L'arrivo all'Inter tra mille aspettative dopo una vita spesa da capitano della sua ex squadra: l'impatto di Diego Godin nella nostra Serie A non ha ancora pienamente mantenuto le alte aspettative. La storia del centrale uruguaiano ricorda da vicino quella di Nemanja Vidic, che in nerazzurro ha vissuto più bassi che alti in un anno e mezzo prima del ritiro.
Proprio come Godin anche l'ex difensore serbo era arrivato a parametro zero dopo tanti anni da protagonista e da capitano di un club prestigioso come il Manchester United. Per lui poche convincenti partite sotto la guida di Mancini, complici anche i tantissimi infortuni che lo hanno portato ad appendere le scarpe al chiodo un anno e mezzo dopo il suo trasferimento.
Una falsa partenza con un cartellino rosso rimediato al debutto in campionato contro il Torino, un episodio che tuttavia non sembrava scalfire le convizioni e la fiducia di Vidic.
"È stato il mio primo match in Italia: rigore e rosso. Un bel benvenuto. Forse devo imparare come l'arbitro gestisce la gara qui in Italia, è molto diverso dall'Inghilterra, soprattutto nella gestione dei cartellini. Imparerò e non sbaglierò più, mi piace molto giocare qui. Ho iniziato una nuova vita, tutto è positivo".
GettyIn realtà poi furono poche altre le apparizioni in campo prima della decisione di operarsi nell'agosto 2015 per curare un'ernia alla schiena. Tuttavia anche in questo caso Vidic a dicembre professava ottimismo sul suo futuro nerazzurro..
"Sei mesi di lavoro in solitaria sono difficili per la testa. Adesso lavoro con la squadra, in campo tutto a posto. Io sono felice. L'operazione alla schiena è stata difficile, adesso è molto importante lavorare senza dolore. Io penso che adesso va bene. Sono un nuovo acquisto? Speriamo!".
Ed invece, soltanto pochi giorni dopo, il successivo gennaio arrivò la decisione di ritirarsi a 34 anni a causa dei prolungati tempi di recupero, dopo sole 28 presenze in nerazzurro e ad 8 mesi dall'ultima partita giocata.
Un'esperienza che ricorda proprio quella di Godin, che dopo aver scritto la storia dell'Atletico Madrid non sembra aver ingranato la marcia giusta alla corte di Antonio Conte in quel di Milano. Partita dopo partita l'esperto uruguaiano ha perso il posto da titolare facendo più fatica del previsto con il nostro calcio.
Negli ultimi mesi il tecnico salentino gli ha preferito Alessandro Bastoni nella difesa a tre accanto a Skriniar e De Vrij: un trend che potrebbe spingere lo stesso ex Colchoneros a lasciare l'Italia dopo appena un anno dal suo arrivo.
Quando l'esperienza di un profilo internazionale non basta: prima Vidic e poi Godin, storie di flop inaspettati tra le mille difficoltà della nostra Serie A.


