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Andreas PereiraGetty

Chi è Andreas Pereira, un brasiliano 'Made in Manchester' per la Lazio

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Un brasiliano nato fuori dal Brasile che veste verdeoro è un fatto raro. Anzi, rarissimo. Per cent’anni non ce n’è stato nemmeno uno. Poi è arrivato lui. Andreas Pereira, classe 1996, di papà brasiliano e madre belga. Nato in Belgio. Eppure, convocato dal Brasile nel 2018: prima e unica presenza. Era dal 1918 che non capitava.

Dal Brasile ha preso il talento, dal Belgio la genialità. Motivi che hanno convinto la Lazio ad investire su di lui. Oltre al fatto che, nella sua carriera, ha avuto grandi maestri. Esempio: Sir Alex Ferguson, che lo aveva visto al PSV e lo aveva portato a Manchester, nelle giovanili. Aveva 15 anni e si parlava molto di lui.

L’esordio è arrivato nel 2014, in Coppa di Lega. Parallelamente, faceva la trafila nelle nazionali del Belgio. Fino a quando, a 17 anni, ha deciso di voler giocare nel Brasile. Al Mondiale Under 20, nel 2015, è arrivato in finale dove ha perso contro la Serbia. Quella che, a centrocampo, contava su Sergej Milinkovic-Savic, che sarà con ogni probabilità uno dei suoi concorrenti per il ruolo di centrocampista alla Lazio.

Andreas Pereira Brazil El Salvador Friendly 11092018CBF/Divulgação

Pereira nasce trequartista, ma si disimpegna spesso anche come esterno di centrocampo, d’attacco o da interno in una mediana a tre. Di certo spiccano di più le sue doti offensive che quelle difensive. Insomma, meglio palla al piede che in fase di non possesso.

Con lo United non è mai riuscito ad esprimersi al top, salvo in alcune fasi della sua carriera. È riuscito a mettere insieme 75 presenze, prevalentemente sotto la guida di Ole Gunnar Sølskjaer, l’uomo che più di tutti gli ha dato fiducia a Manchester. Nella sua carriera vanta anche due esperienze nella Liga, con Granada e Valencia. Uno positivo a livello individuale nonostante la retrocessione, l’altro non particolarmente convincente.

Viene da un’annata con 40 partite, spesso da supplente di Pogba nel centrocampo a tre disegnato dal tecnico norvegese dello United. Gli arrivi di Fernandes a gennaio e van de Beek il mese scorso gli hanno tolto ulteriore spazio. Quest’anno non è mai stato nemmeno convocato. Per questo cerca una nuova sfida.

Lo scorso luglio ha fatto parlare di sé anche fuori dal campo, per un motivo molto particolare: ha definito ‘arroganti’ Milner e Van Dijk. Poi sono arrivate le scuse. Almeno, salvo incroci in Europa, l’anno prossimo non dovrà più sfidarli.

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