Il 24 febbraio 2022, un giorno purtroppo storico per l'Ucraina. Invaso dalle truppe, il paese è alle prese con una situazione a dir poco dura. Anche il calcio ne paga le conseguenze, con il campionato sospeso e i giocatori ad attendere gli sviluppi dopo l'entrata nella nazione da parte dei vicini russi.
La federazione ucraina ha chiesto a FIFA e UEFA di intervenire, sospendendo le squadre russe da Europa League e qualificazioni Mondiali. Si vedrà. Intanto, però, lo Zenit San Pietroburgo scende in campo a Siviglia e i giocatori ucraini sono impegnati per il giovedì continentale. In tre, tutti protagonisti per diversi motivi.
L'unico a non scendere in campo è Yaroslav Rakitskiy, difensore ucraino che milita tra i russi dello Zenit San Pietroburgo, che hanno come vice l'ex stella della Nazionale gialloblù, Tymoschuk. Reduce da una gara d'andata contro il Betis a dir poco difficile, il centrale, non al meglio, è rimasto in panchina.
Ruslan Malinovskyi ha invece guidato l'Atalanta agli ottavi, segnando due reti con il suo magico mancino in terra ellenica, contro l'Olympiacos. Doppietta in Grecia e maglia dopo il primo goal con la quale ha chiesto di fermare il conflitto attualmente in corso in Ucraina.
Se il connazionale e compagno di squadra Maksym Taloverov è rimasto in panchina fino all'ultimo quarto d'ora (quando ha sostituito Ibrahim Traoré), Taras Kacharaba ha vestito invece la fascia da capitano nel match tra Slavia Praga e Fenerbahce. Possente difensore della formazione ceca, nativo di Žydačiv, è arrivato nella capitale lo scorso mese.
E' la prima volta che indossa la fascia da capitano: una scelta, quella da parte del club di Praga, con un significato importante.
Kacharaba, in prestito dallo Slovan Liberec, è stato accolto tra l'ovazione dei tifosi del Sinobo Stadium di Praga. Capitan Boril non è disponibile: ha chiuso la stagione anzitempo per un brutto infortunio.
Stanislav Tecl, il vice, è invece partito dalla panchina per il match di Conference League contro i turchi del Fenerbahce. Invece di affidare la fascia ad uno dei giocatori più esperti della formazione, il club ha scelto Kacharaba per dare un segnale.
Non solo, visto che al momento dell'inno dell'Europa League, con le squadre schierate, i giocatori dello Slavia Praga hanno indossato sopra la propria casacca una maglia gialla con il logo della federazione ucraina e la scritta: 'We stand with Ukraine'. Ovvero, noi stiamo con l'Ucraina.
Curiosamente Kacharaba e Taloverov sono gli unici due ucraini militanti nel massimo campionato ucraino. Quest'ultimo ha una storia ancor più particolare: è nato a Nalchik, Russia, ed cresciuto a Donetsk, centro principale del Donbass. Ha però optato per difendere i colori dell'Ucraina ed attualmente fa parte della rappresentativa Under 21 guidata da Ruslan Rotan.
Dopo aver conquistato la qualificazione agli ottavi, Kacharaba ha parlato ai canali ufficiali dello Slavia Praga, ringraziando i fans per l'affetto prima, durante e dopo il match:
"E' stato ed è il giorno peggiore della mia vita. Per la mia famiglia, per l'Ucraina, per tutte le persone che ci vivono. Sono orgoglioso di essere ucraino. Voglio ringraziare lo Slavia, la dirigenza del club e i tifosi per il loro grande supporto. Anche dopo la partita, tutti gridavano Ucraina, Ucraina. Lo apprezzo, è difficile dire altro. Molti ragazzi in Ucraina stanno difendendo la mia patria. Sono un calciatore dello Slavia. Sul campo, ho cercato di dimostrare di essere ucraino e volevo fare del mio meglio per accontentare i miei fans e quelli dello Slavia. È il momento peggiore che ci sarebbe potuto essere, per me e per noi. Ho letto le notizie tutto il giorno, concentrandomi sulla partita, ma tutti i miei pensieri erano rivolti all'Ucraina e alla mia famiglia. Sono andato in campo e ho cercato di fare il mio lavoro. Ora andrò a casa e continuerò a contattare la famiglia e le persone che ora si trovano in Ucraina".




