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andre silva eintracht frankfurt celebration goalGetty Images

Tra discontinuità e incertezze: la stagione di André Silva all'Eintracht

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Probabilmente non c'è un'annata più difficile di questa per essere un attaccante dell'Eintracht Francoforte. Sia per l'eredità pesantissima dei favolosi tre, Haller, Jovic e Rebic, sia perché negli ultimi 10 anni, prima di loro, c'era il 'Dio del calcio' Alex Meier a fare da totem in avanti e da icona della squadra. E per ora nessuno degli attaccanti nella rosa dei tedeschi sta brillando come i suoi predecessori, André Silva compreso.

Il portoghese è arrivato in prestito dal Milan in extremis, in uno scambio di prestiti biennali con Rebic e senza diritto di riscatto. Il suo futuro, insomma, è ancora incerto. Così come lo è anche il suo presente, perché la sua stagione è stata contraddistinta da una grande discontinuità di rendimento.

Finora il classe 1995 ha messo a segno 5 reti tra Bundesliga, Europa League e DFB-Pokal, in 21 presenze complessive, di cui 14 da titolare. Dopo i botti nel suo primo mese tedesco - 3 goal nelle prime 4 gare di campionato - il suo rendimento è andato calando, fino a sparire dai radar per alcune settimane a causa di un problema al tendine d'Achille.

Le difficoltà non sono però state soltanto fisiche. A fine novembre, dopo quasi due mesi senza reti, è stato sostituito all'intervallo della partita contro l'Arsenal. Ed è stato anche 'richiamato' dall'allenatore Adi Hütter, che in conferenza stampa ha dichiarato che da lui si aspettava di più, come del resto tutti a Francoforte.

Con l'inizio di 2020 è arrivato anche un nuovo cambio di tendenza. Il cambio di modulo con il passaggio dal 3-4-1-2 al 4-2-3-1 ha ridotto ulteriormente lo spazio in attacco, ma André Silva ha sfruttato nel migliore dei modi le occasioni che gli ha dato il tecnico e la scarsa condizione fisica di Dost e Paciência.

Andre Silva - FrankfurtGetty Images

Nell'ultimo mese il portoghese classe 1995 ha ritrovato il goal ed è molto più coinvolto nel gioco della squadra, sia spalle che fronte alla porta. Non gli viene chiesto soltanto di attaccare dentro l'area, ma anche una maggior partecipazione al gioco di squadra. Le risposte, anche in termini di assist (due), sono state positive.

Ciò che ora l'Eintracht si aspetta da lui è la continuità: nonostante la sua presenza in campo sia sempre più una costante, 5 goal sono ancora troppo pochi. In ogni caso, il tempo per convincere tutti c'è, così come la sua intenzione di rimanere a lungo in Germania. Dovrà però conquistarsi la conferma a suon di reti, altrimenti un eventuale ritorno al Milan non è da escludere. E, nel caso, dover ripartire per la terza volta da zero.

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