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Amrabat, Kumbulla e Rrahmani: i tre gioielli del Verona dei miracoli

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Ai nastri di partenza della stagione è usuale fare i pronostici sui vari obiettivi, dallo Scudetto alla salvezza: nelle varie griglie di partenza stilate circa un anno fa, il Verona si trovava quasi sempre nelle ultimissime posizioni. Colpa, forse, di una promozione ottenuta sul filo del rasoio dopo una finale playoff palpitante e di un'età media della rosa bassissima che aveva creato più di una perplessità tra gli addetti ai lavori.

E invece con Ivan Juric alla guida tutto è cambiato: le prime impressioni si sono rivelate errate col passare delle giornate e col fluire del bel gioco offerto dalla formazione scaligera, sicuramente tra le sorprese più belle e interessanti di questo campionato. Mentalità positiva e pochi tocchi per imbastire l'azione offensiva, manovra sviluppata in gran parte sulle fasce per sfruttare le galoppate degli esterni: il 3-4-2-1 del tecnico croato è una manna dal cielo per i cultori del bello, per gli esteti che amano una proposta intraprendente.

In questo schieramento hanno trovato spazio, in particolare, tre giocatori che in precedenza potevano considerarsi sconosciuti ai più: Marash Kumbulla e Amir Rrahmani in difesa, Sofyan Amrabat a centrocampo. Spina dorsale di una squadra che spesso e volentieri ha reso dura la vita alle grandi (la sconfitta della Juventus al 'Bentegodi' ne è la prova) cercando a sua volta di esibirsi da grande per coronare il sogno della qualificazione in Europa League che sarebbe accolta come uno Scudetto.

AMRABAT, IL CERVELLO PENSANTE DEL VERONA

Sofyan Amrabat - Hellas VeronaGetty

Per funzionare correttamente, il corpo umano ha bisogno di un organo che coordini tutte le azioni e i movimenti nei minimi dettagli: il cervello, che in una squadra di calcio può essere associato al centrocampo, reparto cruciale da cui passano le possibilità di successo. Ebbene, nel caso del Verona, il cervello in questione non può che essere rappresentato da Sofyan Amrabat, geometra e direttore d'orchestra della zona mediana.

Il suo valore si è innalzato alle stelle nel giro di pochi mesi: l'Hellas lo ha dapprima riscattato ad una cifra irrisoria (3,5 milioni) dal Club Brugge, per poi cederlo a gennaio a titolo definitivo alla Fiorentina che per lui ha sborsato 20 milioni più 1,5 di bonus, strappandolo alla concorrenza del Napoli che non aveva trovato un accordo con l'entourage del marocchino che resterà in Veneto fino al termine della stagione.

Una plusvalenza nettissima per le casse, un capolavoro a firma del ds Tony D'Amico, che con i suoi 39 anni è il più giovane ad operare in Serie A con tale ruolo: è grazie a lui se il Verona, nel prossimo futuro, potrà contare su un tesoretto prezioso da reinvestire per scovare nuovi talenti e valorizzarli, un po' come avveniva in passato in società del calibro dell'Udinese.

KUMBULLA, PER LUI E' DERBY D'ITALIA SUL MERCATO

Verona celebrates Kumbulla SampdoriaGetty Images

Per il centrale difensivo albanese con cittadinanza italiana (è nato a Peschiera del Garda nel 2000) il Verona non ha dovuto compiere sforzi economici: Kumbulla, infatti, è cresciuto nel settore giovanile scaligero in cui entrò a far parte a soli 8 anni, per poi fare tutta la trafila fino ad esordire con la prima squadra la scorsa stagione (appena 2 presenze totali).

L'arrivo di Juric gli ha totalmente cambiato la vita: titolare inamovibile fin da inizio campionato, si è tolto la soddisfazione di segnare la sua prima rete in Serie A il 5 ottobre 2019 nel 2-0 inflitto alla Sampdoria. In realtà i goal sarebbero due, se solo dei miseri centimetri non gli avessero tolto la gioia della marcatura personale nel match vinto in casa contro la Juventus.

Forse è stata proprio quella partita a fare innamorare i bianconeri di Kumbulla, per il quale è prevista una battaglia di mercato tra colossi con l'Inter: i nerazzurri hanno mostrato l'interesse maggiore e per ora possono ritenersi in vantaggio, ma occhio ad un rilancio dei campioni d'Italia e della Lazio, altro club che nel recente passato ha chiesto informazioni al presidente Setti.

RRAHMANI, IL DIFENSORE COL NAPOLI NEL FUTURO

Amir Rrahmani KosovoGetty

Al pari di Amrabat, anche Rrahmani sa già che nel suo futuro non ci sarà più il Verona: nel 2020/2021 giocherà al Napoli che per lui si è spinto ad offrire 14 milioni più 1,5 di bonus, mentre per il giocatore è pronto un quinquennale da 1,8 milioni a stagione.

Altro giro, altra plusvalenza per l'Hellas, che dodici mesi fa lo aveva prelevato dalla Dinamo Zagabria per poco più di 2 milioni, cifra irrisoria se si considera l'evoluzione tecnica e tattica fatta registrare dal ragazzo con l'approdo in Serie A.

Dal 2016 gioca con la nazionale del Kosovo dopo aver ricevuto il via libera dalla FIFA avendo, in precedenza già disputato due incontri con l'Albania. Nel 2019 è diventato capitano della giovane selezione balcanica che sogna addirittura la qualificazione agli Europei in programma nel 2021: l'appuntamento con la storia è la semifinale del playoff contro la Macedonia del Nord, oltre all'eventuale finale contro una tra Georgia e Bielorussia. Un'impresa che potrebbe essere sancita proprio nel segno di Rrahmani.

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