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Dybala Ramsey Inter JuventusGetty/GOAL

Inter-Juventus, l'ultima sfida Scudetto: Dybala e Ramsey in un clima surreale

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Derby d'Italia dal sapore di Scudetto. La grande classica del calcio italiano torna ad assegnare un pezzetto di tricolore. Non certo la prima volta. E quasi sicuramente neppure l'ultima.

Inter-Juventus però non era così decisiva per l'altissima classifica da almeno quattro anni, quando la sfida venne vinta dai bianconeri in modo abbastanza netto.

Una situazione decisamente particolare, quella vissuta l'8 marzo 2020. In un Allianz Stadium desolatamente vuoto, a poche ore dallo stop al calcio imposto dalla pandemia che avrebbe sconvolto le nostre vite per sempre.

  • QUANTI INCROCI

    In realtà, allora, la situazione di classifica era parecchio diversa da quella attuale. La vera antagonista della Juventus per lo Scudetto infatti si chiamava Lazio, ma sulla panchina biancoceleste sedeva proprio Simone Inzaghi, ovvero l'attuale allenatore dell'Inter.

    I nerazzurri, invece, erano guidati da Antonio Conte, ex bandiera bianconera che Marotta aveva scelto per aprire un ciclo vincente ad Appiano Gentile.

    La Juventus, allenata da Maurizio Sarri (oggi alla Lazio), arriva alla sfida dietro ai biancocelesti ma con sei punti di vantaggio sull'Inter, che però ha una partita da recuperare contro la Sampdoria.

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  • LO STADIO VUOTO

    Juventus-Inter quell'8 marzo 2020 si gioca in un Allianz Stadium completamente deserto per le disposizioni del Governo sul contrasto all'epidemia Covid che ha già colpito il mondo intero.

    ''E' una situazione sicuramente surreale, il pubblico è una componente fondamentale del calcio, senza pubblico si sminuiscono le emozioni. Ma c'è un decreto legge molto chiaro che vale fino a domenica a mezzanotte, il giocare a porte chiuse è una cosa forzata ma la tutela dei cittadini va salvaguardata. Accettiamo seppur a malincuore queste decisioni'', spiega allora Marotta ai microfoni di 'Sky Sport'.

    Poche ore dopo il calcio verrà definitivamente fermato, così come tutte le altre attività del Paese.

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  • LA PARTITA

    Sarri schiera Douglas Costa nel tridente con Cristiano Ronaldo e Higuain lasciando inizialmente in panchina Paulo Dybala, resta fuori anche Pjanic che viene sostituito in regia da Rodrigo Bentancur. In difesa Bonucci e De Ligt davanti a Szczesny con Cuadrado terzino destro. Le mezzali sono Ramsey e Matuidi.

    Proprio il gallese, sempre molto discusso per un rendimento decisamente sotto le aspettative, sarà il grande protagonista di una serata surreale sbloccando il risultato in avvio di ripresa. Nel finale Dybala, subentrato al posto di Douglas Costa, chiuderà la partita con una magia che non lascia scampo ad Handanovic.

    Anche l'Inter, ovviamente, era molto diversa da quella attuale con Bastoni, Barella e Lautaro Martinez unici superstiti dell'undici titolare. In campo, tra gli altri, Candreva, Vecino, Brozovic, Young e Lukaku. Oggi tutti lontani da Milano.

    IL TABELLINO

    JUVENTUS-INTER 2-0

    Marcatori: 54′ Ramsey, 67′ Dybala

    JUVENTUS (4-3-3): Szczesny; Cuadrado, De Ligt, Bonucci, Alex Sandro (77′ De Sciglio); Bentancur, Ramsey, Matuidi; Douglas Costa (59′ Dybala), Higuain (80′ Bernardeschi), Ronaldo. All. Sarri

    INTER (3-5-2): Handanovic; Skriniar, De Vrij, Bastoni; Candreva (74′ Gagliardini), Vecino, Brozovic, Barella (59′ Eriksen), Young; Lukaku (76′ Sanchez), Lautaro Martinez. All. Conte

    Ammoniti: Skriniar, Vecino, Brozovic, Ronaldo

    Espulsi: Padelli dalla panchina al 79′ per proteste

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  • L'ULTIMO SCUDETTO

    Quella vittoria, di fatto, permette alla Juventus di riprendersi la vetta della classifica ai danni della Lazio e tenerla durante il lungo periodo del lockdown mentre l'Inter scivola a -9, seppure con una partita in meno.

    Quando si riprende, i bianconeri riescono a restare in testa fino alla fine conquistando l'ultimo dei nove Scudetti consecutivi. Il primo della carriera di Maurizio Sarri, che verrà comunque esonerato al termine della stagione con Agnelli che decide di puntare su Andrea Pirlo.

    L'Inter invece, proprio in quella stagione maledetta, costruisce le basi per tornare a vincere e scucire il tricolore dalle maglie della Juventus. Cosa che accadrà un anno più tardi, sempre sotto la guida di Antonio Conte.

    Un successo che di fatto pone le basi per l'Inter di oggi, capace di vincere Coppe Italia e Supercoppe Italiane in serie oltre a raggiungere una finale di Champions League. Mentre alla Juventus, dalla dirigenza al campo, è cambiato quasi tutto.

    La rivalità tra le due squadre, invece, resta. Eterna e immutabile. Bentornato Derby d'Italia.

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