Lo seguiva mezza Europa: era stato accostato alla Juventus, al Manchester City, al Bayern Monaco. Il suo cartellino era di proprietà del Real Madrid. I club d'élite del calcio mondiale, i più vincenti del decennio, lo seguivano. Alla fine Achraf Hakimi ha scelto l'Inter ed è pronto a prendersi la fascia destra del 3-5-2 di Antonio Conte a partire dalla prossima stagione.
Il classe 1998 è nato e cresciuto in Spagna, a Madrid, ma sin dalle giovanili ha scelto di rappresentare la nazionale del Marocco, il paese d'origine dei suoi genitori. Con la selezione nordafricana ha anche disputato il Mondiale del 2018. La sua carriera calcistica si è però sviluppata in Germania. Ha fatto parte della cantera del Real , ma nel 2018 ha scelto la Bundesliga e il Borussia Dortmund per crescere ancora di più, come non era riuscito a fare nel Real di Zinédine Zidane.
Appena diciassettenne Hakimi ha collezionato le prime convocazioni con la prima squadra dei Merengues , fino ad arrivare all'esordio assoluto nell'ottobre 2017, un mese prima di compiere 19 anni. L'infortunio di Carvajal aveva privato Zizou del proprio titolare a destra e anziché adattare Nacho decise di dare spazio al giovane marocchino, che avrebbe chiuso poi la prima stagione tra i professionisti con 17 gettoni.
Nell'estate 2018, la chiamata del Borussia Dortmund: prestito biennale. La volontà del Real era quella di tenere comunque il cartellino del giocatore e monitorarne la crescita. In giallonero Hakimi ha trovato lo spazio che cercava, nonostante le difficoltà iniziali: spesso schierato da terzino destro nella difesa a quattro non ha convinto. Lucien Favre ha provato a riadattarlo anche a sinistra, con risultati migliori.
getty ImagesNei primi mesi questa stagione ha cambiato nuovamente ruolo: è stato impiegato nei tre dietro la punta nel 4-2-3-1, prevalentemente a sinistra. Una posizione in cui è riuscito a sprigionare tutto il suo potenziale offensivo, arrivando anche a segnare quattro goal nel solo girone di Champions League - due doppiette, una proprio all'Inter e l'altra allo Slavia Praga.
Con il passaggio alla difesa a tre e una maggior copertura difensiva alle sue spalle - grazie soprattutto alla presenza di Akanji e del veterano Lukasz Piszczek - le prestazioni di Hakimi sono cresciute ancora. Ha saltato soltanto una partita: contro il Lipsia, per squalifica. In tutte le altre è stato regolarmente impiegato, confermandosi un giocatore determinante per le sorti del BVB.
A livello statistico, quest'anno è già andato in doppia cifra di assist ed è a un solo goal anche dalla doppia cifra di realizzazioni. A conferma delle sue straordinarie doti offensive, di corsa e di inserimento senza palla. Meno bene, per ora, la fase difensiva, dove spesso manca le coperture e le marcature: contro il PSG , nel ritorno degli ottavi di Champions League, si dimentica Neymar su corner e compromette la qualificazione del BVB.
Un errore di distrazione e immaturità, non il primo e probabilmente neanche l'ultimo, a cui l'Inter dovrà cercare di porre rimedio lavorando in allenamento. Antonio Conte, comunque, trova un esterno destro di difesa che può giocare anche a sinistra, meglio se con una retroguardia a tre. Proprio come quella del tecnico salentino. Che si prepara ad accogliere il grande regalo della sua dirigenza.
