterra in caso di Euro 2020 effettivo lo scorso anno e non posticipato al 2021.

Da quando Phillips è stato convocato, non ha più lasciato il posto in mediana, giocando ben nove gare, di cui ultima proprio quella contro la Croazia. In molti hanno criticato Southgate per la sua scelta, ma il ct ci ha visto lungo nel fondare la forza motrice in mezzo sui suoi piedi, sulla sua resistenza e la sua qualità. Un mix che Bielsa ha plasmato rendendolo letale.

Contro la Croazia il giocatore del Leeds non ha sbagliato praticamente niente, tra passaggi in verticale, tocchi di prima nello stretto e constrati per spezzare l'azione di una Croazia deludente e messa alle corde in ogni zona del campo, specialmente in mezzo. Davanti ad un campione come Modric, Phillips ha ripagato l'assoluta fiducia di Southgate.

Il rapporto tra Phillips e i suoi allenatori è un continuo dare e ricevere, emozionante. Come raccontato dallo stesso giocatore britannico, nello specifico a proposito di Bielsa e della prima convocazione con la maglia della Nazionale dei Tre Leoni:

"Stavamo facendo un allenamento specifico sugli scarichi e Bielsa è venuto da me e ha detto: "Non vedo l'ora di vederti fare questi passaggi a Wembley".

Al termine di Inghilterra-Croazia, Phillips ha fatto i complimenti ai compagni, commentando quasi in maniera timida quel paragone con Andrea Pirlo:

"È una bella sensazione, so che molti fan del Leeds mi chiamano così. Vederla tendenza su Twitter è una bella sensazione, ma prima di tutto si tratta di fare il lavoro".

Duttile come interno, mezz'ala e mediano, Phillips può agire anche come difensore centrale. Difficile, se non impossibile, che il suo nome non circoli nelle alte sfere dei grandi club nei prossimi giorni: la consacrazione è appena arrivata.

Il classe 1995 dovrebbe essere confermato tra i titolari per l'incrocio con la Scozia, abbastanza particolare per lui che in caso di discesa in campo sfiderebbe Liam Cooper, ossia il suo capitano al Leeds con cui ha condiviso mille battaglie in seconda divisione inglese, prima di una promozione in Premier League attesa da 16 anni.

C'è da scommetterci che i due si saluteranno calorosamente a ridosso del calcio d'inizio, in ricordo delle vicissitudini affrontate in sei stagioni trascorse come compagni di squadra: per entrambi, alla prima grande competizione per nazionali in carriera, un sogno ad occhi aperti.