C'è ancora un secondo posto da consolidare ed una Europa League da provare a vincere ma, a grandi linee, Antonio Conte è ormai arrivato alla fine della sua prima stagione da allenatore dell' Inter.
Una stagione che, al netto del percorso nelle varie coppe (Champions League e Coppa Italia, in attesa dell'Europa League), può sicuramente essere ritenuta positiva per i nerazzurri. Basti pensare che soltanto fino a qualche giornata fa, l'Inter era ancora in lotta per lo Scudetto, cosa che non accadeva da anni e anni...
Ma quali differenze ci sono tra Antonio Conte allenatore dell'Inter ed il 'vecchio' Antonio Conte allenatore della Juventus? Il tecnico pugliese come ha affrontato le due avventure? Abbiamo voluto analizzare analogie e differenze delle due prime stagioni sulle rispettiva panchine.
Getty ImagesC'è subito una grande differenza di approccio già a priori: Antonio Conte arrivava alla Juventus da simbolo assoluto del club e da ex Capitano della squadra; all'Inter è arrivato praticamente da acerrimo nemico ed ha dovuto scontrarsi anche con una fetta di tifo che ha fatto fatica a 'digerire' questa scelta del club nerazzurro.
Ma, in entrambe le occasioni, Conte ci ha messo ben poco a farsi amare dai propri tifosi, che non possono restare indifferenti di fronte ad un allenatore tutto cuore e grinta, che anche durante le partite corre e si agita novanta minuti a caccia della vittoria.
Poi ancora differenze: Conte alla Juventus arrivava in una squadra reduce da due settimi posti di fila , che nel suo primo anno di gestione tecnica non aveva nemmeno competizioni europee da giocare. La situazione ideale in quel momento, con tanto tempo per allenare i suoi giocatori e recuperare le energie fisiche da una settimana all'altra senza impegni ogni tre giorni.
Esatto contrario all'Inter, dove Conte arriva ad allenare una squadra con ambizioni di Scudetto e con l'impegno della Champions League sulle spalle. Il risultato? Inizialmente un percorso netto in campionato e qualche difficoltà di troppo in Champions.
E proprio per le difficoltà avute in Champions a seguito di infortuni e rotazioni, Conte comincia in autunno a palesare i propri malesseri con la dirigenza nerazzurra. Cosa che invece alla Juventus ha fatto solo negli anni successivi, proprio in concomitanza con gli impegni in Europa.
Basti pensare alla famosa frase detta dopo una eliminazione in Champions League ( "Non puoi sederti al ristorante da 100 euro con 10 euro in tasca" ). E quest'anno, dopo una rimonta subita dal Borussia Dortmund, anche se non con le stesse parole, Conte si arrabbiò con la società per qualche mancato acquisto di troppo...
Si tratta di un allenatore che non riesce proprio a perdere, e quando questo succede, qualche frase scappa... Alcuni lo criticano proprio per questi attacchi interni alla società che ogni tanto fa, ma lui è fatto così: o si ama o si odia.
Getty ImagesPer quanto riguarda l'aspetto tecnico/calcistico, Conte parte con due idee ben diverse nei due progetti. Alla Juventus arriva come il "profeta" del 4-2-4 ma ben presto capisce che con i centrocampisti che ha a disposizione, deve giocare a tre in mediana. Passa quindi al 4-3-3 e poi per esaltare ancora le doti di Bonucci al centro della difesa e dei due esterni, passa definitivamente al 3-5-2.
Da quel momento nella sua carriera non cambia più modulo o quasi, comunque la difesa a tre diventa un dogma. Al Chelsea un anno gioca con il 3-4-3 e negli ultimi mesi all'Inter ha anche sperimentato il 3-4-1-2 con l'inserimento di Eriksen, ma la sostanza del modulo resta quella.
Le due squadre hanno un impianto di gioco molto simile. Tanto possesso palla, il gioco che passa sempre dal difensore centrale dai piedi buoni ( Bonucci e De Vrij ) e poi al regista di centrocampo ( Pirlo e Brozovic ). La sua grande forza, e questa è un'analogia, sono sicuramente i due esterni di centrocampo che corrono su e giù per la fascia e arrivano con costanza anche al goal (due nomi su tutti, Lichtsteiner e Candreva ).
Infine, sicuramente nettamente diverso, è l'aspetto legato ai risultati. Quella prima stagione alla Juventus rappresenta ancora un unicum in Italia, Conte batte infatti ogni record: 43 risultati utili consecutivi, resta imbattuto in campionato, manda a segno 20 differenti giocatori della sua squadra ed incassa alla fine del campionato solamente 20 goal. Vince ovviamente il campionato ma perde la finale di Coppa Italia contro il Napoli.
Traguardi che l'attuale Inter non ha raggiunto, ma che in un certo senso vanno in quella direzione. L'Inter ha comunque la migliore difesa del campionato, ha mandato in goal 18 giocatori ed ha perso solo 4 partite, meno anche della Juventus (5).
Insomma, alcune differenze soprattutto per ragioni contingenti, ma tantissime analogie tra l'Antonio Conte della Juventus e quello dell'Inter. Ed in effetti l'allenatore pugliese è uno di quelli che cambia poco o niente con il passare del tempo. Un integralista, un martello pneumatico della panchina, ed i suoi giocatori lo sanno bene...




