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Henry, il no al Real Madrid e i 40 milioni del City: 7 cose da sapere su Kylian Mbappé

08:48 CET 20/12/20
Kylian Mbappé PSG
Dal soprannome alla verità sul suo mancato approdo al Real Madrid: curiosità e retroscena su Kylian Mbappé

GLI ESORDI DA MBAPPÉ... LOTTIN

Il suo nome completo è Kylian Sanmi (abbreviazione di Adesanmi, che in lingua yoruba significa "la corona è adatta a me") Mbappé Lottin. Agli esordi era pratica diffusa tra i media e gli addetti ai lavori chiamare Kylian con il suo cognome per esteso, Mbappé Lottin, come compare anche su FIFA 16, prima edizione in cui è stato inserito l'allora talento del Monaco. Dopo il boom in Champions League è diventato per tutti semplicemente Kylian Mbappé.

UNA FAMIGLIA DI SPORTIVI

Famiglia di sportivi quella di Kylian, nato a Bondy, comune Parigi, il 20 Dicembre 1998: papà Wilfried, di origini camerunesi, è un allenatore di calcio, la mamma Fayza è un'ex giocatrice di pallamano. Ma Kylian ha anche un fratello adottivo che gioca da professionistra in Arabia Saudita: è Jires Kembo-Ekoko, 32enne centrocampista ex Bursaspor, attualmente svincolato, adottato dal padre di Mbappé in età adolescenziale. 

I SOPRANNOMI

Il soprannome più noto di Kylian è 'Donatello', affibiatogli dai compagni del PSG per la presunta somiglianza con una delle celebri Tartarughe Ninja. Ma Mbappé ancor prima era stato ribattezzato "Mbebé", a Clarefontaine, o "Bip-Bip", dal brasiliano Jemerson, suo ex compagno di squadra ai tempi del Monaco, per la sua velocità supersonica. E in Nazionale Kylian viene chiamato anche "Razmoket", nome con il quale è conosciuta in Francia la serie televisiva animata 'I Rugrats'.

NO AL REAL DI ZIDANE

A dicembre del 2012 Mbappé viene invitato a Madrid per un provino, dopo aver impressionato gli osservatori dei Blancos in un match a Clairefontaine, il centro di formazione federale francese. "Era la settimana del suo 14° compleanno e siamo andati lì non per parlare del suo futuro ma per fare un regalo a Kylian, che è tifoso del Real Madrid sin da piccolo" , ha raccontato la mamma Fayza. Ad accogliere Mbappé nel suo primo giorno di allenamento a Madrid è Zinedine Zidane in persona:  "Ero un bambino che ascoltava parlare il miglior calciatore francese nella storia del calcio - il ricordo di Kylian - Fu un grande momento, ma non se ne fece nulla. Volevo rimanere in Francia".

BEFFA CITY: QUEI 40 MILIONI...

Agli ottavi di Champions League del 2017 ha fatto ammattire il Manchester City, che nell'estate del 2016 era stato vicinissimo a Mbappé: Guardiola, dopo i colpi Sané e Gabriel Jesus, voleva completare con il talentino francese il suo tridente del futuro, arrivando ad offrire 40 milioni per un ragazzo che aveva alle spalle soltanto una manciata di presenza in Ligue 1 e uno spezzone in Europa League. Una cifra da big, rifiutata però dal Monaco, che ha capito ben presto di avere tra le mani un potenziale top player...

UNA MACCHINA DA RECORD

Nelle sue prime due stagioni da professionista Kylian ha stracciato record su record: è diventato, nel dicembre del 2015, il più giovane esordiente della storia del Monaco e, andando a segno il 20 Febbraio 2016 nel match contro il Troyes, all'età di 16 anni e 92 giorni, ha sfilato a Henry il primato quale più giovane marcatore della storia del club. Con il goal firmato all'Etihad contro il Manchester City, nella sua prima da titolare in Champions League, è diventato il secondo più giovane marcatore francese della storia della massima competizione europea, alle spalle del solo Benzema. 

IDOLO CR7, MODELLO HENRY

Il suo idolo è Cristiano Ronaldo, è stato accostato anche a Martial e Robinho, ma il paragone che accompagna Mbappé sin dagli esordi è quello con Thierry Henry. Un confronto corroborato dalle parole di Arsene Wenger, che di Henry è stato il 'padrino' calcistico e che in passato ha cercato di portare all'Arsenal quello che è considerato il degno erede di Titì: "Mbappé è come Henry, ha qualità simili, il talento e il potenziale sono simili. E' un ragazzo 'elettrico', sa dribblare ed essere efficace. Può essere il nuovo Henry".  Lo stesso Henry negli anni scorsi ha dato la sua 'benedizione': "Ha qualcosa di speciale, bisogna essere onesti. Se mantiene la testa sulle spalle può arrivare lontano".