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Gosens Boga BennacerGoal

Goal da Bordocampo - L’undici più sorprendente della Serie A 2019-2020

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Da bordocampo si percepisce l’importanza della spinta emotiva prima ancora del gesto tecnico, soprattutto in questo periodo. Il gregario crea valore anche nelle piccole cose, parole e ripiegamenti difensivi sono spesso sottovalutati. Ed allora ecco l’undici che non mi aspettavo di raccontare, quello composto da chi mi ha sorpreso, per una frase o una giocata.

Tra i pali metto Luigi Sepe, perché oltre a essere un ottimo portiere, è uno che si fa sentire: guida la difesa costantemente, parla coi cursori, tiene alta la concentrazione. A Marassi durante Genoa-Parma si sentiva solo lui: “Sveglio Bruno! Non molliamo, è importante ora!”. Una radio accesa sul ronzio delle zanzare, anche sul 3-0.

In difesa scelgo il carisma di Pezzella e D’Ambrosio. Quando German indossa la fascia di Astori alza il livello, intorno a sé si accende un'aura luminosa: per lui i compagni si butterebbero nel fuoco, e quando manca, la Viola va in risparmio energetico. Danilo invece è il vecchio amico del quale ti puoi sempre fidare: lo vedi poco, ma non manca mai, anche nelle difficoltà. Prima di un'Inter-Brescia, durante il lancio della moneta, capitan Handanovic si rivolge all’arbitro dicendo: “Se sono lontano, parla D’Ambrosio!”. Leader.

Sul binario schiero Davide Faraoni, l’esterno perfetto nel sistema Verona. Avanti, indietro, avanti, indietro, ancora e ancora. I compagni lo conoscono talmente bene che spesso si trova in goal senza nemmeno accorgersene. Al 'Franchi' inizia l’azione e poi la chiude in rovesciata con disinvoltura, della serie: ragazzi, corro come un forsennato ma tecnicamente ci so fare. Dall’altra parte non rinuncio alla forza fisica di Robin Gosens, scelta banale ma vi garantisco che quando lo vedete sfrecciare ad un metro di distanza, quei gamboni sembrano il cingolo di un carro armato: fanno paura solo a guardarli.

In regia c’è Bennacer: chiama il pallone con coraggio, non lo butta via, va in pressione coi tempi giusti e sa ascoltare: “Ismael, vieni qui che ti spiego una cosa!”. Col Bologna l’algerino si fa 50 metri per prendere i suggerimenti di Pioli. Visto da vicino è ancora più forte: futuro top player. Con lui metto Radja Nainggolan, tripletta di assist e golazo da stropicciarsi gli occhi contro la Fiorentina lo scorso novembre. Quel giorno alla Sardegna Arena disse a Boateng nel tunnel degli spogliatoi: “E pensa che so’ pure influenzato!”. Delirio di onnipotenza tecnica. Per completare la mediana scelgo Matteo Pessina con Filip Djuricic primo panchinaro: trequartisti moderni che trovano la definizione nei movimenti senza palla. Entrambi hanno fatto gavetta e conoscono il gioco a tutti i livelli, ma quello che rimane è la loro intelligenza tattica, posizione giusta del corpo e controllo orientato. Parlano poco, perché risparmiano il fiato.

PS XI ideale bordocampoGoal

Nel tridente sono costretto a mettere Ilicic, l’unico calciatore che mi ha lasciato a bocca aperta. L’unico che quando sta bene dà l’idea di poter creare pericoli in qualsiasi momento, anche quando la palla transita sulla linea di centrocampo. Nella comfort zone è diventato un campione, ma Josip può sempre stupire, nel bene e nel male, e per questo è un titolare del mio undici. Dopo una partita mostruosa contro il Parma, un collaboratore di Gasperini gli mostrava dalla panchina come si calcia il pallone: “Professore, la caviglia la devi tenere così quando impatti...”. State veramente provando a insegnare il gioco a Ilicic? Dai, è un artista!

Con lui Jeremie Boga, il prospetto che più è migliorato in Serie A quest’anno. Ricordo quando De Zerbi calciava bottigliette in tribuna e si metteva le mani nei capelli perchè “Jerry” non sapeva da che parte stare. Prima prendeva palla e correva sul binario, oggi è decisivo: salta l’uomo, taglia il campo, fa goal. Devastante quando parte largo. La punta che completa la squadra è un falso nueve: Rodrigo Palacio, 38 anni di passione, gioca ovunque e corre più degli altri. Per Sinisa è uno dello staff, per Barrow un fratello maggiore: “Musa, scarica e poi vai in sovrapposizione!”.

Anche se forse non si troverà a suo agio col sistema sbilanciato, l’allenatore che più mi ha sorpreso è Claudio Ranieri. Ha preso una Samp sfilacciata, le ha dato solidità, ha inventato Thorsby, rispolverato Ramirez, valorizzato Linetty e Bonazzoli, esaltato Gabbiadini, vinto gli scontri diretti. È un maestro e lo sapevamo, ma quando parla da queste parti, lo ascoltano tutti, anche i più esperti. E infatti si è salvato con quattro giornate d’anticipo. Complimenti.

Ricapitolando, 4-2-3-1 fatto da capitani, muscoli, talenti e gente con la testa: Sepe; Faraoni, Pezzella, D’Ambrosio, Gosens; Nainggolan, Bennacer; Ilicic, Pessina, Boga; Palacio. All. Ranieri.

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