21 aprile 2013: lo stadio “Massimino”, come di consueto, è pieno di bandiere rossazzurre ma sugli spalti circolano anche delle bandierine con su scritto “B”. I tifosi del Catania sono scatenati e il coro “Tanto già lo so che l’anno prossimo giochi di sabato” risuona più di ogni altro. Il riferimento va ai cugini del Palermo che, a sei giornate dalla fine, occupano il terzultimo posto e rischiano la retrocessione in Serie B, campionato che – appunto – si disputa per lo più di sabato.
Quel giorno al vecchio stadio Cibali andò in scena il derby numero 84 e nessuno avrebbe potuto immaginare che, per quasi 8 anni, quella gara non sarebbe più stata disputata. Nè, ancor meno, era facile immaginare il disastro che attendeva entrambe le società.
Quel derby, l’ultimo fin qui disputato, si concluse in parità. Barrientos portò in vantaggio i rossazzurri a metà ripresa, Ilicic trovò il pari nei minuti di recupero. In campo, tra gli altri, c’erano appunto Barrientos e Ilicic ma anche Gomez, Almiron, Dybala, Kurtic e Andujar e la gara si concluse con una rissa che coinvolse proprio il portiere argentino del Catania e il centrocampista paraguayano Barreto, all’epoca in forza al Palermo. Furono immagini poco edificanti che, peraltro, sono rimaste fino ad oggi le ultime offerte dal derby di Sicilia.
GettyLe due squadre erano reduci da diverse stagioni straordinarie: il Catania inanellava record di punti uno dopo l’altro, il Palermo dopo aver raggiunto persino la finale di Coppa Italia, annoverava tra le proprie fila campioni di primissimo piano. La Sicilia, finalmente, era tornata a dire la sua nel calcio e i sostenitori delle due squadre, seppur rivali, erano fieri di poter sventolare la Trinacria in tutti gli stadi più prestigiosi d’ Italia.
Già, i tifosi. Il destino, che quando ci si mette ci sa proprio fare, “regalerà” a Palermo e Catania un derby ancor più inedito. Non soltanto valido per il campionato di Serie C, ma anche senza spettatori e con i rosanero pieni zeppi di assenze. Colpa del Covid, la seconda. Colpa delle vecchie proprietà, la prima.
La stagione dell’ultimo derby, infatti, si concluse con l’amara retrocessione del Palermo che, nonostante Ililic e Dybala, appunto, non riuscì ad evitare la Serie B. Ma i tifosi del Catania, che quell’anno si erano divertiti con gli sfottò, subirono la stessa sorte proprio l’anno successivo, al termine di un’annata disgraziata e sfortunata.
Derby in Serie B, dunque? Niente affatto, perché proprio mentre il Catania tornava in B dopo 8 gloriose stagioni in massima serie, il Palermo festeggiava il ritorno in A a suon di goal di Dybala e Belotti.
GettyMa quello sarà l’ultimo urlo di gioia proveniente dalle due città siciliane. Nella stagione 2014-2015, infatti, il Catania non solo non riusciva a centrare il ritorno in Serie A ma completava il disastro con lo scandalo “Treni del gol” e la retrocessione d'ufficio in Serie C.
Il Palermo, invece, centrava la salvezza per due stagioni consecutive prima di ripiombare in cadetteria al termine di una stagione grottesca contraddistinta dall’alternanza di ben cinque allenatori e dal passaggio di proprietà. Maurizio Zamparini, infatti, dopo aver minacciato decine di volte le dimissioni ed aver messo in vendita il club, riuscì a cedere il Palermo nel febbraio del 2017. Ad acquistare il club di Viale del Fante è Paul Baccaglini, rappresentante di un fondo anglo-americano ma più famoso per il suo passato da “Iena”.
Getty ImagesL’escalation di disastri però non si ferma: Zamparini si riprende il Palermo e la squadra guidata da Tedino prima e da Stellone poi arriva a un passo dalla promozione diretta in Serie A. Un rigore fallito da Coronado contro il Cesena condanna i rosanero ai playoff, ma la promozione se la prende il Frosinone. Playoff che profumano di beffa anche per il Catania che, guidato da Cristiano Lucarelli, arriva fino alla semifinale ma viene eliminato ai calci di rigore dal Siena.
È l’inizio della fine: a Palermo regna il caos. I Tuttolomondo acquistano il club, ma non sembrano disposti ad investire, la squadra comincia bene ma poi viene risucchiata dai problemi extra-campo e conclude la stagione all’11° posto. Il Catania, dal canto suo, inizia a soffrire per i problemi economici che attanagliano le attività del patron Pulvirenti, ma riesce a riconquistare ancora un pass per la semifinale dei playoff: stavolta è un’altra siciliana, il Trapani, ad estromettere gli etnei guidati da Sottil.
GettyI mesi successivi sono disastrosi per entrambe: il Palermo viene escluso dai campionati professionistici in seguito ad inadempienze finanziarie e riparte dalla Serie D, con una società nuova di zecca guidata da Dario Mirri che, però, si organizza bene e conquista la promozione in Serie C dopo l’interruzione del campionato per via del Covid-19. Il Catania, dal canto suo, vive una stagione surreale: stipendi non pagati, calciatori fuori rosa, dirigenti aggrediti e persino la messa in mora della società da parte dei calciatori. I playoff sono solo una vana distrazione e per o rossazzurri finiscono presto: i tifosi rossazzurri temono per tutta l’estate il fallimento, scongiurato soltando dall’intervento della SIGI, cordata locale che riesce a rilevare la matricola 11700 partecipando al bando fallimentare.
E arriviamo così al 9 novembre 2020: il Palermo, ambizioso seppur tra tanti limiti, aspetta al Barbera il Catania che, in attesa dell’imminente avvento di Joe Tacopina, ha rimesso a posto i conti e salvato il titolo sportivo. Entrambe le squadre, quest’anno, difficilmente riusciranno a lottare per le posizioni di vertice della classifica. Ma per quello ci sarà tempo. Così come servirà molta pazienza prima di poter tornare ad assistere a derby come quelli contraddistinti dalle giocate di Mascara, dai goal di Cavani e Pastore (memorabile la tripletta del ‘Flaco’ nel derby del 2010), dai numeri di Gomez e Miccoli e dalle parate di Sirigu e Andujar.
GettyMa intanto, 2759 giorni dopo, Palermo e Catania tornano a fronteggiarsi. Un derby che troppo spesso viene ingiustamente associato soltanto alla tragica morte dell’ispettore Filippo Raciti ma che, sul terreno di gioco e sugli spalti, ha regalato per anni spettacolo ed emozioni. E che oggi torna ad essere realtà.




