La Juventus sfiora il baratro, ma è brava a rialzarsi nella ripresa e poi dilagare 4-1 contro l’Empoli. Dallo spavento all’ennesima prova che può rappresentare una svolta.
Una reazione dopo le due sconfitte consecutive, una prova di orgoglio, un impatto con il match gagliardo. Alla voce aspettative disattese c’è il primo tempo della Juventus contro l’Empoli; a beffa del destino, invece, la foto di De Sciglio che chiede scusa dopo aver segnato, al 4’ di testa sfruttando una dormita della difesa bianconera, il goal del vantaggio toscano. La squadra di Thiago Motta sembra uscire dal piumone tra il 23’ – quando Nico Gonzalez prova una semi rovesciata da figurine Panini -, fino al 30’ quando Koopmeiners colpisce a botta sicura in area ma prende McKennie. Ma è solo un falso allarme: per il resto, la compagine di D’Aversa non va in affanno, gestisce e ogni tanto si fa vedere in avanti.
La sveglia definitiva, quella che ti fa alzare di scatto e ti accorgi che sei tremendamente in ritardo, arriva nella ripresa. La Juventus è un’altra squadra, alza il ritmo, a volte è più organizzata, molte altre attacca a testa bassa e si affida alle giocate dei singoli. Prima ci prova Nico Gonzalez due volte di testa, poi è Kolo Muani a diventare protagonista: al 60’ sfrutta un lancio di Koopmeiners per il pari, poi è fortunato a deviare un tiro di Weah. Sull’azione del 2-1, da segnalare la giocata di Yildiz che va via con una veronica. Lampi di bellezza in un pomeriggio durante il quale rischiavano di addensarsi nuvoli neri sopra Torino. Dulcis in fundo: la chiude Vlahovic con una bordata dalla distanza; prima non esulta, poi dedica la rete ai tifosi. C’è spazio anche per il 4-1 di Conceiçao.




