La Roma di Mourinho è in finale di Conference League 2021/2022. I giallorossi hanno superato il Leicester, guadagnandosi l'accesso all'ultimo atto del torneo, nella sua prima edizione. Di fronte ci sarà il Feyenoord, club che nella sua storia ha già vinto sia Champions che Europa League.
Per la Roma, che ha in bacheca la sola Coppa delle Fiere, per la UEFA competizione non riconosciuta ufficialmente (a differenza della FIFA), si tratta di una nuova finale europea 31 anni dopo l'ultima. Mourinho c'è riuscito: ora proverà ad allargare il suo palmares e completare i trionfi negli attuali tornei esistenti.
Mourinho ha ringraziato il pubblico dell'Olimpico rientrando sul terreno di gioco dopo essere andato negli spogliatoi: applausi per i fans della Roma che hanno invaso l'impianto capitolino così da spingere la squadra verso la finale contro il Feyenoord. Missione compiuta.
L'ex tecnico del Real Madrid è di fatto il primo allenatore a raggiungere la finale con quattro squadre diverse: con il Porto ha vinto Europa League e Champions, con l'Inter la Champions League e con il Manchester United l'Europa League. Ora quella di Conference con la Roma.
Ai microfoni di DAZN, Mourinho ha parlato così:
"Ci sono diversi livelli di aspettative, responsabilità e speranze. La storia della Roma è una storia di sofferenza, non vince tanto. Il numero di finali non è d'accordo con la dimensione del club. Questo per noi significa tanto. Per noi il Feyenoord è la nostra Champions"
"Dal primo giorno ho un senso di famiglia, lo siamo. Non abbiamo fatto una stagione spaventosa, tanti punti persi ma è una vittoria da famiglia. Il Leicester è una squadra di qualità, ma Rui Patricio non ha lavorato tanto. Abbiamo giocato con tutto, con i tempi e gli spazi"
"Ringrazio i giocatori per essere felice come sono oggi. Ero commosso, se una squadra vince il primo Scudetto o il secondo non interessa, è sempre ricomprensa e gioia. Però per una squadra che non vince mai e che arriva in finale con difficoltà anche con lo stadio sempre con la capienza massima è diverso. Sono in un momento della carriera in cui non lo faccio per me, ma per i miei giocatori e la proprietà. Per i tifosi, per la gioia della gente romanista. Sono emozionato per le emozioni degli altri".
Zero scaramanzia per Mourinho a fine intervista:
"Si vince questa finale? Sì"
Sipario: appuntamento al 25 maggio.
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