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Danilo Juventus 2020-2021Getty Images

Juventus, Danilo l’insostituibile di Pirlo: non ha saltato neanche un minuto

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Avere in curriculum esperienze con Real Madrid e Manchester City, due Champions League, svariati titoli nazionali compresi quelli col Porto, una Libertadores con il Santos e un ruolo piuttosto stabile nella nazionale brasiliana, di certo è una qualifica professionale niente male a 29 anni. Eppure Danilo alla Juventus ci ha messo diversi mesi a convincere i critici. Facendo fatica l’anno scorso, nonostante il goal-lampo all’esordio contro il Napoli. La nuova stagione ha rappresentato un nuovo inizio anche per lui, uno dei perni del corso firmato Andrea Pirlo.

Dopo sette partite tra Serie A e Champions League, il brasiliano è l’unico giocatore a non aver mai saltato nemmeno un minuto. 630 su 630. Anche più di Bonucci, che ha chiuso anzitempo le partite contro il Verona e contro lo Spezia. Anche più di Cuadrado, che contro il Crotone è partito dalla panchina, salvo subentrare quando mancava più di mezz’ora. Danilo, invece, ha giocato tutte le partite per tutti i minuti, senza mai saltarne uno. Girando per tutta la difesa. Destra, sinistra, centro. Un po' costretto e un po' aiutato dall'emergenza difesa.

Ha giocato le prime partite da centro-destra di una difesa a tre che prevedeva che il quarto scalasse dalla corsia sinistra, poi con l’arrivo di Chiesa si è spostato sul centro-sinistra, con Cuadrado che è diventato il ‘pendolino’ tra 3-5-2 e 4-4-2. In emergenza ha fatto anche il difensore centrale, come nei minuti conclusivi della partita contro il Verona. Sempre con un rendimento positivo, a differenza di quanto accadeva lo scorso anno, quando le prestazioni erano più altalenanti.

Danilo Diego Perotti Juventus Roma 2019-20Getty

La fisicità e il senso tattico dell’ex Santos, che ha iniziato da centrocampista in Brasile e anche al suo arrivo in Europa al Porto, nel 2011, sembrano indispensabili per l’idea di calcio di AndreaPirlo. Il classe 1991 si è calato meglio di altri nella nuova realtà, anche grazie alla sua personalità. In questo senso, avere il curriculum di cui sopra è certamente un plus per adattarsi a un sistema in divenire.

Anche nella sconfitta contro il Barcellona, Danilo è stato uno dei più positivi. Tra i titolari è stato il giocatore che ha vinto più duelli (61,5%), 8 tackle e 4 intercetti. Anche contro la Roma, nell’altra partita probabilmente più difficile per la Juve di Pirlo, è stato il migliore nelle tre categorie statistiche. Nel nuovo ruolo gli si chiede meno spinta, ma più equilibrio e più attitudine difensiva. All’Olimpico ha anche toccato 115 palloni, anche in questo caso meglio di tutti i compagni.

D’altro canto, il retaggio da centrocampista e l’aver fatto parte di squadre con una filosofia calcistica offensiva lo portano a essere un valido elemento quando si tratta di muovere la palla, spesso con lucidità. Ciò che per ora gli è mancato è la giocata risolutrice, prerogativa del suo predecessore (e pedina di scambio) Cancelo, che invece non appartiene alle sue caratteristiche. Il nuovo Danilo della Juventus, però, dà un apporto per ora unico. E, aspettando il ritorno del suo amico e compagno Alex Sandro, si gode la sua insostituibilità nel sistema bianconero.

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