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Best junior: "Ho odiato mio padre, un genio egoista"

11:44 CET 13/03/18
Calum Best
Calum Best racconta del suo rapporto col padre George: "Considerava uno sperpero di soldi aiutarmi. Un anno a Natale pranzai con sole noccioline".

George Best non è stato un semplice calciatore, ma un'icona che ha segnato un'epoca per il suo modo di stare in campo e soprattutto fuori, dove è stato il precursore dei 'bad boy' del calcio moderno.

Ha vissuto soltanto 59 anni, ma l'ha fatto al massimo delle sue capacità, superando il più delle volte il limite. Suo figlio, Calum Best, lo ha raccontato attraverso un documentario ed ha descritto così il suo rapporto con il padre George.

"La nostra era una relazione molto strana - le sue parole nel corso dell'intervista rilasciata a 'Extra Time', rubrica della Gazzetta - non è stato un padre modello e non posso dire di non averlo mai odiato. Lo vedevo raramente, poi di colpo è morto, senza darmi il tempo di fargli una domanda che non riguardasse donne o alcool".

Essere il figlio di Best non è affatto semplice e ci sono stati dei momenti difficili: "Negli anni mi ha creato diversi problemi di identità che si sono trasformati in alcolismo e depressione. Vivevo come predicava lui, era un modo per sentirmi parte di qualcosa che indubbiamente mi apparteneva".

Calum non ha affatto dei bei ricordi del padre: "Considerava uno sperpero di soldi aiutarmi. In alcuni momenti mi sono trovato in serie difficoltà. Un anno a Natale ho pranzato mangiando solo noccioline".

Alla fine quello che resta sono i rimpianti: "Sono orgoglioso di essere figlio di un mito, ma lui non mi ha mai permesso di viverlo come facevano le persone che lo amavano. Se dovessi descriverlo in due parole direi che è stato un genio egoista".