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Mikel Arteta Arsenal Man City GFXGetty/GOAL

L'Arsenal, il Manchester City e come Arteta ha ribaltato una rovente rivalità di Premier League

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City e Arsenal non si erano mai considerati rivali prima che lo sceicco Mansour e gli Emirati Arabi Uniti puntassero la loro attenzione sulla metà blu di Manchester e fondassero rapidamente un nuovo impero per competere con l’ordine costituito, di cui i Gunners erano tra i fieri leader.

L’acquisizione già impressionante del calcio inglese da parte del City è stata ulteriormente accelerata dalla nomina di Guardiola, e l’Arsenal rischiava di essere relegato all’irrilevanza. Questo finché Arteta non ha cambiato sponda ed è tornato nel club dove aveva trascorso gli ultimi anni della sua carriera da giocatore. 

Dopo aver osservato dall’interno il declino dell’Arsenal sotto Arsène Wenger, Arteta era in una posizione unica per pianificare la rinascita del club. Ha sviluppato una sua critica e, da allenatore, ha rimodellato l’Arsenal secondo la propria visione. Lo spagnolo si è allontanato dallo stile irresistibile ma spesso ingenuo per cui Wenger era rinomato e ha invece abbracciato una visione più scientifica del calcio, dando priorità alla potenza fisica e all’efficacia nel segnare su palla inattiva rispetto alla joie de vivre. 

Che piaccia o no, Arteta ha trasformato l’Arsenal in una forza formidabile che ha imbrigliato il City e lo ha superato. I Gunners hanno nove punti di vantaggio sulla squadra di Guardiola nella corsa al titolo e sono ai quarti di finale di Champions League, mentre i Blues leccano le ferite per un’altra eliminazione per mano del Real Madrid. 

A Wembley, domenica, l’Arsenal spera di consolidare tutti i progressi compiuti sotto Arteta e battere il City nella finale di Carabao Cup per conquistare il primo di quelli che potrebbero essere quattro trofei incredibili. Guardiola, intanto, ha ammesso che la sua squadra è, per una volta, la sfavorita: “Sfidiamo la migliore squadra d’Inghilterra, la migliore squadra d’Europa”.

Ripercorriamo la storia di una rivalità finalmente arrivata al punto di ebollizione.

  • Arsenal v Dynamo Kiev - UEFA Champions LeagueGetty Images Sport

    Agosto 2008: l'acquisizione del City sconvolge Wenger

    L’Arsenal aveva già subito il trauma di essere stato superato dal Chelsea dopo l’acquisizione da parte di Roman Abramovich, quindi la notizia che il City era stato comprato da un fondo sovrano ancora più ricco colpì il club del nord di Londra come un terremoto. 

    E Wenger, che aveva denunciato il Chelsea per praticare il "doping finanziario", fu rapido nel chiedere una regolamentazione più severa per tenere a freno l’improvvisa esplosione della spesa del City.

    "La bellezza dello sport è rispettare le regole e vincere. Le persone che non lo fanno non dovrebbero essere autorizzate a vincere" disse.

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  • Manchester City v Arsenal - Premier LeagueGetty Images Sport

    Settembre 2009: la scivolata in ginocchio di Adebayor

    I timori di Wenger che il City dei nuovi ricchi avrebbe sottratto i migliori giocatori della sua squadra si avverarono, quando Emmanuel Adebayor e Kolo Touré firmarono per i Blues nell’estate del 2009 per 25 milioni e 14 milioni di sterline, rispettivamente. 

    Si creò un’atmosfera da polveriera quando le due squadre si affrontarono a Manchester poche settimane dopo, con i tifosi dell’Arsenal che provocarono Adebayor per tutta la partita. 

    L’attaccante si prese la sua rivincita segnando di testa il terzo goal nella vittoria del City per 4-2 e correndo per tutta la lunghezza del campo per schernire i sostenitori dei Gunners, che risposero lanciandogli contro degli oggetti.

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  • FBL-ENG-PR-FRA-MAN CITY-ARSENAL-NASRIAFP

    Agosto 2011: Nasri e Clichy si uniscono all’esodo

    Dopo aver vinto la FA Cup nel 2011 e aver posto fine a un digiuno di trofei durato 35 anni, il City continuò a rafforzarsi. 

    E, oltre a rendere Sergio Aguero il proprio acquisto record per 38 milioni di sterline, continuò a 'saccheggiare' l’Arsenal, ingaggiando Gael Clichy e Samir Nasri. La perdita di Nasri fu particolarmente dolorosa per Wenger, che aveva detto che la sua squadra "non poteva essere definita un grande club" se avesse ceduto il regista francese oltre a Cesc Fabregas, che quell’estate si trasferì al Barcellona

    La fragilità della rosa dei Gunners fu messa a nudo dalla sconfitta per 8-2 inflitta dal Manchester United in agosto e provocò una raffica di acquisti nell’ultimo giorno di mercato. Il rinforzo più importante si sarebbe rivelato il centrocampista spagnolo ingaggiato dall’Everton di nome Mikel Arteta.

