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Kean Retegui Italia EstoniaGetty Images

Come cambierà l'Italia contro Israele: solo uno tra Kean e Retegui, un centrocampista in più?

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Esperimento riuscito. Nella notte in cui Rino Gattuso ha bagnato il proprio debutto da commissario tecnico dell'Italia con una vittoria finalmente rotonda e convincente contro l'Estonia, la strana disposizione con due centravanti ha funzionato.

Niente Moise Kean o Mateo Retegui: spazio a Moise Kean e Mateo Retegui. Insieme. Spazzando dunque via il ballottaggio che pareva resistere alla vigilia e sacrificando Giacomo Raspadori, poi entrato in campo nel secondo tempo per partecipare alla goleada.


Il paradosso, se così si può chiamare, è però servito: Kean e Retegui hanno fatto benissimo, ma difficilmente verranno ripetuti troppo spesso in coppia. E probabilmente non verranno riproposti insieme già da lunedì, contro Israele, altra gara fondamentale nel cammino che - si spera - porterà verso i Mondiali.

  • RETEGUI MVP

    Retegui, nello stadio in cui è stato re per una stagione e in cui ha costruito gran parte delle fortune che lo hanno fatto diventare capocannoniere della Serie A, si è esaltato. Specialmente in una ripresa che lo ha visto diventare protagonista assoluto.

    Se nel primo tempo l'italo-argentino ha colpito una traversa e mandato Kean al tiro, nel secondo ha segnato due volte: la prima con un destro radente e imparabile dal limite dell'area e la seconda con un colpo di testa ravvicinato, pure questo non parabile dal pur gagliardo portiere estone Hein.

    Retegui, insomma, non ha perso il vizio realizzativo dopo il trasferimento dall'Atalanta all'Al Qadsiah. Come ha del resto dimostrato anche nella gara del proprio esordio nel campionato saudita, in cui ha messo a segno una doppietta.

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  • IL RISCATTO DI KEAN

    Quanto a Kean, il centravanti viola si è riscattato: nel primo tempo ha messo in difficoltà la difesa dell'Estonia, ha mandato al tiro Politano, ma quel piattone alto da posizione ideale sul finire della prima frazione sarebbe potuto costare carissimo.

    Anche per lui, come per Retegui, tutto è cambiato nella ripresa. Il colpo di testa vincente del 58', non a caso proprio su assist del collega, ha aperto le danze. Quindi un palo colpito pochi secondi più tardi al termine di un'altra azione travolgente. Insomma, l'ex bianconero c'è. Si sta finalmente tenendo stretta l'Italia, ha tutta l'intenzione di diventarne un perno.

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  • MA CONTRO ISRAELE..

    E allora, perché lunedì sera in Ungheria la coppia Kean-Retegui non dovrebbe essere riproposta? Semplicemente perché Israele non è l'Estonia. Tradotto: si tratta di un avversario di livello superiore, anche se a sua volta non paragonabile alla Norvegia.

    A spiegarlo è stato lo stesso Gattuso, che parlando alla Rai dopo il 90' della gara di Bergamo ha trattato anche questo tema: la soluzione del doppio centravanti e le occasioni in cui verrà o non verrà utilizzata.

    "Abbiamo giocato con i due attaccanti mettendo in preventivo che potevamo prendere qualche ripartenza - ha detto il commissario tecnico - Quando si alza il livello giocare in questo modo sarà difficile perché ti esponi a qualche rischio, ma in casa contro una squadra che aveva qualcosina meno di noi era giusto giocare in maniera più offensiva".

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  • COME GIOCHERÀ L'ITALIA?

    E quindi? E quindi le soluzioni in vista della gara contro Israele sono due: spazio o a un centrocampista in più, in caso di utilizzo del 4-3-3, oppure di Giacomo Raspadori tra le linee se Gattuso vorrà mantenere il 4-2-3-1 che così bene ha fatto a Bergamo.

    Nel primo caso, i candidati per far parte dell'undici titolare sono Davide Frattesi, Manuel Locatelli e Nicolò Rovella. L'ingresso dell'interista manterrebbe Barella nella posizione di play, quello degli altri due lo risposterebbe a fare la mezzala.

    Andrà poi compreso chi, se effettivamente la coppia Kean-Retegui non sarà confermata a Debrecen, dovrà accomodarsi in panchina. Deciderà Gattuso, anche in base alla lettura complessiva della partita. E sarà una scelta per nulla facile.

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