Inzaghi vs Inzaghi in Benevento-Lazio: due fratelli a confronto

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Fratelli Inzaghi GFX
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Simone da un lato, Filippo dall'altro: i fratelli Inzaghi si affrontano in campionato dopo l'amichevole di qualche mese fa.

Quando due fratelli si sfidano, da avversari, è sempre curioso sapere con quali sensazioni lo faranno, divisi ma comunque uniti da un sangue che è lo stesso. La storia ci ha regalato tante coppie separate dai colori delle rispettive squadre (i due Baresi ad esempio), ma sono pochi i casi in cui due fratelli si siano affrontati non in campo ma dalla panchina.

La Serie A 2020/2021 ci offrirà una situazione del genere: alla guida della Lazio c'è Simone Inzaghi, a quella del Benevento troviamo Filippo. Due carriere agli antipodi per quanto riguarda gli anni da calciatori, due carriere - finora - molto diverse in veste di allenatori. Gioie e delusioni, delusioni e gioie: contrapposizione perfetta che conferisce ulteriore fascino ad un confronto imperdibile.

I due Inzaghi si sono già ritrovati da avversari in un'amichevole tra Lazio e Benevento all'Olimpico, organizzata in virtù del rinvio delle gare della prima giornata delle due squadre: in palio non c'erano punti e la partita è terminata senza reti.

In realtà quello non è stato il primo incrocio: l'altro risale al 26 dicembre 2018, quando Filippo allenava un Bologna in perenne crisi di risultati. Al 'Dall'Ara' finì 0-2 per Simone che contribuì, suo malgrado, a dare una spinta al fratello verso l'orlo del baratro che prese forma con l'esonero giunto un mese più tardi.

Esonero, termine che il più piccolo degli Inzaghi, Simone, non conosce affatto: lineare il suo percorso da tecnico, iniziato nella stagione 2010/2011 sulla panchina degli Allievi Regionali biancocelesti, per poi passare agli Allievi Nazionali un anno più tardi. Nel 2014 ecco le redini della squadra Primavera, fino alla grande occasione capitata nell'aprile 2016 con la chiamata di Lotito in sostituzione dell'esonerato Pioli.

Simone Inzaghi Filippo Inzaghi

Due mesi positivi e l'opportunità di allenare la Salernitana (altro club nella galassia del patron capitolino) nell'annata successiva. Una congiunzione astrale ( il clamoroso rifiuto di Bielsa che rassegnò le dimissioni dopo pochi giorni) gli permise di riprendersi il posto 'scippatogli' dal 'Loco', mai più lasciato.

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Filippo, invece, ha vissuto molti più patemi nonostante la grande chance arrivata, forse, troppo presto con la panchina del Milan: anche lui dalla Primavera alla prima squadra con la sfortuna, però, di capitare in uno dei periodi storici più bui del club rossonero che non gli fece spiccare il volo. Nel 2016 la ripartenza, addirittura dalla Serie C, con il Venezia, portato in B in modo trionfale e alle soglie della A.

Massima serie riconquistata con il Bologna, appunto, ma subito lasciata per far spazio a Sinisa Mihajlovic. Un'altra caduta coincisa con un'altra risalita: stavolta al Benevento del presidente Vigorito che gli ha messo a disposizione qualsiasi cosa di cui avesse bisogno, mettendolo nelle condizioni di lavorare al meglio e di vivere una stagione da record, conclusa con la vittoria del campionato di B con ben sette giornate d'anticipo.

Oggi, però, non ci sarà tempo per i ricordi ma solo per il presente, da cui creare le basi per il futuro; Simone e Filippo si stringeranno la mano, forse si abbracceranno, poi niente più 'smancerie' ma solo agonismo puro: come quando giocavano, con risultati avversi, spartendosi trofei e applausi.

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