Cole Palmer, 'golden boy' del Manchester City sulla scia di Foden

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Getty/Goal
Pep Guardiola garantisce per Cole Palmer, 18enne centrocampista nato a Manchester che ha debuttato con la prima squadra del City.

Il centro sportivo del Manchester City in quanto a grandi nomi non è di certo carente: ma non solo, perchè molti di loro lo definiscono 'casa'. Per un talento locale, però, c'è il rischio di perdersi.

Phil Foden ha dimostrato che al City per i ragazzi nati a Manchester c'è ancora posto, anche se sul fatto che potesse esplodere - visto il potenziale - non c'è mai stato alcun dubbio.

La speranza è che Foden possa essere un apripista per la nuova generazione di stelle prodotte dal settore giovanile dei Citizens, incentivando il club ad accantonare acquisti multimilionari.

Il prossimo, dopo Foden, sembra essere il centrocampista di fantasia Cole Palmer, che a dispetto del suo carattere riservato nel quartier generale di Etihad ha fatto un gran rumore.

Palmer, 18 anni, ha già impressionato Guardiola e il suo staff debuttando in prima squadra ad inizio stagione e sembra destinato a restare nei piani di Pep per l'intera annata.

"Da due mesi ci dimostra tanto, ha un buon futuro".

Ad aprile 2019 Palmer - con Guardiola presente sugli spalti - ha sbagliato il rigore decisivo nella sconfitta in FA Youth Cup contro il Liverpool, ma dopo meno di 19 mesi ha segnato  il goal decisivo nel 3-2 al Chelsea spezzando un tabù che vedeva il City non alzare il trofeo giovanile da 12 anni.

Palmer, oltre ad aver esordito in prima squadra, ha anche ricevuto il 'battesimo' in Champions subentrando contro il Marsiglia ad ottobre. A Goal, il ragazzo non ha nascosto la propria gioia.

"E' andato tutto bene, è successo tutto in fretta. Mi è piaciuto molto, ora devo solo continuare così".


"E' incoraggiante sapere che Guardiola dia una chance ai più giovani, se giocano bene e gli piacciono non esita a lanciarli. Speriamo di avere altre chances".

Palmer si è guadagnato l'opportunità di approdare tra i 'grandi' dopo un'ultima stagione entusiasmante con l'Under 18: 15 goal e 5 assist in 14 partite, con premio quale Giocatore dell'Anno.

Kyle Walker - gestito dallo stesso entourage di Palmer - e Foden, lo hanno aiutato a integrarsi in prima squadra e lui ha ripagato impressionando tutti.

"Mi sono presentato senza pensare alle pressioni, ricordando di essere un ragazzino e che quindi non si aspettavano nulla, pensando di giocare come facevo a piccolo. 'Vai e divertiti', l'ho vista così".

Il Covid ha rallentato la propria esplosione, a causa del lockdown che ha fermato il calcio inglese tra marzo e giugno, ma quando il City è tornato in campo ha deciso di far unire alla squadra di Guardiola alcuni talenti dell'academy per non lasciarli fermi.

Nel gruppo dei prescelti c'era anche Palmer, in panchina in due partite di Premier del finale della scorsa stagione che ha visto il City chiudere secondo.

Proveniente da Wythenshawe - lo stesso sobborgo di Manchester in cui è cresciuto Rashford - Palmer a 8 anni era ambito sia dal City che dal Man United e alla fine ha scelto i primi.

Era il calciatore più piccolo in ogni categoria dell'academy e spesso, per la propria stazza, ha rischiato il 'taglio'. Alcuni pensavano che fosse troppo basso per sfondare, altri invece erano convinti che potesse rappresentare un 'crack' come i talenti non alti ma tecnicamente dotati della Masia del Barcellona.

Col passar del tempo, comunque, Palmer è cresciuto anche in altezza conservando tocco e stile eleganti messi in mostra 10 anni fa. Mancino naturale, ama convergere da destra per calciare e rappresenta una minaccia costante sia in zona goal che quando si tratta di inventare per i compagni.

Il suo primo contratto 'pro' è stato firmato a luglio 2019, con rinnovo di due anni dopo 12 mesi: Palmer, è legato al City fino al 2024.

Il nazionale U18 inglese deve ritagliarsi spazio nei piani di Guardiola, ma Foden è l'esempio da seguire per aspettare il proprio momento e continuare a crescere.

"Sto solo pensando ad allenarmi e lavorare sodo, dicendomi che non c'è pressione e di fare le cose come quando ero un ragazzino. Mettiti in mostra, lavora e vedi dove arrivi".

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