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Ligue 1

Icardi al PSG: i primi successi dopo la rottura con l'Inter

08:35 CET 19/02/21
GFX Icardi
Il presente di Mauro Icardi si chiama PSG: già quattro trofei in bacheca e nuovo capitolo dopo la parentesi all'Inter.

L'amore dei tifosi, un ruolo centralissimo nel progetto, la fascia da capitano: c'erano tutti i presupposti affinché Mauro Icardi diventasse una bandiera dell' Inter, uno dei simboli di una squadra migliorata gradualmente dal punto di vista tecnico ma a secco di trofei da quasi undici anni a questa parte. E invece il corso degli eventi ci ha raccontato ben altro, una rottura sancita il 13 febbraio 2019 con un freddo annuncio della società che annunciava il passaggio della fascia sul braccio di Samir Handanovic, alla vigilia della trasferta di Vienna in Europa League: da quel giorno si è creata una spaccatura irreparabile, uno squarcio nel rapporto che legava Icardi ai tifosi nerazzurri, propedeutico al divorzio finale che ha chiuso una storia durata sei anni.

Come spesso accade, la fine di un percorso coincide con l'inizio di un altro: nel caso di Icardi, questo percorso ha assunto le sembianze del PSG degli sceicchi che, il 2 settembre 2019, ne annunciano l'acquisto in prestito con diritto di riscatto. Una soluzione, quella parigina, che soddisfa tutti: i francesi - a caccia di un bomber di razza - e l'Inter, che evita così di rinforzare una diretta concorrente che avrebbe potuto essere la Juventus o il Napoli. Da un lato un rapporto ormai logoro, dall'altro enormi motivazioni derivanti dal poter condividere lo spogliatoio con campionissimi del calibro di Neymar e Mbappé per fare due nomi. Solo questi ultimi basterebbero per scoraggiare qualsivoglia attaccante desideroso di ritagliarsi lo spazio da titolare, ma Icardi dimostra fin da subito di non temere la terribile concorrenza interna.

Fatta eccezione per un piccolo problema fisico accusato a fine settembre, l'attaccante di Rosario è promosso istantaneamente tra i titolari dal tecnico Tuchel che non riesce a fare a meno di lui: soprattutto in Champions League, dove Icardi riesce ad offrire il meglio di sé confermandosi sugli ottimi livelli mostrati nella stagione precedente, al debutto assoluto con la maglia dell'Inter. Nelle sei gare valide per il girone, le reti messe a segno sono cinque: unica 'macchia' l'astinenza nelle due sfide contro il Real Madrid, seppur il PSG alla fine riuscirà comunque a chiudere il raggruppamento da imbattuto e, aspetto ancora più importante, al primo posto proprio davanti ai 'Blancos' di Zidane.

Anche l'impatto con la Ligue 1 è decisamente positivo: nove marcature nelle prime undici apparizioni (tra cui una doppietta rifilata al Marsiglia nel 'Le Classique') che servono al PSG per costruire un vantaggio più che rassicurante sulle inseguitrici, già lontane e con speranze di tornare in corsa per il titolo pari allo zero. Icardi non sembra affatto risentire di una realtà del tutto nuova, forse meno stimolante rispetto alla Serie A ma non per questo di seconda fascia: a favorirne l'inserimento nel gruppo, l'ottimo rapporto con gli argentini Di Maria e Paredes che gli apre le porte dello spogliatoio, luogo che all'Inter era diventato un condensato di veleni e polemiche. Sotto la Torre Eiffel, invece, la vita va a gonfie vele: anche la consorte Wanda Nara non perde l'occasione per sottolineare il feeling perfetto con la capitale transalpina, senza risparmiare una frecciatina all'Inter. Queste le sue parole rilasciate durante la trasmissione '#CR4 La Repubblica delle Donne' condotta da Piero Chiambretti.

"Mauro è andato in una squadra migliore e più importante. I l PSG è uno dei club più importanti al mondo e lo sanno tutti. Non so chi lo abbia cacciato all'Inter, ma è qualcosa che è andato bene a tutti. Di San Siro e degli interisti ho dei bellissimi ricordi. Come dico sempre, il vero interista sa che noi siamo sempre stati dalla parte della squadra. La scelta di trasferirci a Parigi è stata fatta per non tradire i nerazzurri. Ci siamo lasciati senza tradimenti, Mauro è approdato in un club a cui non poteva dire di no e anche all'Inter è andata bene".

L'8 gennaio 2020 realizza una tripletta al Saint-Etienne in Coupe de la Ligue, prima di un calo che convince Tuchel a lasciarlo in panchina nel doppio confronto valido per gli ottavi di finale di Champions League contro il Borussia Dortmund. L'esplosione dell'emergenza Coronavirus blocca tutto il calcio europeo, Ligue 1 compresa: i vertici del calcio francese decidono di interrompere definitivamente il torneo assegnando il titolo al PSG grazie alla migliore media punti, e Icardi non fa molto (praticamente nulla) sui social per nascondere la gioia relativa al primo trofeo vinto in carriera, a 27 anni.

Il 31 maggio 2020 (ultimo giorno utile per esercitare il diritto di riscatto) il cartellino di Icardi è tutto del PSG: all'Inter vanno 50 milioni più 8 di bonus, cifra inferiore rispetto a quanto pattuito quasi un anno prima e frutto della crisi economica scatenata dalla pandemia. Il sentimento che va per la maggiore a Milano è una sensazione di rivalsa nei confronti di un giocatore prima amato alla follia e poi odiato, a cui Icardi risponde con una doppietta niente male nel giro di appena una settimana: il 24 e il 31 luglio porta a casa rispettivamente la Coppa di Francia e la Coupe de la Ligue, mentre il mese di agosto è quello del ritorno sul palcoscenico della Champions.

Ai quarti l'avversaria è l'Atalanta e Icardi è uno dei titolari: per lui 79 minuti di nulla assoluto, anticamera della sostituzione con Choupo-Moting che segnerà il goal della vittoria e della qualificazione al 93'. Nelle gerarchie torna dunque a ricoprire il ruolo di riserva, tanto da restare in panchina sia nella semifinale col Lipsia che nella finalissima persa col Bayern Monaco. Sfiorato il grande successo continentale che avrebbe rappresentato la ciliegina sulla torta, Icardi si vede costretto ad affrontare anche la positività al Coronavirus, probabilmente contratto durante le vacanze a Ibiza: non l'unico dei problemi, considerato che la rottura del legamento collaterale mediale e un fastidio agli adduttori lo rendono di fatto indisponibile da ottobre ai primi di gennaio, se si escludono i cinque minuti disputati contro il Bordeaux a fine novembre.

Avvio di stagione da dimenticare per Icardi che, fortunatamente per lui, si riprende con la venuta del 2021 e con l'arrivo sulla panchina dei parigini del connazionale Mauricio Pochettino: goal al Brest al rientro lo scorso 9 gennaio, bissato da un altro sigillo e da un assist nella finale della  Supercoppa di Francia conquistata ai danni del Marsiglia quattro giorni più tardi. Più che soddisfacente anche l'esordio stagionale nell'Europa che conta: 90 minuti al 'Camp Nou' nell'1-4 inflitto al Barcellona, utile per ipotecare la qualificazione ai quarti di Champions in attesa del match di ritorno in Francia. Per ridare l'assalto alla coppa delle grandi orecchie che darebbe lustro ad una carriera 'esplosa' all'improvviso, all'ombra dell'Arco di Trionfo.