John Aloisi, la leggenda australiana meteora alla Cremonese

John Aloisi | Australia 1 Uruguay 0 (1-1 agg, 4-2 pens) | ANZ Stadium, SydneyGetty

Domenica 26 novembre 1995. Allo stadio ‘Giovanni Zini’ di Cremona va in scena una sfida che vede opposti i padroni di casa della Cremonese al Padova. La gara mette in palio punti salvezza, visto che entrambe le contendenti sono partite a rilento nel torneo. Una partita come tante altre, non certamente destinata ad entrare nella storia, se non fosse che ad un’ottantina di secondi dal fischio d’inizio, al suo primissimo pallone toccato nel massimo campionato italiano, John Aloisi trova, seppur con un gesto tutt’altro che raffinato dal punto di vista tecnico, la sua prima rete in Serie A.

E’ il goal che apre le marcature, ma che soprattutto nel suo piccolo si merita un posto negli annali. Nel Paese che infatti ha accolto alcuni dei più grandi giocatori di ogni tempo, nessuno straniero era riuscito a trovare la via delle rete in maniera così rapida al debutto e, come se non bastasse, nessun australiano era mai riuscito a segnare in Serie A.

Ad Aloisi, in sostanza, è bastato poco più di un minuto per entrare nella storia del calcio italiano.

Quello tra il ragazzo diciannovenne nato e cresciuto ad Adelaide e l’Italia è un rapporto che va ben oltre il pallone. Il suo cognome tradisce chiare origini nostrane e non potrebbe essere altrimenti, visto che suo padre Rocco è nato ed ha vissuto in Calabria prima di trasferirsi con la famiglia negli anni cinquanta in Australia alla ricerca di una vita migliore.

Come spesso accaduto in quegli anni, i tanti europei che decidono di spostarsi dall’altra parte del mondo, portano con sé oltre che una valigia carica di speranze, anche tanto della propria terra e se c’è una cosa tipicamente italiana che a Rocco piace tanto è il calcio.

Quando il 5 febbraio 1976 John viene al mondo, ha già un qualcosa di scritto nel proprio destino. A differenza di molti coetanei e molti connazionali, non crescerà calciando una palla ovale, bensì un pallone di quelli che allora si usavano di cuoio a pentagoni bianchi e neri, proprio come farà a circa settecento chilometri di distanza, a Melbourne, Mark Viduka, anche lui figlio di immigrati (ma croati) che insieme a lui scriverà alcune delle pagine più importanti delle storia del calcio australiano.

Che John sia portato per il pallone (e anche suo fratello maggiore Ross, che in Italia vestirà le maglie di Alzano Virescit e Pro Sesto, non se la caverà malissimo) lo si capisce subito, tanto che l’esordio tra i professionisti nel massimo campionato arriva già nel 1992, quando ha appena sedici anni ed è considerato il fiore all’occhiello del settore giovanile dell’Adelaide City.

L’eco delle gesta del precoce attaccante australiano arriva in qualche modo anche in Europa e nel dicembre del 1992 è lo Standard Liegi a decidere di scommettere su di lui. I primi mesi in Belgio non sono propriamente dei più semplici, ma l’anno successivo, con il trasferimento al meno competitivo Anversa, arriveranno le prime reti e le prime soddisfazioni, sebbene lo spazio a disposizione non sia poi moltissimo.

Quanto fatto con il Royal Antwerp basta alla Cremonese per decidere di acquistarlo. La squadra è d’altronde partita male in campionato ed ha un disperato bisogno di qualcuno che la butti dentro, anche perché il suo bomber, Andrea Tentoni, sta trovando enormi difficoltà a segnare.

Quella allenata da Gigi Simoni è una compagine che è reduce da due annate giocate a buoni livelli in Serie A, ma che nei primi dieci turni della stagione 1995-1996 ha messo in cascina appena tre punti frutto di tre pareggi e sette sconfitte. Il tutto con uno score che parla di appena sette reti segnate a fronte di diciassette subite.

Il tecnico chiede quindi alla sua società e al suo presidente, il cavalier Luzzara, uno sforzo nel corso della sessione di mercato di riparazione ed è in questo contesto che viene portato in Italia Aloisi. Ha tutte le caratteristiche giuste per una provinciale: è giovane, ha talento, di lui si dice un gran bene e costa il giusto. All’epoca si parlò di circa un miliardo di lire.

Simoni gli dà quindi subito fiducia spedendo in tribuna Tentoni e il giovane John, oltre a ripagare la fiducia con il suo storico goal, si disimpegnerà bene, mostrando di non avere paura di fare a sportellate con i difensori avversari. La vittoria per 2-1 sarà accompagnata dai bei voti in pagella e da una constatazione del tecnico.

