Le prime tre giornate di Serie A hanno raccontato una nuova Fiorentina, rispetto a quella della passata stagione. Un nuovo progetto, nato sempre con Iachini in panchina e con Commisso alla guida del club, che però adesso comincia ad avere un trascorso, un'esperienza.
Tantissime manovre di calciomercato in questo pazzo mese e mezzo di sessione "estiva". Ed una Serie A che nel mentre ha portato alla Viola una vittoria contro il Torino e due sconfitte contro Inter e Sampdoria. Ma in linea di massima una brillantezza, una propensione offensiva ed una serie di calciatori davvero interessanti.
L'analisi del calciomercato della Fiorentina deve necessariamente iniziare dalla fine, ovvero dall'ultimo giorno di trattative: la Viola ha ceduto Federico Chiesa alla Juventus, proprio alla rivale storica, anche se non per quanto riguarda strettamente la classifica.
Un gesto che non può accontentare i tifosi della Fiorentina, sia chiaro. Chiesa giocava alla Fiorentina dal 2007, da quando aveva solo 10 anni. 13 stagioni trascorse a Firenze, con l'exploit delle ultime stagioni che, come successo per Bernardeschi, potevano fare pensare ad una nuova bandiera Viola. Ed invece l'epilogo è stato lo stesso: il trasferimento alla Juventus.
Di cessioni di spessore come quella di Chiesa, non se ne registrano altre. Ma la campagna acquisti ha invece regalato molte gioie a Beppe Iachini. A Firenze è arriva gente del calibro di Giacomo Bonaventura, José Callejon, Sofyan Amrabat, Martinez Quarta, Borja Valero, Antonio Barreca e Cristiano Biraghi (di ritorno dal prestito all'Inter).
In più, di fatto, c'è un giocatore nuovo come Christian Kouamé, che la Fiorentina sta cominciando ad ammirare soltanto adesso dopo la rottura al crociato della scorsa stagione. Questi sono stati i movimenti totali del mercato della Fiorentina.
GettyConsiderando il modulo-base di Iachini, ovvero il 3-5-2, la squadra rispetto allo scorso anno sembra molto più tecnica e completa. Partiamo sempre dalla cessione di Chiesa, rimpiazzata con l'acquisto di Callejon. Stiamo parlando di un giocatore sicuramente diverso, ma molto esperto, senatore della Serie A e con un ruolo che sembra cucito apposta per lui. Dal suo piede potrebbero arrivare anche più goal rispetto a quelli segnati da Chiesa negli ultimi anni.
Sulla fascia opposta a centrocampo il titolare è Biraghi, che nelle prime partite ha dimostrato di avere ottima gamba ed il solito mancino invidiabile. In difesa la Fiorentina è riuscita a non vendere nessuno dei pezzi pregiati, soprattutto Milenkovic, ed in più ha aggiunto un nazionale argentino come Martinez Quarta, che sarà prezioso anche per il futuro del progetto.
In porta, dopo un anno già contrassegnato da ottime parate, ci sarà sempre Bartłomiej Drągowski, con una stagione in più sulle spalle ed un futuro sempre più luminoso (ha 23 anni).
In mezzo al campo l'incremento più notevole di qualità rispetto allo scorso anno. La Fiorentina davanti alla difesa ha piazzato uno dei migliori centrocampisti della scorsa stagione, ovvero Amrabat. Ai suoi lati la classe cristallina di Castrovilli e l'esperienza di un redivivo come Bonaventura, forse il migliore della Viola in assoluto in queste prime tre giornate di Serie A. Pieni zeppi anche di alternative come Pulgar e Duncan, con il primo soprattutto che spesso sarà titolare della squadra.
In attacco il tandem preferito da Iachini sembra essere quello formato da Ribery e Kouamé. Il francese ha già incantato in questo campionato nella sfida contro l'Inter, anche se per lui preoccupano sempre le incognite legate ai problemi fisici (attualmente è infatti infortunato).
Kouamé invece dà l'impressione di essere un talento pronto ad esplodere definitivamente: velocità, tecnica ed un grande posizionamento. Per il momento manca solo il killer instinct del goal. Alle sue spalle Dusan Vlahovic e Patrick Cutrone, giovani e combattivi, pronti a mettere in difficoltà Iachini.
In generale, pur senza la guida e la tecnica di Federico Chiesa, la Fiorentina di Iachini è una squadra più completa, che sulla carta può anche diventare più forte di quella dello scorso anno. La Viola ha l'obbligo di provare a migliorare il decimo posto dello scorso anno.


