Il 2 novembre Ange Postecoglou schiera un 4-3-3 tra tecnica e muscoli per contrastare inutilmente il Real Madrid al Santiago Bernabeu. Giocano O'Riley e Hatate: con loro c'è anche Aaron Mooy. Ma la sua presenza lì è tutt'altro che scontata.
La firma con gli Hoops è arrivata a luglio, ma lui in Scozia si è trasferito parecchio tempo prima: merito di Postecoglou, australiano come lui, sì, ma anche di una forza di volontà salda e votata alla rinascita.
Eppure la sua carriera sembrava seguire un binario ben preciso: da giovanissimo ha vestito la maglia del Bolton, poi quella del St. Mirren. Insomma: il calcio scozzese lo conosceva già. Nel 2012 torna in Australia: Western Sydney e Melbourne City sono le squadre che gli fanno guadagnare la chiamata del Manchester City, pur con l'intenzione di cederlo in prestito in giro per l'Inghilterra.
Huddersfield e Brighton ne approfittano: gioca in Premier League, acquisisce esperienza, ma l'età avanza. E', però, anche uno dei pilastri della Nazionale australiana, e questo gli permette comunque di rimanere nei radar dei Socceroos, anche quando, i Seagulls lo cedono allo Shanghai Port, nel settembre del 2020. In Cina: decisione difficile.
Trasferirsi lì nel 2020 vuol dire anche fare i conti con le restrizioni da Covid che, a differenza di quelle dell'Europa del periodo, erano parecchio rigide: Mooy tutto questo lo soffre incredibilmente.
"E' stato un periodo difficile per me: in Cina c'erano parecchie restrizioni per il Covid, ma Graham Arnold mi ha chiamato e mi ha detto che mi teneva in considerazione per i Mondiali. Questo mi ha motivato parecchio".
Allo Shanghai non gioca sempre, anzi: quando lo fa non sfigura, ma non è proprio il campionato giusto per brillare. Due stagioni, culminate con la finale di Coppa persa contro il Taishan. A gennaio finisce sostanzialmente anche la sua esperienza in Cina.
Il suo desiderio è andarsene: si allena da solo, in vicino casa sua, poi ha continuato a farlo in un parco a Glasgow. Privatamente, per poter partecipare agli spareggi per le qualificazioni che sono valsi il pass per il Qatar, per l'Australia.
La chiamata del Celtic di Postecoglou, che lo ha allenato nella Naizonale australiana, ha chiuso il cerchio. Dopo essere rimasto fermo per mesi, a fine luglio è in campo contro l'Aberdeen, pur nei dieci minuti finali. Quanto basta per riconciliarlo con l'idea di un calcio che a metà giugno lo ha visto esultare per i Mondiali conquistati e una rinascita compiuta.




