Avrebbe voluto giocarla, questa finale: anche perché rientra nella cerchia dei giocatori "storici" dell'Europa League, in termini di marcature totali. Alfredo Morelos, la gara tra Eintracht e Rangers, la segue dalle tribune del Sanchez-Pizjuan.
A giudicare dal clima, però, uno come lui sarebbe stato perfetto: ma tant'è. Il calcio a volte sa essere crudele: Morelos è infortunato da fine marzo, ovvero dalla gara contro il Dundee in campionato.
Un'assenza importante per i Rangers, che però possono contare su un impianto di gioco che permette alla fase offensiva di esaltarsi al di là dei singoli giocatori: merito del progetto tecnico portato avanti prima da Steven Gerrard, poi da Giovanni Van Bronckhorst.
Il carattere di Morelos, però, è di quelli "particolari": caldo, acceso. E infatti la finale contro i tedeschi l'ha preparata a modo suo: si è presentato a Siviglia, si è sganciato dalla squadra ed è sceso in strada, dove 100mila tifosi dei Gers hanno dato vita a una vera e propria festa, al di là della gara e del suo risultato.
E i tifosi, chiaramente, lo hanno riconosciuto subito: gli hanno dato un cappello con logo dei Rangers e hanno posato per diverse foto.
A Glasgow è uno degli idoli, d'altra parte, al di là delle tante voci di mercato che lo hanno spesso accostato a questa o l'altra squadra: è entrato nella leggenda, insomma. Oggi una volta in più.




