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Minister for Sport Italy - Vincenzo SpadaforaGetty

Spadafora cambia idea: "Mi auguro che la Serie A riparta"

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Primi importanti spiragli di ripartenza per il calcio italiano: dalla giornata di ieri, infatti, è possibile per i giocatori allenarsi in forma individuale nei centri sportivi messi a disposizione dalle società che stanno pianificando la ripresa con il rientro in Italia di quei giocatori volati all'estero (Cristiano Ronaldo su tutti).

Un passo decisivo verso la 'normalità' che potrebbe essere parzialmente raggiunta il 18 maggio con il ritorno agli allenamenti in forma collettiva, nel rispetto di quel famoso protocollo di sicurezza stilato dalla FIGC - e in attesa di approvazione da parte del Governo dopo le modifiche richieste - che prevede norme di distanziamento sociale e test medici (sierologi e tamponi) per i tesserati, protocollo che soprattutto dovrà disciplinare il da farsi in caso di positività sopravvenuta di un calciatore.

Un'apertura degna di nota è arrivata niente di meno che dal ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, che ai microfoni del programma di Rai 1, 'Frontiere', si è augurato che la Serie A possa ricominciare per essere portata a termine nel corso dell'estate.

"La roadmap prevista è stata confermata, il 4 maggio sono ripresi gli allenamenti individuali e il protocollo è stato allargato anche ai calciatori, che devono allenarsi singolarmente e non con la squadra. Dal 18 sarà possibile ripartire con le sedute collettive, entro questa settimana dovremmo avere un responso: c'erano delle perplessità da parte del comitato tecnico-scientifico ma sono sicuro che il calcio troverà una giusta soluzione. La ripresa deve avvenire in sicurezza, ad oggi non sappiamo con certezza se si potrà riprendere a metà giugno: me lo auguro".

"Ripresa del campionato? Me lo auguro vivamente e sarebbe surreale se così non fosse, essendo io il ministro dello Sport. I toni di questi giorni sono il risultato di una pressione eccessiva per una scelta immediata. Tutto dipenderà dall'impatto che avremo in queste due settimane".

Spadafora ha ribadito che un eventuale stop definitivo sarebbe una decisione di competenza del Governo.

"Il calcio è lo sport preferito dagli italiani, ma sono saltate tante altre manifestazioni come il Giro d'Italia e non solo. Comunque dovrà essere il Governo a dire stop. Speriamo di avere un protocollo completo entro la settimana. Ripresa a porte chiuse? Sì, questo è fuori discussione".

Sulla stessa linea anche l'intervista del ministro ai microfoni de 'Il Corriere della Sera'.

"Io il becchino del calcio italiano? Assolutamente no, farò di tutto per ripartire. Se il Governo sarà costretto, spero di no, a stabilire che non ci sono le condizioni il mio sforzo sarà duplice: limitare i danni economici per le società e sostenere tutto il mondo dello sport. Tra risorse ordinarie e straordinarie investiremo circa 1 miliardo per il settore nel suo complesso".

"Adottare una linea comune in Europa? Il 17 maggio dovrebbe esserci un consiglio europeo dei ministri dello Sport per confrontarsi proprio su questo".

Parole che sono in linea con uno degli ultimi interventi social di Spadafora che aveva usato termini ottimistici per la messa a punto del protocollo definitivo per gli allenamenti degli sport di squadra, tema caro a tanti presidenti.

"Siamo al lavoro per il protocollo per gli allenamenti degli sport di squadra e per le Linee guida per la riapertura delle strutture in cui si pratica lo sport di base. Un passo alla volta #losportriparte!".

Insomma, dietrofront rispetto alle dichiarazioni pessimistiche di domenica che su Spadafora avevano attirato molte critiche da parte degli addetti ai lavori, preoccupati dalle enormi perdite economiche a cui il sistema calcio andrebbe incontro in caso di cancellazione definitiva dei tornei.

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