“Aloisi una qualità l’ha di sicuro: è fortunato. C’è gente che aspetta di segnare da dieci partite…”.

La domenica successiva si va a Milano contro l’Inter di Roy Hodgson e c’è poco da fare (2-0 per i nerazzurri con reti di Zanetti e Ganz), ma quella dopo ancora sarà da ricordare. Altra vittoria contro una diretta concorrente, il Bari, ma questa volta quello che matura è un successo dai contorni straordinari. Finisce infatti 7-1, ovvero la vittoria più larga di sempre della Cremonese in Serie A, e sul tabellino dei marcatori ci finirà anche Aloisi, questa volta con un gran colpo di testa che varrà il momentaneo 5-1.

La Cremonese sembra aver finalmente cambiato marcia e, come se non bastasse, contro i pugliesi di Fascetti si è risvegliato anche Tentoni. Si iniziano quindi ad intravedere gli ingredienti giusti per la risalita ed inoltre nessuno ha più dubbi: il ragazzo australiano ci sa fare.

Quello che nessuno può immaginare è che quello messo a segno contro il Bari sarà l’ultimo goal di John Aloisi in Serie A. Gigi Simoni continuerà a dargli fiducia e spazio, ma una volta smarrita la via della rete non la ritroverà più. L’etichetta di potenziale baby fenomeno già pronto anche per una big verrà ben presto messa da parte e la stagione si chiuderà con un amaro penultimo posto in classifica, in coabitazione proprio con il Bari, che vorrà dire retrocessione. Ironia della sorte, a porre fine all’annata sarà un altro 7-1, ma questa volta subito in casa del Milan. E’ questa anche l’ultima partita da allora giocata dalla Cremonese in Serie A, in attesa del primo incontro dell'annata 2022/2023.

“Arrivai che eravamo ultimi in classifica e chiamati a recuperare punti. La seconda parte di stagione fu migliore per la squadra, ma non bastò. Credevamo di avere gli uomini giusti per salvarci, ma non fu così”.

John Aloisi Australia
Getty

Se la prima annata italiana è stata complicata, quella successiva ha tutte le carte in regola per essere quella del rilancio. La Cremonese si presenta infatti ai nastri di partenza del torneo di Serie B come una delle favorite d’obbligo nella corsa che porta alla promozione e inoltre sono in molti a pensare che proprio il campionato cadetto possa rappresentare per Aloisi il giusto contesto nel quale crescere e ritrovare la confidenza con la rete.

In realtà per il primo goal bisognerà attendere il diciottesimo turno, mentre per il secondo bisognerà spingersi fino al ventinovesimo. Colui che doveva essere il trascinatore della squadra si fermaerà qui. L’esiguo bottino di due reti non aiuterà la Cremonese ad evitare una clamorosa retrocessione in Serie C, figlia di un ultimo posto e di appena 32 punti messi in cascina.

Quattro goal ufficiali in tutto, due retrocessioni consecutive ed un posto nel libro delle statistiche della Serie A. Sarà questo il magro bottino italiano di John Aloisi al momento del suo addio.

Il pallone lo porterà a vestire le maglie di Portsmouth, Coventry, Osasuna ed Alaves, prima del ritorno a casa e del ritiro nel 2011. Non sarà mai un bomber dalle cifre importanti, ma si toglierà una soddisfazione: quella di essere stato il primo australiano a giocare e segnare in Serie A, Premier League e Liga. Non esattamente una cosa da poco.

Le cose più importanti le farà tuttavia con la sua Nazionale, visto che ha preso parte ad una Confederations Cup (giocata tra l’altro da ottimo protagonista), alle Olimpiadi di Sidney e ad un Mondiale, quello del 2006, al quale i Socceroos si erano qualificati grazie ad un suo goal decisivo contro l’Uruguay e nel quale la loro corsa si è fermata negli ottavi contro l’Italia.

Era approdato giovanissimo in Serie A per stupire tutti, ma se ne è andato quasi senza lasciare traccia. L’unica l’ha cancellata Danilo che il 31 agosto del 2019, segnando ventotto secondi dopo il suo ingresso in campo in uno Juventus-Napoli, diventerà lo straniero più veloce di sempre a trovare il suo primo goal nel massimo campionato italiano.

Aloisi si è meritato un posto in quel gruppo tutt’altro che ristretto di coloro che vengono considerate meteore, ma a differenza di molti ‘colleghi’ non è finito nel dimenticatoio. Se infatti il suo record più importante gli è stato sottratto, nessuno gli potrà mai togliere lo status di autentica leggenda del calcio australiano.