Di questi tempi vedere l’Atalanta è come guardare la serie TV che proprio non puoi perderti. C’è tutto: il tuo personaggio preferito, il regista che conosci a memoria, l’attore che non ti delude mai, e pure il finale che ti fa venir voglia di guardare subito il prossimo episodio. Questo è il terzo, per il momento fila tutto liscio. E finalmente c’è pure la colonna sonora.
Bene, skippiamo l’intro: “Hola Cholito, que Tal?” Il Papu si fa due chiacchiere accanto alla postazione interviste, si cambia veloce e poi va a ritirare il premio come miglior centrocampista del campionato. Sí, il più forte di tutti.
Al Gewiss Stadium vivere la partita da bordocampo è come accomodarsi in panchina, il mio vicino di posto è Ruslan Malinovskyi.Muriel nel frattempo scappa via, fa il suo lavoro da centravanti, ma il guardalinee gli rovina l’esultanza. Pazienza, per fortuna c’è la tecnologia: 1 a 0.
Ogni volta che scende, l’Atalanta è una scarica elettrica: le punte vanno in profondità, gli esterni riempiono l’area, i mediani si inseriscono e chiudono l’azione. La palla gira veloce, è un ritmo sudamericano. Beh sì, anche loro hanno qualche difetto soprattutto sulle palle inattive, ma quando meno te l’aspetti arriva l’eroe del telefilm. E lui recita da Dio. Le cose difficili diventano facili, tutti hanno studiato il copione a memoria, sanno quello che devono fare. Conosco i tempi e pure il tono e poi: “Come giocano! Come giocano!” urla Edoardo Testoni in telecronaca.
Benissimo! Ma le partite non si vincono al quarantacinquesimo, c’è pure il secondo tempo e ci vuole la stessa testa: non si può rientrare in campo così. Ad esempio: prendete Zapata. Forse non è ancora al Top fisicamente, ma vale comunque per due: se strappa è incontenibile. Ed è sempre concentrato, anche quando il Gasp lo tira fuori: non stacca gli occhi dalla palla nemmeno per un secondo. Il Cagliari è spazzato via ancor prima dei titoli di coda. D’altronde quelli lì arrivano da tutte le parti, non vedo l’ora che finisca, pensa Cragno: “Ragazzi mancano 5 minuti, 5 minuti! Ca...o!”.
Sessantasette goal nel 2020: è il miglior attacco d’Europa. Poi, doppio passo, suolata e palla all’angolino di Lammers, sono già 68. Ecco, con un finale così, non vi viene voglia di guardare la prossima puntata?




