Sampdoria, Bologna, Torino, Napoli, Roma, Crotone, Inter, Verona, Fiorentina, Cagliari, Lazio, Juventus, Sassuolo, Atalanta. 14 giornate, 14 sconfitte. Prima del pareggio col Milan, quello del goal di Brignoli. E di questi 14 ko, quelli dell'incredibile striscia negativa collezionata dal Benevento nella prima parte della stagione 2017/18, Berat Djimsiti ne ha vissuti 6 in prima persona.
Altri tempi, quelli. Perché oggi, poco più di due anni dopo, Djimsiti è il titolare di una squadra che sogna le semifinali di Champions League. Da matricola assoluta, capace però di stupire l'Europa intera. Sul centro-sinistra della difesa a tre dell'Atalanta c'è lui, l'albanese con passaporto svizzero, che ha dimostrato di meritarsi uno spazio nella rosa di Gasperini. Non era scontato.
Djimsiti è rimasto in campo per tutti i 90 minuti anche nella storica serata di Valencia, quella che ha consegnato l'Atalanta nell'élite delle migliori otto d'Europa. E se l'è cavata bene, nonostante i tre goal - completamente ininfluenti ai fini della qualificazione - rimediati dai bergamaschi al Mestalla.
Del resto, Djimsiti aveva già fatto capire nella scorsa stagione di essere un difensore poco appariscente, poco abituato alle copertine, ma estremamente affidabile. In sordina, senza reclamare un minutaggio superiore, aveva collezionato 24 presenze in campionato, da titolare oppure da subentrato. Non poche. Tutt'altro.
Era appena tornato proprio dal prestito al Benevento, Djimsiti. Un'annata positiva per lui, per la prima volta utilizzato con costanza in Serie A, ma non per la formazione campana, retrocessa praticamente già al termine del girone d'andata nonostante l'orgogliosa reazione - più di bel gioco che di risultati - fatta intravedere nella seconda parte del campionato.
Getty ImagesDue allenatori (Baroni prima, De Zerbi poi), una rivoluzione totale a gennaio con gli arrivi dei vari Diabaté, Sagna e Guilherme, ma appena 21 punti in 38 giornate, 15 in meno rispetto alla SPAL quartultima. E un inevitabile e rapido ritorno in Serie B, categoria che quest'anno i sanniti hanno dominato fino alla fine.
Djimsiti, di quelle 38 partite, ne ha giocate 30. Tutte da titolare, tutte in campo dall'inizio alla fine. Sfortunato punto fermo di una difesa capace di incassare la bellezza di 84 reti. Un paio di stagioni dopo, tutto è cambiato. Il calcio nostrano si è fermato, ma l'ascesa di Berat prosegue senza sosta. E ora il suo sogno ha un nome chiaro e preciso: Champions League.




