Pubblicità
Pubblicità
Questa pagina contiene link di affiliazione. Quando acquisti tramite i link forniti, potremmo guadagnare una commissione.
Allegri Milan gfxGOAL

Cos'è cambiato nel Milan: due partite senza prendere goal, zero tiri in porta subiti contro il Bologna

Pubblicità

Che il Milan abbia vinto la seconda partita di fila in campionato non è una novità, è già accaduto e accadrà molte altre volte ancora. Ma che lo abbia fatto tenendo la propria porta inviolata è un fatto da tenere in considerazione.

La squadra di Massimiliano Allegri ha battuto 1-0 il Bologna nel posticipo domenicale, e lo ha fatto in maniera meritata. Non foss'altro perché quasi mai i felsinei sono stati capaci di trovare il bandolo della matassa dal punto di vista offensivo, di spaventare Maignan e poi Terracciano. Né tantomeno, naturalmente, di andare a segno.


Questa, oltre alla prestazione monstre di Luka Modric e alla prima rete del centrocampista croato nel nostro campionato, è la grande notizia della serata del Milan: una ritrovata solidità. Il che, forse, fa ben sperare in maniera addirittura superiore.

  • ZERO TIRI IN PORTA SUBITI

    Zero è il numero dei tiri in porta effettuati dal Bologna durante i 90 minuti (più recupero) della gara del Meazza. Nel conteggio non può essere inserito il goal annullato nel primo tempo a Cambiaghi, partito in posizione di evidente fuorigioco al momento di calciare alle spalle di Maignan.

    La squadra di Vincenzo Italiano ha giocato tutto sommato con pericolosità, ma pericolosità ha fatto rima con sterilità. E così, in pratica, il francese e poi Terracciano dopo l'infortunio del titolare non hanno praticamente mai sudato.

  • Pubblicità
  • ALLEGRISMO

    Già Sergio Conceiçao, abbandonando il 4-2-3-1 e passando alla difesa a tre nel finale del 2024/25, aveva provato a porre rimedio ai costanti problemi difensivi del Milan. E del resto qualcosina si era visto: i rossoneri avevano tenuto chiusa la porta quattro volte nell'ultimo mese stagionale. Non nella partita più importante, però: la finale dell'Olimpico proprio contro il Bologna.

    Allegri è arrivato, ha dato la sensazione di partire col 4-3-3 e invece si è allo stesso modo affidato alla coperta di Linus della difesa a tre, sorprendendo pure l'assetto dirigenziale e costringendolo a un cambio di rotta sul mercato, come ammesso candidamente dal direttore sportivo Igli Tare. Chiamatelo Allegrismo, chiamatelo quello che volete: è semplicemente il desiderio di fare con quel che si ha a disposizione.

    "Era importante vincere e non subire goal per la seconda partita consecutiva - ha ammesso il tecnico a DAZN dopo la partita - Abbiamo saputo soffrire e restare uniti nei momenti di difficoltà. Il gruppo è straordinario, lavora duro e non si lamenta. Tutti abbiamo l'obiettivo di tornare a giocare la Champions. Non bisogna esaltarsi dopo la vittoria di stasera, non è facile, bisogna continuare a lavorare e migliorare"

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • LA CRESCITA INDIVIDUALE

    Detta come deve essere detta: se il centrocampo del Milan è oggettivamente di alto livello, la sua difesa è considerata l'anello debole della catena. E forse è anche per questo che chi scende in campo sta dando quel qualcosa in più, con la volontà di smentire critiche e critici.

    Tutti e quattro i centrali difensivi utilizzati da Allegri contro il Bologna hanno risposto presente: Tomori si è fatto ammonire dopo 18 minuti senza essere condizionato dal cartellino, Gabbia ha tenuto in consegna Castro come aveva fatto con l'ex compagno Camarda e poi con Stulic prima della sosta, Pavlovic ha mostrato a sua volta solidità prima di fermarsi per un guaio fisico. E pure De Winter, all'esordio, non ha tremato per l'emozione.

    È una crescita individuale che va di pari passo con quella collettiva. Perché il singolo conta, ma la squadra conta di più. E non solo nella visione di Allegri.

  • ENJOYED THIS STORY?

    Add GOAL.com as a preferred source on Google to see more of our reporting

  • Contro il Bologna, così come a Lecce, è apparsa infatti evidente la compattezza del Milan tra tutti i reparti. Non solo la difesa, dunque: dal centrocampo all'attacco, compreso un Santi Gimenez bisognoso di ritrovare fiducia, il lavoro di copertura è stato di squadra.

    “Oggi, ma anche a Lecce, abbiamo dato risposte positive in primis a noi stessi - ha detto Matteo Gabbia a DAZN nel post partita - Abbiamo lavorato veramente da squadra. Ci tengo a fare i complimenti a Santi, a Loftus, a Pulisic. Da davanti ci hanno dato una mano con un pressing feroce che ci ha agevolato la vita dietro. È davvero un lavoro di squadra, il mister spinge su questo e sta martellando ogni giorno. Noi abbiamo voglia di migliorare e di spingerci sempre più in là”.

    Il segreto del nuovo Milan è proprio questo: una maggiore unità di squadra dal punto di vista tattico. Il che si traduce in minori occasioni per gli avversari, il che spesso si traduce in maggiori vittorie. Come contro Lecce e Bologna. Le ambizioni, dopo una stagione da dimenticare, si possono costruire anche così.

  • Pubblicità
    Pubblicità
0