Ansu Fati e Vinicius, i nuovi simboli del Clásico

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Getty Images
Con Messi vicino all'addio, il classe 2002 si prepara a raccogliere il testimone come star del Barcellona. Mentre Vinicius cerca di prendersi il Real.

Ricostruire dalle fondamenta. Questo sta provando a fare il Real Madrid nel dopo-Ronaldo. Se il primo anno è stato contraddistinto da sbandate in campo e fuori, delusioni continue e sconfitte, il secondo ha visto il trionfo in Liga. Nel segno di Karim Benzema, l’ex spalla di Ronaldo, oggi l’étoile. Anche se vicino a lui sta crescendo colui che, secondo molti, potrà essere la nuova grande star dei Blancos: Vinicius Júnior. Vent’anni appena compiuti, studia da volto copertina del Clàsico. Un’etichetta del prezzo da 45 milioni di euro, a neanche diciott’anni. Due anni di apprendistato, tra campo e panchina. Fino a ritagliarsi un posto stabilmente da titolare in questa stagione.

Dall’altra parte della rivalità, al Barcellona, si vive un clima quasi surreale. Il club è cosciente che le probabilità di dire addio a Leo Messi a fine stagione sono molto alte e la situazione finanziaria non  sembra permettere investimenti ingenti a breve termine. Ragion per cui i blaugrana hanno deciso di tornare alle origini: cercare le nuove stelle nella propria Masía. Soluzione che ha portato a costruire, ad esempio, il Barcellona di Guardiola. Certo, facile se della stessa generazione fanno parte Xavi, Iniesta e Messi. Altrettanto facile, però, se ne fa parte anche Ansu Fati, colui che è riconosciuto da tutti come l’erede designato della Pulce.

Per quasi un decennio, il Clásico è stato la sfida tra Messi e Cristiano Ronaldo. Anzi, quasi il contrario: si attendeva più il confronto tra i due migliori calciatori del mondo, prima che Real Madrid contro Barcellona. L’addio di CR7 ha lasciato un vuoto che Benzema ha colmato, ma non potrà farlo ancora per molti anni. Perché, come dicono oltreoceano, “father time is still undefeated”, nessuno può battere il tempo che passa. E a Madrid si sono già messi alla ricerca di un talento in grado di diventare il nuovo simbolo della squadra. Doveva essere Hazard, almeno nell’immediato ma qualcosa è andato storto. E così le speranze di oggi e domani sono ricadute su ‘Vini’.

Tra lui e Ansu Fati ci sono due anni di differenza e due percorsi lontani. Il talento del Barcellona aveva il calcio nel sangue sin da bambino, merito di papà Bori. A sei anni è arrivato in Spagna con tutta la famiglia, seguendo il fratello Braima che aveva firmato per il Siviglia. Due anni più tardi, lo avrebbe raggiunto. Dalla Guinea-Bissau alla Spagna. E poi, a dieci anni, in Catalogna sognando Messi. Quello che oggi lo affianca nell’attacco di Koeman. Nel mentre, ha esordito in prima squadra nemmeno diciassettenne, nella nazionale spagnola da minorenne, diventando il più giovane di sempre a segnare con la Roja. E anche il più giovane a segnare una doppietta nella Liga. Record di precocità da predestinato. E, ancora minorenne, ha vinto il titolo di giocatore del mese di settembre.

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Vinícius, invece, al Real Madrid ci è arrivato appena diciottenne, pagato 45 milioni dal Flamengo. Club nel quale è entrato da piccolo, quando papà lo ha portato a fare un provino. Poi è stato ospite dello zio, che abitava vicino al centro tecnico del Fla. Poteva diventare un giocatore di futsal, poi a dieci anni ha scelto il calcio a undici. Scelta che ha ripagato. A sedici anni ha firmato un contratto da professionista con una clausola da 45 milioni. Con il Real Madrid già in regia nella gestione dei contratti. Lo aspettava da un anno, lo ha abbracciato a giugno 2018. A vent’anni, Vinicius ha già giocato 75 partite con la Camiseta Blanca, segnando 11 goal. Numeri maiuscoli, se  si considera la pressione a cui è sottoposto. Perché ha avuto la ‘sfortuna’ di arrivare nell’estate della partenza di Ronaldo.

Per il brasiliano sarà il quarto Clásico: due li ha vissuti in panchina. Nell’ultimo, lo scorso primo marzo, ha anche segnato la rete dell’1-0 prima che Mariano Díaz timbrasse il raddoppio nel recupero. È anche l’unica vittoria, visto che l’anno precedente ha chiuso con un pareggio e due sconfitte. Fati, invece, contro il Real Madrid ha giocato 16 minuti: sette nell’andata dell’anno scorso, nove del ritorno. Cerca ancora il primo goal. Non c’è occasione migliore del primo da volto copertina. In attesa di raccogliere definitivamente l’eredità di Messi e dare il via a una nuova rivalità nella rivalità.

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