Due goal, gli applausi scroscianti di un pubblico che non aveva ancora convinto, tre punti consegnati al Milan con uno spunto personale fatto di forza, tecnica e caparbietà: in una la parola (in croato), osveta. La domenica di Ante Rebic si può racchiudere con un termine, che in italiano significa esattamente rivincita, vendetta.
Dopo otto presenze accompagnate da un enorme punto di domanda, il croato ha finalmente dimostrato cosa ha spinto Boban e Maldini a scommettere su di lui in estate, nello scambio che ha portato André Silva all'Eintracht Francoforte. Si erano visti segnali incoraggianti già in Coppa Italia contro la SPAL ma Milan-Udinese ha consegnato a Pioli un uomo nuovo, rinfrancato dalla doppietta ma soprattutto dal nuovo vestito del Diavolo, che sembra poter esaltare le sue caratteristiche.
GettyIl passaggio al 4-4-2 può esaltare le doti di Rebic, che per capacità aerobiche sembra essere l'esterno ideale per un modulo che richiede grande tenuta atletica e spirito di sacrificio. Partendo da più lontano rispetto alla posizione abituale occupata nel 4-3-3, il croato può 'uscire' dai radar e riapparire in area sfruttando il timing dimostrato in occasione del primo goal messo a segno contro l'Udinese. Ma Ante, come sottolineato anche da Pioli, può giocare benissimo anche da seconda punta, ruolo interpretato nella sfida di Coppa Italia contro la SPAL.
Una risorsa che può tornare utilissima al Milan in questo girone di ritorno, con i rossoneri a caccia di un posto che vale l'Europa. E pensare che Rebic fino a pochi giorni fa sembrava destinato ad un ritorno anticipato all'Eintracht: d'altronde, se si esclude l'ingresso nel finale della sfida contro il Cagliari, l'ultima presenza del numero 18 risaliva alla gara contro il Napoli del 23 Novembre. Adesso però la situazione è totalmente cambiata: trasferimento da escludere, per Pioli un rinforzo quasi inatteso...


