Juventus, Buffon nominato Goodwill Ambassador di WFP: "Un'altra sfida"

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Lo United Nations World Food Programme ha nominato Gianluigi Buffon suo Goodwill Ambassador. Uniti nella lotta contro la fame nel mondo.

Un'altra parata, ma dal gusto particolare. Gianluigi Buffon , oggi, è stato nominato Goodwill Ambassador dallo United Nations World Food Programme (WFP).

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Da una parte uno dei migliori numeri uno della storia. Dall'altra, la più grande organizzazione umanitaria operativa nella lotta contro la fame nel mondo che gni anno salva la vita di oltre 90 milioni di persone distribuendo 15 miliardi di razioni alimentari in circa 83 paesi.

David Beasley,  Direttore Esecutivo dello United Nations World Food Programme, ha ringraziato Buffon per avers sposato la causa.

“Da parte dei circa 90 milioni di persone che assistiamo ogni giorno nel mondo, voglio ringraziare Gigi per essersi unito alla nostra causa come Goodwill Ambassador. Il coraggio, l’abilità e la passione che mostra in ogni partita saranno ora anche impiegate ad aiutare chi nel mondo soffre la fame ed è vulnerabile. Sono sicuro che, grazie a lui, il WFP avrà molti altri compagni che si uniranno alla squadra di Fame Zero”.

Un ruolo, quello di Goodwill Ambassador del World Food Programme, che Buffon ricoprirà con grande senso di responsabilità.

"Conoscevo l'associazione dal 2003. Da quel giorno ho cominciato a seguire tutto ciò che fa. Devo dire che mi sono ritenuto un privilegiato, perché ricevere questo tipo di proposta mi ha reso orgoglioso. E penso di averci messo pochissimo tempo per accettare questa sfida. Perché alla fine si tratta di sfida e sono uno al quale le sfide piacciono tantissimo". 

Infine il portiere della Juventus spiega cosa lo ha spinto ad accettare.

"Non ho l'illusione di poter cambiare e salvare il mondo e dar da mangiare a tutta la Terra, ma penso di poter dare un piccolo contributo. Questa per me era un'occasione per toccare con mano quello di cui si parla e ho sentito quando ero bimbo. Ancora oggi dico ai miei figli, ‘mangia tutto quel che hai nel piatto, perché in Africa ci sono bambini che muoiono di fame”. Come dicevano i miei genitori a me".

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