Serviva una vittoria al Milan compiere un passo importante verso la qualificazione agli ottavi di Champions League e invece, martedì sera a San Siro, contro il Chelsea è arrivata la seconda sconfitta consecutiva nel Gruppo E.
I rossoneri si sono arresi alle reti di Jorginho e Aubameyang, ma a detta di molti la partita è stata fortemente condizionata da alcune decisioni arbitrali.
Mason Mount, uno dei protagonisti della sfida, non ha nascosto l’importanza del successo ottenuto a Milano.
“Una vittoria enorme - si legge sul sito ufficiale del Chelsea - Avevamo bisogno di una partita e di una prestazione di questo tipo. Battere per la seconda volta il Milan rappresenta un qualcosa di importantissimo per il nostro cammino in Champions League e ora siamo in cima alla classifica. Per vincere a San Siro non basta proporre un buon calcio, bisogna anche essere mentalmente forti perché i tifosi giocano un ruolo importante. Bisogna avere a che fare anche con l’ambiente e noi l’abbiamo fatto”.
Il momento decisivo del match è avvenuto al 18’ quando quando è stato assegnato un calcio di rigore, con conseguente cartellino rosso, per un tocco in area di Tomori ai danni proprio di Mount. La decisione dell’arbitro Siebert è parsa molto severa.
“Ovviamente conosco Fikayo da tanto tempo, siamo amici, ho parlato con lui di questa situazione e mi dispiace moltissimo per lui. Non credo che ci fosse l’espulsione. Era rigore? Forse sì. Sono un giocatore onesto e volevo provare a segnare, ma lui mi ha tenuto un po’. Ho sentito che cercava di tirarmi indietro mentre correvo verso la porta, pensavo di poter segnare ma non l’ho fatto e a quel punto l’arbitro ha fischiato il penalty. Sono rimasto un po’ sorpreso in quel momento, perché l’avevo superato e stavo provando a segnare. E’ stato difficile vederlo espulso, perché vuoi giocare in undici contro undici quando ci sono due buone squadre in campo. Forse quell’espulsione ha rovinato un po’ la partita. Per noi è stato ovviamente grandioso perché volevamo vincere, ma mi spiace tanto per Tomori”.




