Alla lettura delle formazioni iniziali di Viktoria Plzen-Inter in molti hanno sorto il naso per la decisione di Simone Inzaghi di schierare dal primo minuto Francesco Acerbi: miscredenti. Scettici.
Il copione della gara sin da subito ha consegnato un'ottima impressione poi rispettata e ripagata dai fatti: al debutto assoluto con la maglia nerazzurra Acerbi ha lanciato segnali importanti. Forse anche di più.
Sicuro nelle uscite, autoritario nella gestione della linea: non era facile, posto al centro della difesa a tre completata da Skriniar e Bastoni. Ed è una buona notizia, in primis per Inzaghi, che si trova a disposizione un giocatore che può tornargli utile e che può rivelarsi un pilastro del reparto difensivo.
Al resto risponderà ovviamente in campo, come ha fatto con le critiche e lo scetticismo generale: il suo passato al Milan non si cancella, ma conta poco quando poi inizia la partita.
Dalle sue parti non sono mai riusciti a passare, gli attaccanti del Viktoria Plzen, frenati dal muro eretto da Acerbi e compagni: sorprende anche la personalità nell'impostazione, soprattutto per il periodo di stacco dall'ultima partita ufficiale.
"Sembravo un veterano dell'Inter? Non sono timido, i compagni mi hanno accolto benissimo. Non sono qua a fare la comparsa o a fare il timido: devo essere me stesso ed entro in campo come se fossi qui da tempo".
Dichiarazioni precise, quelle rilasciate ai microfoni di Sky. Segno che Acerbi all'Inter non è di passaggio e neanche un affare last minute, "fatto" per completare il reparto. Ma tanto altro.




