Drazen BrncicGetty Images

Dražen Brnčić, dal Milan all'Inter in cambio di Pirlo: zero presenze in nerazzurro

Ci sono giocatori che entrano nel cuore e nella mente dei tifosi per le loro gesta sul campo da calcio, e altri che vengono ricordati a vita per essere stati parte di trattative di calciomercato in qualche modo passate alla storia.

Quest'ultimo è proprio il caso di Dražen Brnčić, che ovviamente soprattutto i più giovani faranno fatica a ricordare. Stiamo parlando di un ex calciatore croato (anche belga di passaporto) che all'inizio del nuovo millennio fu acquistato dal Milan con tante belle e promettenti speranze.

Trequartista che all'inizio della sua carriera aveva fatto intravedere ottime cose in Belgio, allo Charleroi; e che sbarcò subito dopo in Italia prima con la maglia della Cremonese e poi con quella del Monza.

Drazen Brncic-

E proprio al Monza vive quella che possiamo definire la sua stagione di grazia, con 9 goal in 37 presenze, e che gli vale la chiamata anche sorprendente da parte del Milan. I rossoneri lo ingaggiano per circa 2 miliardi di lire e nell'estate pre-campionato si mette in luce con un paio di buone prestazioni, tanto che Galliani se ne innamora e lo elogiava con queste parole all'epoca.

"Se i numeri che ha tirato fuori lui li avesse mostrati, faccio un nome, Rivaldo, chissà che titoloni a nove colonne. Invece li fa Brncic, che ha un grosso difetto: è costato solo due miliardi. Se uno non costa almeno settanta, la gente non ci fa caso. È stato voluto fortemente da me, se soltanto si dimostrasse da Milan sarebbe già un bel colpo".

Ed invece ben presto il calciatore non si dimostra da Milan, ne tantomeno da altre squadre di quel livello. Con la maglia rossonera almeno riesce ad esordire sia in Champions League che in Serie A, ma poi viene accantonato in panchina da Zaccheroni. Il problema era la tanta concorrenza, come affermerà poi in futuro lo stesso Brnčić.

"Al Milan ero chiuso da gente come Boban, Albertini, Gattuso o Ambrosini. Al Milan c'erano atleti impressionanti. Posso dirle Maldini, uomo e campione straordinario. Ma quella rossonera era una famiglia, colpa di persone intelligente. Poi ricordo Leonardo. Era davvero fortissimo, qualcosa fuori dal comune. Chiesi io di andare via per giocare di più".

E dove andò qualche mese dopo il croato per trovare più minutaggio? Nell'Inter di Hector Cuper. Ma a passare alla storia non fu questa operazione in sé, quanto un altro calciatore che percorreva il percorso opposto dall'Inter al Milan: Andrea Pirlo.

Dražen Brnčić viene infatti ricordato da tutti proprio per essere stato il giocatore dato in cambio dal Milan all'Inter per Andrea Pirlo: l'operazione racconta di 35 miliardi di lire più il cartellino del croato.

L'Inter inizialmente non quantifica la cifra spesa per l'ingaggio di Brnčić, ma nei bilanci resi noti l’anno dopo, accanto al cognome del croato figurerà la cifra di 18,6 miliardi. E la cosa più assurda deve ancora arrivare.

Dopo aver ceduto Andrea Pirlo e dopo aver comprato Brnčić (mettendolo a bilancio per quella cifra), l'Inter non lo farà mai esordire con la maglia nerazzurra. Il motivo? Hector Cuper.

"Cuper non mi vedeva. Così andai via in prestito. Peccato perché avrei voluto provare a misurarmi anche in nerazzurro. E giocare col più forte di tutti: Luis Nazario da Lima, il Fenomeno Ronaldo. La rosa dei nerazzuri era composta da 40 elementi, di cui 30 professionisti internazionali affermati".

Ed è poprio per questo che il nome di Brnčić passa alla storia più per uno sfottò nei confronti dell'Inter che per qualcosa relativo alle sue doti tecniche.

Da lì in poi viene prestato ad Ancona e Venezia, prima di girare soprattutto tra Belgio e Olanda. Ma la sua carriera resterà in qualche modo interrotta proprio in quel momento, a Milano, tra le due sponde dei Navigli.

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