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Marcus ThuramGetty Images

Le rimonte subite dall'Inter diventano troppe: cosa c'è dietro il calo dei nerazzurri nei finali di gara

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Nessun processo, nessun dramma. L'Inter era e resta la favorita per lo Scudetto ed è ancora in piena corsa su tre fronti.

Di certo però i due punti buttati via a Parma fanno rumore e alla fine potrebbero anche risultare decisivi nel duello col Napoli.


Certo gli azzurri dovranno vincere sul campo del Bologna per avvicinarsi in classifica, ma intanto per due giorni non avranno la pressione di trovarsi l'Inter a +6.

A preoccupare, più che il mezzo passo falso del 'Tardini', è l'evidente calo dei nerazzurri nei finali di partita e la tendenza a staccare la spina troppo presto.

Una tendenza già evidenziata più volte in questa stagione dall'Inter costata, tra le altre cose, anche la Supercoppa Italiana.

  • INTER INCEROTTATA

    L'Inter, è bene ricordarlo, si è presentata a Parma in condizioni non ottimali.

    Barella, ovvero il miglior centrocampista nerazzurro di questa stagione per distacco, era squalificato. Dumfries ne avrà ancora per un bel po'.

    Ma anche la difesa e soprattutto l'attacco erano incerottati, con un Lautaro Martinez ancora a mezzo servizio dopo l'infortunio e un Marcus Thuram evidentemente spremuto dai troppi impegni.

    Se poi le seconde linee non offrono lo stesso apporto dei titolari, ecco che il quadro è completo.

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  • LA RIMONTA DI PARMA

    Di certo però la partita per l'Inter al 'Tardini' si era messa bene, anzi benissimo. Forse anche oltre i reali meriti nerazzurri.

    La squadra di Inzaghi, peraltro in tribuna perché squalificato, ha rischiato molto anche nel primo tempo venendo salvata dal solito Sommer.

    Poi la rete di Darmian e il gollonzo di Thuram avevano comunque permesso all'Inter di chiudere il primo tempo col doppio vantaggio.

    Un risultato sprecato dai nerazzurri nel giro di una manciata di minuti nella ripresa, con la squadra rivoluzionata dai cambi ed incapace di rendersi realmente pericolosa dalle parti di Suzuki.

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  • UNA BRUTTA ABITUDINE

    Nessun allarme, dicevamo, ma le rimonte subite iniziano a diventare una pericolosa abitudine per l'Inter in questa stagione.

    La squadra di Inzaghi, in realtà, aveva rischiato anche nell'ultimo turno contro l'Udinese quando nel finale di gara solo un grande Sommer aveva negato il pareggio ai friulani.

    L'Inter si era invece fatta rimontare nel big-match di Napoli, ma il problema viene da lontano: già ad agosto, infatti, i nerazzurri sprecarono il vantaggio sul campo del Genoa facendosi riprendere in pieno recupero.

    Per non parlare di Inter-Juventus, quando sul 4-2 e con la partita in totale controllo, la formazione di Inzaghi si fece rimontare dalla doppietta di Yildiz.

    La rimonta più clamorosa però resta forse quella subita nella finale della Supercoppa Italiana contro il Milan, quando l'Inter era in vantaggio 2-0 all'inizio del secondo tempo.

  • CALO FISICO E CONCENTRAZIONE

    Ma cosa c'è dietro le rimonte subite dall'Inter?

    "Nel secondo tempo è cambiato tutto, anche l'atteggiamento di un'Inter meno aggressiva. Probabilmente pensavano di averla già chiusa, ci hanno permesso di guadagnare campo creando qualcosina in più" ha ammesso Chivu al termine della partita.

    Di certo qualcuno a Parma ha staccato la spina troppo presto, forse pensando già alla super sfida di martedì sera contro il Bayern Monaco in Champions League.

    E non può essere un caso che nella stessa giornata anche Arsenal e Barcellona non abbiano vinto, mentre il Real Madrid ha addirittura perso in casa contro il Valencia quindicesimo.

    L'impegno europeo insomma pesa, nelle gambe ma soprattutto nella testa. Se a questo si aggiunge la condizione fisica non ottimale di alcuni giocatori e la necessità di dosare le energie, ecco che il quadro è completo.

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