E’ approdato alla Fiorentina nell’estate del 2018, quando era considerato uno dei migliori talenti espressi da quell’inesauribile fucina che è il settore giovanile del Partizan Belgrado e da allora la sua ascesa non ha conosciuto soste, tanto che in arco di tempo molto breve è passato dall’essere la stella della Primavera gigliata ad uno dei gioielli più importanti della prima squadra.
Dusan Vlahovic è oggi da molti considerato uno dei giocatori in prospettiva più forti in assoluto dell’intera Serie A e, sebbene la strada da compiere per arrivare ai livelli del suo grande idolo, Zlatan Ibrahimovic, sia ancora lunga, sono in molti pronti a scommettere sulle sue straordinarie qualità.
Il giovane attaccante serbo è un predestinato e lo si evince non solo dal fatto che a livello giovanile faceva una differenza come raramente si è visto negli ultimi anni nel Campionato Primavera, cosa questa che l’ha portato già nel dicembre 2018 a diventare il primo ‘millenial’ a giocare una partita da titolare con la maglia della Fiorentina addosso, ma anche dalla personalità che mette in campo ogni domenica.
Quella che sta vivendo Vlahovic è l’annata della consacrazione: dopo le 10 presenze già totalizzate nello scorso campionato, in questa stagione è già arrivato a quota 26 complessive, delle quali 22 impreziosite da 6 reti in Serie A, alle quali si aggiungono le 4 con 2 goal in Coppa Italia.
Il cammino che l’ha portato a sbloccarsi nel massimo campionato non è stato in discesa (i primi due goal sono arrivati solo a novembre in un Cagliari-Fiorentina 5-2), ma la cosa non gli ha impedito di diventare fin da subito il pupillo di una tifoseria dal ‘palato fine’ come quella viola.
Vlahovic è potente, veloce, bravo nel dialogare con i compagni e dotato di un gran sinistro, tutte doti queste che l’hanno catapultato nel mirino delle big d’Europa. Nonostante quello della Fiorentina sia sin qui stato un campionato complicato, il giovane serbo ha visto crescere con continuità la qualità delle sue prestazioni, anche se non è mancato qualche passaggio a vuoto, unito a qualche errore di gioventù.
In particolare, lo scorso 16 febbraio, dopo un goal realizzato in casa della Sampdoria, ha attirato su di se le ire di Marassi quando ha esultato sotto la curva blucerchiata portandosi le dita alle orecchie.
GettyUn gesto visto da molti come irrispettoso, tanto che anche il suo tecnico, Beppe Iachini, l’ha pubblicamente redarguito.
“Lui ha chiesto scusa ai tifosi della Sampdoria, non era un’esultanza rivolta a loro. Io comunque gli ho detto ‘sei una testa di ca…’”.
In realtà Vlahovic esulta ad ogni rete in quel modo (“L’ho visto fare a Depay e mi è piaciuto”) e lo sa bene anche il suo allenatore che, dopo il bastone ha usato anche la carota.
“Stiamo facendo con lui lo stesso lavoro che ho fatto in passato con Icardi e Dybala, ha margini importanti. Se continuerà così potrà migliorare tanto”.
La prima vera stagione da protagonista del giovane serbo in Serie A è coincisa anche con l’incontro con il suo idolo Ibrahimovic. I due hanno ‘incrociato i tacchetti’ in Fiorentina-Milan e lo stesso Vlahovic, che a fine gara ha ovviamente fatto sua la maglia del fuoriclasse svedese, non ha nascosto l’emozione attraverso un post pubblicato su Twitter che ha fatto il giro del web.
“Trovate qualcuno che vi guardi come io guardo Zlatan”.
Quello di Ibrahimovic è un nome che da sempre accompagna la carriera del giovane attaccante gigliato, visto che già quando giocava in Serbia si era guadagnato l’appellativo di ‘Nuovo Ibra’.
In attesa di vedere se riuscirà ad avvicinarsi alle vette toccate dal suo idolo, Vlahovic è pronto a crescere ancora e lo farà a Firenze, città alla quale è legatissimo. Commisso è pronto a blindarlo e lui non ha alcuna intenzione di andare via.
“Ho un accordo ancora lungo, ma sarei felice di prolungare con la Fiorentina. Adoro questa società, questa squadra e questi tifosi. A Firenze è tutto giusto per me”.
