Cambiare squadra e ambiente a metà stagione non sempre dà i suoi frutti: una nuova realtà non è sinonimo diretto di riscatto, di lasciarsi tutta la negatività dietro alle spalle. Non è questo il caso di Musa Barrow che in quel di Bologna è letteralmente rinato dopo aver fatto solo intravedere le sue qualità a Bergamo, dove la folta concorrenza gli ha impedito di spiccare il volo.
Seppur a malincuore, a gennaio l'Atalanta ha accettato la proposta felsinea: prestito con obbligo di riscatto fissato a 13 milioni più bonus, tutto sommato una bella cifra per un ragazzo che fino a quel momento non aveva incantato la platea nerazzurra. Scelta più che mai azzeccata per il Bologna che non solo ha trovato una valida alternativa all'eterno Palacio, ma si è assicurato anche un goleador dai numeri eccellenti.
Sì, perché da quando Barrow ha iniziato a vestire la maglia rossoblù, le gioie sono state nettamente superiori alle delusioni: 9 goal e 3 assist in 18 apparizioni che lo hanno reso uno dei giocatori col rendimento più elevato della Serie A. Reti che hanno fatto la fortuna degli emiliani, salvi con ampio anticipo nonostante il dodicesimo posto sia un dato peggiore rispetto al decimo della scorsa annata.
Per Barrow più di una firma d'autore contro le big: dalla doppietta rifilata alla Roma all'Olimpico al goal che ha deciso il match di San Siro contro l'Inter, punita anche dall'altro Musa, Juwara, che di Barrow è un grande fan. Non è affatto male essere l'idolo di un ragazzino ad appena 21 anni, età in cui di solito sei tu ad inseguire i sogni e non il contrario.
GettyQuasi mezza Serie A ha avuto modo di conoscere il suo killer instinct: tra le vittime del classe 1998 figurano anche SPAL, Sampdoria, Cagliari, Sassuolo, Napoli e Lecce, quasi tutte affrontate nel ruolo di esterno sinistro d'attacco nel 4-2-3-1 di Mihajlovic che però sta pensando di promuoverlo a punta centrale, innalzandolo nelle gerarchie davanti a Palacio e Santander.
Nelle poche volte in cui è stato impiegato in questa posizione, Barrow si è disimpegnato egregiamente denotando un bel feeling con i compagni di reparto: specialmente con Orsolini che gli ha servito due assist, catena di gioco pronta ad essere riproposta tra poco meno di un mese con l'inizio della Serie A 2020/21.
Campionato in cui il Bologna cercherà di compiere il grande salto lottando per un posto al sole in quell'Europa che ormai manca dal 2002/03, con la finale della vecchia Coppa Intertoto persa contro il Fulham: da allora via ad una serie di piazzamenti poco onorevoli come le due retrocessioni nel 2005 e 2014 che hanno rallentato i tempi del ritorno nelle posizioni che contano.
Con questo Barrow in grande spolvero nulla è veramente precluso: Mihajlovic punta sui suoi goal per compiere un piccolo grande miracolo sportivo a pochi mesi di distanza dalla lotta contro la leucemia, sconfitta da leone vero qual è. 9 goal che fanno ben sperare, ovvero tanta carne al fuoco in vista del rientro in campo: con l'auspicio che alla fine sia l'arrosto a prevalere sul fumo.


