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Isak Bergmann Johannesson NxGnGetty/Goal

Isak Bergmann Johannesson: il nuovo talento dell'Islanda che piace a mezza Europa

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L'epoca d'oro del calcio islandese sembra essere finita con l'eliminazione da Euro 2020 e le sei sconfitte su sei sconfitte in Nations League, il tutto dopo le ottime prestazioni sfoderate prima agli Europei 2016 e poi ai Mondiali 2018.

Alcune delle stelle di quella nazionale d'altronde sono vicine al ritiro, sembra dunque che una delle favole del calcio moderno stia volgendo al termine: ma è davvero così?

Se Sigurdsson e compagni sono pronti a lasciare, una nuova generazione di giovani calciatori vuole prendersi la scena. Nonostante l'infortunio, ad esempio, Andri Gudjohnsen (figlio dell'ex stella di Barcellona e Chelsea) resta uno dei talenti emergenti del Real Madrid e potrebbe essere presto raggiunto da Isak Bergmann Johannesson, con i Blancos che insieme a tanti altri club europei seguono da vicino la crescita del diciassettenne.

Johannesson si è messo in mostra in Svezia dove, con l'IFK Norrkoping, ha segnato quattro goal e fornito 12 assist durante la sua prima stagione completa.

Le sue prestazioni sono state così impressionanti che la società, causa Covid, è stata costretta a respingere alcune richieste di vederlo da vicino arrivate dagli scout di tutta Europa, come racconta il capo scout del Norrkoping, Stig Torbjornsen a 'Sportbladet'.

“Non mi era mai successo niente del genere. E' una battaglia, lo si capisce da tutte le chiamate che riceviamo. Quando c'è tanto clamore intorno a un giocatore, tutti vogliono seguirlo".

Il direttore del club, Jens Magnusson, invece ha spiegato a 'FotbollDirekt' cosa fosse successo per una partita contro l'AIK.

"Abbiamo avuto un numero incredibile di richieste per questa partita e abbiamo dovuto tirare un po' il freno. Non si sa mai quali giocatori vengano esattamente a vedere, ma non è un segreto che molti siano venuti per Isak".

Oltre al Real Madrid anche Liverpool, Manchester United, Juventus e Atalanta seguono con grande attenzioni il ragazzo anche se il Norrkoping non sarà costretto a vendere il suo gioiello.

"Tutti sono stati qui per lui. Sono curiosi. Ha giocato con la nazionale Under 21 e il Norrkoping ha una lunga storia con i giovani calciatori. Il Liverpool è uno dei club che lo segue, ma ce ne sono altri dieci. E' normale e divertente per noi come lo è per Isak", ha raccontato Torbjornsen a 'Expressen'.

"Norrkoping ha un bel pò di soldi e non ha bisogno di vendere. Isak ha un agente e una famiglia ragionevoli che sanno cosa fare. Non è uno stress per noi. Quando ci sarà qualcosa che va bene per tutte le parti, allora vedremo".

Il talento di Johannesson non dovrebbe essere una grossa sorpresa in patria, dato che è nato in una delle famiglie calcistiche più famose dell'Islanda.

Suo padre, Joey Gudjonsson, ha giocato per vent'anni vestendo le maglie di Real Betis, Aston Villa, Leicester City, AZ, Wolves e Burnley oltre a indossare 34 volte la maglia della sua nazionale.

Anche tre zii di Johannesson hanno giocato per la nazionale, così come suo nonno Gudjon Thordarson, che ha poi allenato l'Islanda per un biennio alla fine degli anni '90.

Nato in Sutton Coldfield, vicino Birmingham, mentre suo padre giocava in Premier League, nei suoi primi anni di vita ha visto molte partite del Manchester United all'Old Trafford, oltre a frequentare le accademie di Manchester City a Bolton Wanderers.

Il suo talento però ha iniziato a brillare solo dopo essersi trasferito in Islanda. Passato da Ajax, Everton e Brighton, ha debuttato a quindici anni col club allenato dal padre nella seconda divisione islandese, lA

Quella è rimasta la sua unica apparizione, dato che il Norrkoping ha immediatamente notato sia lui che suo cugino, Oliver Stefansson, completando il loro trasferimento in Svezia all'inizio del 2019.

Sebbene abbia dovuto aspettare agosto per debuttare, Johannesson ha impiegato poco tempo per segnare il suo primo goal nella gara contro IFK Timra nella Coppa di Svezia.

Il mese successivo ha debuttato anche in campionato, entrando stabilmente nel giro della prima squadra da giugno 2020. Ha giocato 25 su 30 partite da titolare, seppure fuori posizione, e la squadra si è piazzata al sesto posto.

Johannesson è stato spesso utilizzato come esterno offensivo del 4-3-3 o addirittura come terzino sinistro in due occasioni lo scorso agosto.

Johannesson a 'Frettabladid' ha raccontato i suoi primi mesi di ambientamento in Svezia.

"Quando ho firmato per il Norrkoping all'età di quindici anni sapevo che avrei avuto bisogno di tempo per conquistare un posto in prima squadra. Tutto era stato programmato e tutto sta andando secondo i piani. Sono molto soddisfatto della fiducia che mi viene concessa. Questo è un club davvero fantastico, l'allenatore fa crescere i giovani calciatori, si preoccupa di farci migliorare ed è disposto a darci un ruolo importante".

Quando Johannesson dovesse lasciare il Norkkoping, il club spera di ottenere almeno 9 milioni di euro ed il giocatore intervistato da 'Sportbladet' sembra avere le idee chiare sulla prossima destinazione.

“La mia squadra preferita è il Manchester United, ma il Norkkoping è il club dei miei sogni. Vivevo a Manchester quando mio padre giocava in Inghilterra e guardavo molte partite".

Ma alla domanda se il suo amore per i Red Devils lo porterebbe a rifiutare il Liverpool, il ragazzo frena.

"Non si può dire questo, loro giocano un grande calcio adesso. Liverpool e Manchester City sono stati fantastici".

Che sia Old Trafford, Santiago Bernabeu o un altro dei più grandi stadi d'Europa per il trasferimento di Johannesson sembra solo questione di tempo.

A sperarlo, ovviamente, è anche l'Islanda che ne ha fatto il quinto giocatore più giovane a giocare con la maglia della nazionale e spera sia uno dei leader della seconda generazione d'oro.

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