Una svolta radicale per provare a dare un senso diverso alla stagione, dopo un inizio estremamente deludente. E’ durata appena sei partite l’avventura di Giovanni Stroppa sulla panchina del Monza in Serie A.
Il pareggio ottenuto sul campo del Lecce non ha cancellato le cinque sconfitte consecutive patite nelle prime cinque uscite del campionato e non è bastato per lasciare l’ultimo posto in classifica.
Il club brianzolo ha preso una decisione drastica, ovvero quella di porre fine al cammino di un tecnico che pure un posto nella storia del Monza se l’è guadagnato di diritto. Scelto infatti a fine maggio del 2021 per tentare la difficile scalata verso la Serie A, Stroppa è riuscito a condurre la squadra, passando per i playoff di Serie B, alla prima storica promozione in massima serie.
Se il suo esonero sorprende, visto i recenti risultati, fino ad un certo punto, certamente diverso è il discorso relativo alla scelta del sostituto.
Il Monza ha infatti deciso di affidare la panchina a Raffaele Palladino, giovane tecnico trentottenne che in Serie A ci è già stato, e per tanto tempo, ma solo da calciatore.
Il club biancorosso ha dunque optato per la ‘soluzione interna’, promuovendo chi il Monza già lo conosce alla perfezione.
PALLADINO E IL MONZA
Palladino si è legato alla società allora appena rilevata da Silvio Berlusconi e Adriano Galliani nel marzo del 2019. All’epoca era ancora un calciatore che, reduce da quasi un anno di inattività, aveva deciso di ripartire dalla Serie C e da un progetto ambizioso per rilanciarsi.
Palladino in realtà, a causa di problemi fisici, non verrà mai impiegato in campo, ma nel Monza troverà comunque un club pronto ad investire su di lui in altre vesti.
Appesi gli scarpini al chiodo, nell’ottobre 2019 diventerà collaboratore tecnico del settore giovanile e di lì a qualche mese gli verrà affidata la guida della formazione U15.
Nel 2021 il salto in Primavera. Palladino, nel campionato Primavera 2, riesce a condurre i brianzoli fino ad un quarto posto in girone, che vale l’accesso ai playoff promozione: la corsa dei biancorossi si fermerà in semifinale, ma intanto, per quanto fatto, la conferma è più che meritata.
Ora il salto definitivo: a tre giorni dalla vittoria nella prima partita di Primavera 2 contro l’Alessandria, l’approdo in Serie A.
A Palladino viene affidata una squadra che è stata rivoluzionata nel corso di un’estate vissuta dal Monza da grande protagonista del calciomercato, e ora starà a lui provare ad invertire la rotta.
Dovrà farlo non potendo contare su una grande esperienza alle spalle, ma Berlusconi e Galliani non sono nuovi a questo tipo di scommesse.
Getty ImagesSULLA SCIA DI INZAGHI E BROCCHI
In tempi più recenti Berlusconi e Galliani hanno già sperimentato questo tipo di soluzione. Lo hanno fatto al Milan facendo compiere il grande salto dalla Primavera alla prima squadra prima a Filippo Inzaghi e poi a Christian Brocchi (tecnico che successivamente vorranno anche al Monza).
Inzaghi, dopo aver guidato gli Allievi Nazionali rossoneri ed aver vinto un Torneo di Viareggio con la Primavera, verrà promosso in prima squadra nel giugno del 2014. L’annata non sarà di quelle indimenticabili per Milan e si chiuderà con un deludente decimo posto in campionato (frutto di tredici vittorie, tredici pareggi e dodici sconfitte), che varrà l’esclusione dalle coppe europee per il secondo anno consecutivo.
Al termine di quella stagione, la 2014-2015, il Milan deciderà di voltare pagina e quindi di sollevare Inzaghi dall’incarico, nonostante fosse legato al club da un altro anno di contratto. La scelta dunque ricade su Sinisa Mihajlovic che però verrà esonerato il 12 aprile 2016.
Il suo posto verrà preso da Christian Brocchi, altro ex giocatore del Milan che aveva raccolto l’eredità proprio di Inzaghi alla guida della Primavera rossonera.
La sua avventura sulla panchina della prima squadra durerà sette partite in tutto. Sei saranno quelle di campionato e saranno scandite da due vittorie, due pareggi e due sconfitte che consentiranno di finire l’annata al settimo posto, ed una sarà di Coppa Italia: la finale persa 1-0 ai supplementari contro la Juventus.
Sarà il penultimo allenatore dell’era Berlusconi al Milan: per la sua sostituzione verrà scelto Vincenzo Montella, prima della cessione del club a Yonghong Li.
Palladino dunque sulla scia di Inzaghi e Brocchi: i prossimi mesi diranno se questa volta Berlusconi e Galliani avranno vinto la scommessa.
