E' una questione soggettiva, ma tende spesso all'oggettività. Ci si aspetta di più da una persona quando questa è abituata a fornire della qualità eccelsa in maniera continua, eterna. Senza salti e pause. Privo di questa, la persona in questione si adagia sulla normalità, la routine, l'essere come gli altri. Non che ci sia nulla di sbagliato anzi. Ma se sei al top, devi rimanere al top. E se scendi di qualche posizione, beh, i forconi e le teste scosse sono dietro la porta, spalancata per urlare contro. Se Cristiano Ronaldo non segna come nei suoi anni ruggenti, è in crisi. Poi sposti la coltre di fumo e ti accorgi che non è così.
Sì, perchè spesso nell'ultimo anno e mezzo, Cristiano Ronaldo è stato spesso accusato di non segnare come il Cristiano Ronaldo del Real Madrid. Stesso giocatore, età diversa, campionato decisamente opposto. Tanti punti che hanno limitato il lusitano, ma non ad un tale livello da definirlo in crisi. Perchè i numeri con la maglia della Juventus sono comunque dalla sua parte, egregi. Ma certo, non fantascientifici come quelli Blancos.
Dopo otto stagioni di fila con più di 40 reti, però, Cristiano Ronaldo ha abbassato i suoi dati. Non la sua asticella, perchè ha sempre provato in ogni modo a rimanere a livelli magici, comunque già abbassatisi nelle ultime due annate al Real Madrid. Perchè tenere il passo di 50 e 60 reti nelle varie competizioni diventa prima o poi impossibile per chiunque. Sia per lui, sia per Messi.
Dopo 42 e 44 reti rispettivamente nel 2017 e nel 2018, nella prima annata con la Juventus, Cristiano Ronaldo ha fatto una cosa che non si vedeva da un decennio. Ovvero segnare meno di trenta reti, come nell'ultimo anno del Manchester United. Allora furono 26, mentre completato il primo ciclo bianconero sono stati 28. Ad influire la mancata doppia cifra in Champions League, di solito essenziale per produrre la caterva di dati spioventi che ha buttato giù ogni record al Real, in Europa, nel mondo.
Non solo, perchè nella prima annata alla Juventus, Cristiano Ronaldo non ha mai timbrato il cartellino in Coppa Italia: due presenze prima dell'eliminazione per mano dell'Atalanta. In realtà anche in passato i numeri dell'ex Sporting Lisbona sono arrivati sopratutto dal campionato e dalla Champions, mentre le coppe nazionali sono state più che altro vetrina per i compagni di squadra.
Cambiato l'allenatore, Cristiano Ronaldo ha alzato lo score, prevalentemente grazie al campionato, visto e considerando che il numero di reti alla seconda annata con la Juventus non è diverso in maniera roboante, ma comunque già più alto rispetto al 2018/2019, con diverse gare ancora da giocare sia in Serie A, sia in Champions League.
In ogni caso, vista la gara unica dei quarti e delle semifinali, anche arrivando fino alla finalissima di Lisbona, Cristiano Ronaldo avrà meno gare con cui sollevare il numero dei suoi goal europei: per ora è a 2 in 7 presenze, solamente nel 2006, da giovanissimo, ha segnato meno in Champions (1 solo goal). Sarà fondamentale per la Juventus, ma anche per i record a cui tanto tiene.
Nonostante il brutto dato di Champions, Cristiano Ronaldo ha già superato come detto il vecchio primo CR7 della Juventus: 30 reti a 28, con presenze totali rispettivamente ferme a 39, volubili, e 43, fisse relativamente alla passata stagione.
Questo grazie ai 26 goal in Serie A che lo portano a sperare nel sorpasso in vetta alla classifica marcatori, visto che il leader Immobile è solamente a -3. Mentre il leader della Scarpa d'Oro, Lewandowski è a 34. Un tempo sarebbe stato quasi sicuro un aggancio nelle ultime gare, a suon di triplette e poker. Ma ora, limitatamente, c'è quel punto cardine.
Un punto cardine che ha fatto la storia di Cristiano Ronaldo, la tripletta. 56 quelle segnate in carriera, due con la maglia della Juventus: una contro l'Atletico Madrid, nella magica rimonta dello Stadium, e una contro il Cagliari, vittima sacrificale di un periodo rossoblù (inverno) in cui chiunque poteva fare la voce grossa. L'ha fatta anche il lusitano, che avrà sicuramente bisogno di un'altro tris dei suoi per classifica marcatori, Champions League e magari 40 goal in stagione.
E si torna al principio, quello in cui ci si aspetta sole, stelle e luna da Cristiano Ronaldo. Tuoni e fulmini di chi, con il Real Madrid, ha sbattuto la palla in rete senza troppi complimenti 450 volte in 438 presenze. Più di un goal a presenza, insomma. Qualcosa che fa scuotere il cervello prima di farlo esplodere. Alla Juventus? 58 reti in 82 presenze. Con 17 assist a completare il pacchetto. Nah, dati troppo bassi. Che delusione. Fu somma ironia.