  • Swansea City v Manchester City - Premier LeagueGetty Images Sport

    Luglio 2016: Arteta entra a far parte dello staff di Guardiola

    Quando Arteta si ritirò dal calcio nel 2016, fece una scelta successiva che fece molto parlare, rifiutando l’offerta di lavorare nell’accademia dell’Arsenal per diventare invece il vice del neoarrivato Guardiola al City.

    Ora lavorava fianco a fianco con il miglior allenatore del mondo, dopo aver giocato sotto uno dei migliori manager degli ultimi due decenni, Wenger. 

    Fu l’apprendistato perfetto per il passaggio di Arteta alla carriera di allenatore, che molti si aspettavano sarebbe diventato l’eventuale successore di Guardiola all’Etihad Stadium.

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  • FBL-ENG-LCUP-MAN CITY-ARSENALAFP

    Febbraio/Marzo 2018: il City umilia l’Arsenal due volte

    Il divario tra il City di Guardiola e l’Arsenal di Wenger è stato messo a nudo nel modo più brutale possibile con due umiliazioni per 3-0 nell’arco di cinque giorni. Prima, il City ha spazzato via i Gunners a Wembley nella finale di Carabao Cup, poi la storia si è ripetuta all’Emirates Stadium, in un’atmosfera tossica. 

    La seconda sconfitta è stata resa ancora peggiore dalle distese di seggiolini vuoti visibili ovunque, che Wenger ha cercato di attribuire alla neve.

     Ma non c’era modo di nascondere il fatto che si trattasse degli ultimi, flebili bagliori del suo lungo regno alla guida dell’Arsenal e, poco più di un mese dopo, è stato annunciato il suo addio.

  • FBL-ENG-PR-BOURNEMOUTH-ARSENALAFP

    Dicembre 2019: Arteta lascia per diventare allenatore dell’Arsenal

    Incoraggiato da Guardiola, Arteta aveva fatto domanda per diventare il successore di Wenger nel 2018, ma fu ritenuto privo dell’esperienza adeguata e al suo posto venne scelto Unai Emery. Tuttavia, meno di 18 mesi dopo, Emery fu esonerato e questa volta Arteta era l’uomo che l’Arsenal voleva e che alla fine ottenne. 

    Solo pochi giorni dopo che Arteta si era seduto accanto a Guardiola nella panchina degli ospiti all’Emirates e aveva visto il City vincere con facilità, una delegazione dei Gunners arrivò a casa sua, nel sobborgo mancuniano di Didsbury, per convincerlo a intraprendere una propria strada come allenatore capo.

    L’Arsenal era decimo in classifica quando Arteta arrivò e, sebbene riuscì a portarli solo all’ottavo posto, diede un segnale positivo di ciò che sarebbe seguito ispirando i Gunners alla vittoria della FA Cup, eliminando anche il City lungo il cammino in semifinale.

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  • FBL-ENG-PR-ARSENAL-MAN CITYAFP

    Gennaio 2022: una sconfitta di misura mostra il potenziale dell'Arsenal

    In modo insolito, un segnale che l’Arsenal stesse costruendo qualcosa di speciale sotto Arteta arrivò con una sconfitta agonizzante in casa contro il City il giorno di Capodanno del 2022. Arteta non poté assistere alla partita perché aveva il Covid-19, ma Bukayo Saka portò in vantaggio i Gunners in un’atmosfera rovente all’Emirates, e la squadra continuò a lottare anche dopo che Riyad Mahrez aveva pareggiato su calcio di rigore e Gabriel Magalhaes era stato espulso. 

    Rodri rubò la vittoria nel finale per il City e, anche se alla fine mancarono la qualificazione alla Champions League a favore del Tottenham, molti tifosi dell’Arsenal presenti quel giorno vedono quella partita come il momento in cui hanno capito il loro vero potenziale.

  • FBL-ENG-PR-ARSENAL-CHELSEAAFP

    2022-23: Zinchenko e Jesus alimentano un’inaspettata corsa al titolo

    L’Arsenal ha speso molto nell’estate del 2022, e quale posto migliore dove guardare per portare la squadra al livello successivo se non tra gli ex pupilli di Arteta al City, Oleksandr Zinchenko e Gabriel Jesus? 

    È stato un tentativo a malapena velato di imprimere sull’Arsenal parte di quel DNA da vincente seriale del City – e ha funzionato, dato che Zinchenko disse ai compagni poco dopo il suo arrivo che erano in grado di vincere il titolo di Premier League.

