Pubblicità
Pubblicità
Giuseppe Mascara Napoli Serie AGetty

Il Napoli, la Champions: il canto del cigno di Peppe Mascara

Pubblicità

Il goal da centrocampo nel derby col Palermo che hanno visto pure a Tonga, il cucchiaio a Julio Cesar contro l'Inter del Triplete. Non c'è bisogno di dire che stiamo parlando di Peppe Mascara, il Mascara di Catania, quello che ha fatto sognare tutti in Serie A.

Il Peppe Mascara che si è guadagnato una storica convocazione in Nazionale nel 2009, esordendo nell'amichevole contro l'Irlanda del Nord: "Ricordo ancora che non vedevo l’ora finisse l’inno nazionale, ero talmente emozionato che non riuscivo a respirare”.

Poi però c'è l'altro Peppe Mascara, quello che non tutti ricordano e che in molti hanno dimenticato. Siamo nel gennaio del 2011, il Catania è in difficoltà, lotta per evitare una retrocessione che sembra già annunciata. Anche Mascara è in difficoltà, è reduce da un solo goal segnato in 18 giornate, non sembra più lui.

Giuseppe Mascara CataniaGetty

Nel frattempo a Catania è già arrivato un certo Diego Pablo Simeone, che diventerà l'uomo dei miracoli. Mascara non salta nemmeno un minuto nelle prime due partite col Cholo in panchina. Ma la testa è altrove, la testa è a Napoli. Mascara ha 32 anni, non vuole perdere l'ultima grande occasione della sua carriera. Così, nell'ultimo giorno del mercato invernale, firma con gli azzurri.

A Catania, per usare un eufemismo, non la prendono bene. Mascara viene additato come mercenario, un ingrato che lascia la maglia del suo cuore nel momento del bisogno. Una frattura netta, un grande amore finito male.

"Arriva il momento in cui ci si deve lasciare, ci sono delle regole. Quando ormai non servi più o non ottieni quello che vuoi è giusto andare via. Qualcuno mi ha criticato, ma i matrimoni si fanno in due. A Catania mi hanno fatto passare per mercenario. Non lo sono mai stato. Non ne ho mai fatto una questione economica".

Il Napoli che accoglie Mascara non è un Napoli come tutti gli altri. E' quello di Mazzarri, con la super coppia Lavezzi-Cavani in attacco. Mascara diventa così un semplice comprimario e raramente parte titolare. Riesce comunque a segnare tre goal - due consecutivi a Bologna e Udinese - e a esordire in Europa League nella doppia sfida contro il Villarreal, terminata con l'eliminazione degli azzurri.

Poco male, a fine anno arriva la tanto attesa qualificazione in Champions. Tanto attesa dal Napoli e tanto attesa da Mascara, che a 33 anni corona finalmente il sogno di esordire in Champions League, ancora una volta contro il Villarreal. Undici minuti indimenticabili più uno nella successiva sfida col Bayern.

Giuseppe Mascara NovaraGetty

In campionato, tuttavia, lo spazio si riduce sempre di più per Mascara, che finisce addirittura a giocare con la Primavera. A gennaio 2012 il cerchio si chiude, dopo un solo anno. L'esordio in Champions è il canto del cigno di Peppe Mascara, che terminerà la stagione retrocedendo in Serie B col Novara.

“Napoli per me è stata una seconda casa. Ho vissuto un anno molto intenso e bello perchè per un ragazzo che viene dalla strada raggiungere la Champions è favoloso".

Qualche mese dopo Mascara si ritrova nuovamente in Champions, ma è la Champions asiatica. Accetta la chiamata di Walter Zenga e va a giocare all'Al-Nasr negli Emirati Arabi. Rimane soltanto una stagione, ma torna a dare spettacolo, realizzando quattro doppiette e 13 goal totali, di cui sette consecutivi, lanciando una frecciatina al Napoli.

"Hanno preso Edu Vargas che è costato 10 milioni, io neanche uno e mezzo. Forse era meglio che tenevano me. Non sono abituato a lanciare frecciatine, però…”. 

Il ritorno in Italia, al Pescara in Serie B, non è una grande scelta. Il ritorno in Sicilia, tra Siracusa e Gela, nemmeno. Mascara rimane comunque nella sua terra per iniziare la carriera da allenatore, ripartendo proprio dalle giovanili del Catania, come tecnico dell'Under 15.

Oggi allena il Biancavilla, in Serie D, ma non dimentica il suo passato al Napoli e quando può dice la sua: "Il Napoli purtroppo ha un unico difetto, il presidente De Laurentiis". Così, d'istinto, senza pensarci troppo, come i suoi goal da centrocampo.

Pubblicità
0