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Lookman dal PSG al PSG: 13 mesi dopo l'Atalanta è di nuovo al punto di partenza

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13 mesi dopo, sembra che il tempo si sia fermato. Eppure ne è passata di acqua sotto i ponti di Ademola Lookman e dell'Atalanta. E del resto no, il tempo non si è fermato: è trascorso, appunto, un anno e passa.

13 mesi fa, il mal di pancia di Lookman irrompeva in tutta la propria forza. Erano i tempi dell'approccio del PSG, un approccio da far girare la testa e da far venire certi pensieri anche prima, molto prima, che la squadra di Luis Enrique diventasse la più forte d'Europa.

L'Atalanta e il PSG si ritroveranno domani sera, ma non in sede di mercato: in campo, per l'esordio di entrambe nel girone di Champions League. Lookman ha deciso di dare forfait, così come aveva fatto 13 mesi fa. Segno che, appunto, da allora non è cambiato nulla.

  • LE AVANCES DEL PSG

    Tutto è nato attorno alla metà di agosto 2024. I giorni dell'infinita trattativa con la Juventus per Teun Koopmeiners, i giorni di una Supercoppa Europea da giocare contro il Real Madrid, i giorni di un esordio in campionato da preparare.

    L'Atalanta, insomma, stava entrando nella nuova stagione in mezzo al caos. Koopmeiners sarebbe stato effettivamente ceduto alla Juventus, anche se proprio in extremis, ma il timore a Bergamo era quello di perdere anche Lookman. Un timore che, a un certo punto, era diventato più reale che mai.

    Il PSG ha dato segnali di un interessamento per Lookman e tanto è bastato perché il nigeriano chiedesse di non essere convocato per la gara di Lecce, la prima della Serie A. Ma un'offerta ufficiale da parte dei parigini, che pure erano alle prese con un grave infortunio capitato a Gonçalo Ramos e sempre sulle tracce di Victor Osimhen, non è mai arrivata.

    Morale della favola: il PSG ha fatto marcia indietro, Lookman si è messo il cuore in pace ed è tornato a disposizione di Gian Piero Gasperini. Pian piano ha rimesso minuti nelle gambe, si è ripreso il posto da titolare, ha cominciato a giocare bene e a segnare. E ha confezionato una stagione individualmente e collettivamente strepitosa.

  • 13 MESI DOPO

    13 mesi dopo, Lookman e l'Atalanta sono ancora ai ferri corti. Stavolta è l'Inter ad aver fatto girare la testa all'ex attaccante di Lipsia e Leicester, ma come nel caso del PSG ogni clamore è scoppiato come una bolla di sapone.

    Lookman avrebbe voluto lasciare Bergamo per andare a Milano. Ma l'Atalanta, inflessibile sul fatto che un'eventuale cessione sarebbe avvenuta solo all'estero, non lo ha accontentato. Il giocatore se l'è legata al dito, ha fatto partire una guerra social e non solo, non si è più ripresentato agli allenamenti. A parte un lavoro individuale, nel gruppo di Ivan Juric non è mai entrato.

    L'Atalanta ha provato a cavarsela senza di lui nelle prime partite del campionato, ha balbettato contro Pisa e Udinese, finalmente ha conquistato una vittoria convincente battendo il Lecce domenica. Ma ora viene il bello. O il brutto, a seconda dei punti di vista. Perché andare a Parigi senza il proprio calciatore principale è roba da far tremare i polsi.

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  • "VOGLIO UN'APPARTENENZA DIVERSA"

    L'assenza di Lookman al Parco dei Principi era già stata preannunciata domenica pomeriggio proprio da Juric. Semplice, diretto, chiaro, com'è nel carattere dell'ex allenatore di Torino e Roma.

    "Potremmo vedere Lookman a Parigi? No, penso di no. Come ho detto la situazione non è bella ed è spiacevole. Lui ha dato tanto all'Atalanta, l'Atalanta magari ancora di più a lui. In questo momento abbiamo bisogno di ragazzi che siano 'dentro', che difendano bene la maglia, che vogliono crescere. In questo momento andiamo avanti così, poi si vedrà".

    Lo stesso Juric aveva già lanciato una discreta stoccata a Lookman il giorno prima, parlando in conferenza stampa:

    "Si tratta di una situazione veramente spiacevole, bruttina, quello che io sento e che abbiamo bisogno di altre cose, di spirito, lotta e umiltà, di sentire la maglia. Voglio altre cose, un'appartenenza diversa. Andremo avanti così".

    Parole, quelle pronunciate a più riprese dal tecnico, a cui nelle stesse ore ha fatto eco quelle dell'amministratore delegato atalantino Luca Percassi prima di Atalanta-Lecce:

    "Sappiamo quanto sia importante Ademola Lookman per la squadra, ma l'Atalanta per rispettare i suoi principi ha bisogno di giocatori concentrati al cento per cento sulla nostra maglia: di qui la scelta di non convocarlo".

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  • FUTURO NEBULOSO

    Il tratto in comune con i giorni turbolenti di agosto 2024 è che l'Atalanta si ritrova a dover gestire il mal di pancia di Lookman. La grande differenza, invece, è una: oggi non si vedono all'orizzonte i margini per una riconciliazione.

    Lookman, diversamente da un anno fa, ha deciso di andare dritto per la propria strada. Dopo il mancato trasferimento al PSG ha ricevuto rassicurazioni - a suo dire - su una cessione quest'anno, ma l'Atalanta ha sempre spiegato e ribadito che non avrebbe lasciato partire il proprio gioiello verso un'altra squadra italiana. Di qui la scelta di rispedire al mittente tutti gli approcci verbali e ufficiali dell'Inter.

    Cosa proporrà il futuro? Ancora non lo sa nessuno. Ed è questo a tenere sulle spine l'ambiente atalantino. Lookman rischia di perdere almeno mezza stagione senza giocare, in attesa di gennaio, e Juric dovrà fare con quel che ha in attacco. L'ironia della situazione è che tutto è nato proprio col PSG: la stessa squadra che domani sera terrà a battesimo in Europa una Dea ancora una volta monca.

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