Parola d’ordine: discontinuità. Il tratto distintivo che differenzia le squadre da scudetto da quelle che si devono ‘accontentare’ di lottare per un posto un Champions League. Specialmente in un campionato così compresso, con un calendario così fitto e ricco di impegni. Il Napoli non ha ancora scelto da che parte stare. Poteva essere nel giro delle squadre da scudetto, invece al momento è al quinto posto, a -8 dal Milan capolista, soltanto una lunghezza dalla Roma. La stessa Roma battuta 4-0 al San Paolo neanche un mese fa.
La squadra di Gattuso arrivava al doppio scontro diretto con Inter e Lazio con uno svantaggio di soli quattro punti, con una partita persa a tavolino e un punto di penalità. Con la voglia di dare quel qualcosa in più a livello di atteggiamento che aveva chiesto Gattuso dopo un altro passo falso, in casa con il Milan.
"Quando arriva la partita importante succede sempre qualcosa. Dobbiamo alzare l'asticella, ma mi assumo la responsabilità di non riuscire a far interpretare queste gare in un determinato modo. Spesso ci sono cose nell'atteggiamento che non mi piacciono”.
Parole che avevano sortito un effetto immediato: il 4-0 in casa con la Roma che aveva rimesso gli azzurri nel lotto delle potenziali favorite. Una squadra da corsa. Anche senza il cavallo più costoso, quel Victor Osimhen che aveva cambiato la squadra con il suo ingresso in campo a Parma e che sembrava intoccabile e insostituibile.
All’esame continuità, però, è arrivata una bocciatura. 1-0 contro l’Inter, 2-0 contro la Lazio. Gambe molli, aspetti di debolezza mentale come la protesta di Insigne, alibi sicuramente da considerare come le tante assenze: la squalifica del capitano, l’infortunio di Mertens, l’assenza di Osimhen. Più Milik e Llorente, altri uomini goal, messi fuori dal progetto.
GettySe a Milano c’era la sensazione che, comunque, la sconfitta fosse demeritata, a Roma l’unica sensazione è stata quella di amarezza, di una squadra sulle gambe anche per colpa della stanchezza accumulata dopo un girone d Europa League complicato, tirato fino in fondo e mentalmente logorante. Un po’ come il girone d’andata. Quando sono mancati i riferimenti, il Napoli ha sofferto. Meriti della Lazio, demeriti del Napoli.
Il bilancio in Serie A è di otto vittorie e quattro sconfitte in campo, contro Lazio, Inter, Milan e Sassuolo. Due che stanno davanti, due che stanno appena dietro. In mezzo ci stanno le vittorie con Roma e Atalanta, oltre alla partita persa a tavolino con la Juventus. In generale, sono solo 6 punti conquistati giocando contro le prime otto della classifica. Se con le ‘piccole’ il Napoli non sbaglia mai, nei big match manca ancora l’accelerata decisiva. Il punto su cui lavorare in vista di un 2021 intenso.