    Nessuno gli credette in quel momento, ma aveva colto nel segno: l’Arsenal si issò in testa alla classifica e vi rimase fino ad aprile, quando il City, a caccia del triplete, li rimontò e conquistò il titolo con tre giornate d’anticipo. I Gunners furono inevitabilmente etichettati come 'bottlers', ma la verità è che nessuno si aspettava che fossero in corsa a inizio stagione e c’era una forte sensazione che il meglio dovesse ancora venire.

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  • Manchester City v West Ham United - Premier LeagueGetty Images Sport

    2023-24: Il City supera di misura l’Arsenal ancora una volta

    L’Arsenal ha poi rafforzato la rosa con gli ingaggi di Declan Rice, Kai Havertz e Jurrien Timber e, sebbene il difensore olandese sia stato presto escluso per il resto della stagione a causa di un infortunio al ginocchio, i nuovi innesti li hanno aiutati a duellare di nuovo alla pari con il City.

    La squadra di Arteta ha battuto il City in campionato per la prima volta dal 2015 all’Emirates, e i Gunners si sono fatti valere anche nella gara in trasferta all’Etihad Stadium, pareggiando 0-0 per restare in una corsa al titolo che si stava rivelando molto più combattuta.

    Alla fine è stato un crollo casalingo contro l’Aston Villa a penalizzare l’Arsenal e, nell’ultima giornata della stagione, il City ha conquistato il quarto titolo consecutivo, record in Inghilterra. Ma sebbene ci fosse una comprensibile delusione per aver perso ancora una volta contro il City, l’Arsenal poteva anche avere la sensazione di stare avvicinandosi sempre di più al sorpasso sui rivali.

  • Manchester City FC v Arsenal FC - Premier LeagueGetty Images Sport

    Settembre 2024: la lite Haaland-Gabriel

    Le due squadre si sono incontrate pochi giorni dopo l’inizio dell’udienza sulle 115 imputazioni della Premier League contro il City, e Guardiola ha alimentato la rivalità latente tra i due club dichiarando che gli avversari della sua squadra, compresi i Gunners, volevano che venissero "cancellati dalla faccia della terra". La partita si è giocata anche in un’atmosfera tesa, con i tifosi del City che cantavano ripetutamente "Champions again", a cui i sostenitori dell’Arsenal hanno risposto con “Cheating again”.

    In campo c’è stata ancora più rabbia: Leandro Trossard è stato espulso per l’Arsenal, mentre il centrocampista stella del City Rodri è stato costretto a uscire per un grave infortunio al ginocchio. In dieci uomini, l’Arsenal ha resistito aggrappandosi al vantaggio fino al 99° minuto, quando John Stones ha firmato il 2-2 e ha scatenato festeggiamenti di sfida da parte dei giocatori del City, durante i quali Erling Haaland ha scagliato il pallone contro Gabriel, ha invitato l’Arsenal a "restare umile" e ha chiesto a Myles Lewis-Skelly: "Chi c***o sei?!".

    Anche se il City aveva evitato la sconfitta, era chiaro che l’Arsenal stava entrando loro sotto pelle e la cosa non piaceva affatto.

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  • Arsenal FC v Manchester City FC - Premier LeagueGetty Images Sport

    Febbraio 2025: Lewis-Skelly si prende la rivincita

    Tutte quelle sconfitte demoralizzanti contro il City e i due titoli sfumati sono passate in secondo piano per l’Arsenal quando, nel febbraio 2025, ha letteralmente travolto la squadra di Guardiola all’Emirates vincendo 5-1. 

    La ciliegina sulla torta è arrivata quando Lewis-Skelly ha trovato la rete e poi ha fatto capire esattamente a Haaland chi fosse, riproducendo con sfacciataggine la sua esultanza della meditazione.

  • Arsenal v Manchester City - Premier LeagueGetty Images Sport

    Settembre 2025: le tattiche di Pep mostrano che l'Arsenal è al comando

    Quasi un anno esatto dopo il loro incontro dai toni accesi all’Etihad nel 2025, Arsenal e City hanno dato vita a un altro pareggio intenso con un gol del pari all’ultimo respiro, anche se stavolta sono stati i Gunners a festeggiare per aver strappato un punto.

    Il pallonetto di Gabriel Martinelli nei minuti di recupero potrebbe contribuire non poco a porre fine alla lunga attesa dell’Arsenal per vincere il titolo al termine della stagione, poiché vale complessivamente tre punti. Ma anche prima del pareggio, la partita è stata significativa perché ha rappresentato un’inversione totale dei ruoli, con Guardiola che ha adottato tattiche difensive e ha giocato di rimessa prima di chiudersi in difesa.

    Ha dimostrato che i braccati erano diventati i cacciatori.

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