Protezione palla verso l'esterno dell'area attirando fuori posizione Kalulu (con Bennacer e Tonali), scarico su Mario Rui e colpo di testa ad anticipare Tomori che non lascia scampo a Maignan.
Il goal di Simeone in Milan-Napoli è ancora ben impresso nella mente dei tifosi rossoneri, oltre che quelli azzurri. All'andata quel successo valse a Spalletti il ritorno in vetta e a Pioli il primo ko.
Per il 'Cholito' era un momento magico, il primo di una stagione vissuta in ombra ma non per questo deludente. Dopo la rete all'esordio in Champions contro il Liverpool, ecco che arrivava il guizzo decisiva a San Siro. Simeone ha continuato così: facendosi trovare pronto ogni qualvolta chiamato in causa, spesso e volentieri anche soltanto per una manciata di minuti.
È anche grazie a lui se, quando Osimhen è mancato, il Napoli non ha mai tremato. Anzi, ha sempre vinto: ben 7 partite su 7, con l'ex Hellas che ha segnato in tre di queste (Milan, Ajax, Cremonese).
Pur avendo giocato in tutto solo 591' (circa sei partite e mezzo), Simone è già a quota 8 reti stagionali: segna ogni 74'. Segnale che il 'Cholito' c'è, segnale di un'alchimia di squadra più forte di qualsiasi altra cosa. Più costante in Champions - 4 reti in 7 presenze - che in Serie A - 3 goal in 17 presenze -, l'ultimo goal l'ha segnato alla Roma il 29 gennaio al Maradona nei 4' finali in cui è subentrato, decidendo la partita.
Proprio come fatto a San Siro contro il Milan. Squadra contro cui oggi, un girone dopo, partirà titolare. Spalletti sa già che può dormire sonni tranquilli anche senza il suo capocannoniere.
