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Nicolò Zaniolo RomaGetty

Goal da bordocampo - "Nick, è il tuo momento!": Zaniolo è tornato

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Guardate bene il cronometro: "Manu, oggi niente recupero!” , dice Manganiello al quarto uomo. 5-1, palla a un difensore, e appena trenta secondi da giocare. Figurati se succede qualcosa...

C’è un momento dopo un grave infortunio in cui capisci che finalmente hai superato le paure. Che tutto il dolore, la sofferenza, le cose brutte che hai passato in questi mesi, scivolano via. È lo stesso identico istante in cui i fuoriclasse abbattono le barriere mentali, quasi convinti di poter fare qualsiasi cosa. Per trovare quel preciso istante, quella frazione di secondo, dobbiamo fare un passo indietro.

Zaniolo sorride, ha l’espressione di chi non ha pensieri. Come tutti i ragazzi di vent’anni per star bene ha solo bisogno di un pallone, anche quando parte dalla panchina. Fonseca lo osserva quasi più dei titolari. Tanto stretching, un paio di scatti, qualche esercizio per il ginocchio. "Dai Nick. È il tuo momento!".

Nicolò Zaniolo SPAL RomaGoal

La sua partita comincia quando finisce quella della Roma. Lui entra con la testa giusta: si sbatte, prende fallo, anche da bordocampo lo guidano nei movimenti: "Sta dietro al centrocampista!". Poi sfiora il goal, manda a quel paese un avversario. Si percepisce che nei contrasti non sempre è sicuro, che forse in quella occasione poteva essere un po’ più cattivo. Ora voglio sbloccarmi, pensa. Liberarmi mentalmente, sento la fiducia.

Ecco, adesso possiamo tornare lì: trenta secondi al fischio finale. così pochi e così tanti. Perché lì dentro c’è tutto: Classe, potenza, controllo, follia. Elaborazione di un infortunio. Sacrificio per tornare quello che eri.

L’ultima volta che hai fatto una progressione così, ci hai fatto star male con quelle urla. Ma quella è roba vecchia, ormai è passato. Il pubblico ti avrebbe accompagnato alzando il volume dal primo controllo. Braccia larghe nel silenzio, un po’ sfacciato, arrogante. Forse troppo per sentire il calore dei compagni. In una settimana così difficile, con tante parole, nessuno corre da lui, nessuno gli sorride. Ma adesso non è il momento delle polemiche, il Mancio si avvicina come a voler dire che quelle cose che si leggono sono tutte dicerie: "Vieni qua Nico, fatti abbracciare!". Sì, Zaniolo è tornato, e senza limiti.

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